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Fake news, le principali sono quelle istituzionali

Fake news, le principali sono quelle istituzionali

1 “Pd: pronta una legge anti fake news”
Mi sfugge perché l’establishment voglia fare una legge anti fake news. Un cittadino comune non crede certamente ad alcune delle balle che ci sono sulla rete, sono talmente eccessive da apparire ridicole, anche a una prima lettura. La storia insegna che dalla notte dei tempi le principali fake news sono quelle istituzionali, ma da sempre non vengono considerate tali dai potenti. Dal mazzo ne estraggo cinque storiche (poi hanno figliato in modo impressionante):

1 Le armi di distruzione di massa di Saddam; 2 Il processo comunicazionale di Obama, Sarkozy, Cameron (e relative consorti) per arrivare all’assassinio di Gheddafi e al disastro che ne è seguito; 3 L’ente Onu IPCC con i dati sul clima manipolati; 4 Motivazioni dei premi Nobel a Al Gore e a Obama; 5 Presunto esodo biblico dall’Africa di 100 milioni di neri, una balla talmente colossale che per fortuna si è subito sgonfiata quando, con 3 mld di euro dati da Merkel a Erdogan, l’esodo biblico in un paio di settimane si è bloccato in Turchia.

2 “Will done girls”
Per questo “Ben fatto, ragazze”, il professor Sutcliffe, docente nell’Oxfordshire, è stato sospeso perché si è dimenticato di contare fino a 10 prima di tacere, come previsto dai protocolli del mondo politicamente corretto. Pur sapendo che fra le allieve c’era una affetta da disforia di genere (lei si percepiva maschio) ha usato questa frase.

Le immediate scuse, appena gli hanno fatto notare la scivolata, non sono bastate. Out.

3 “Al Black Friday, il Piemonte risponde con il Bagna Cauda Day 2017“
È stato festeggiato in tutto il mondo, cito solo Mara e Rocco che, lasciata Cavour, si sono trasferiti a Tonga e Helene Solomom e suo marito Bill Stein che nella loro grande villa di Boston hanno chiamato il celebre cuoco (Chef sarebbe offensivo) Matteo Morra di Barolo a prepararla e Sonia Speroni per l’abbinamento con i vini.

4 “Scientific articles pubblished, 2016”
Questo dato numerico, non avrà un valore assoluto, perché i contenuti possono fare la differenza, pensiamo solo che l’articolo sulla “teoria dei giochi” secondo questa classifica sarebbe valso 1, però è un indicatore. Al vertice, in solitudine, troviamo a 25.000 articoli gli Stati Uniti, Cina 10.000, Germania e UK 9.000, Francia e Giappone 5.000, a 3.000 Italia, Spagna, Canada, Svizzera, Australia, Olanda.

Alcune curiosità: rispetto agli abitanti la Svizzera sarebbe la prima, l’Europa unita sarebbe il leader mondiale, gli scandinavi, decaduti, non entrano neppure in classifica.

5 “Volkswagen: Maggiolino elettrico a trazione posteriore”
L’articolo più intelligente e ironico, sulle auto tedesche, sulle elettriche, su Tesla, lo trovate sul Blog di Francesco Paternò “Carblogger.it”. Gli dedico lo spazio che avevo riservato al dibattito alla Leopolda: non c’è stato, erano tutti d’accordo.

1 L’ultima generazione del Maggiolino non va granché, tanto che si sussurra di un fine carriera.

2 Ecco allora un Maggiolino elettrico a trazione posteriore (per molti di noi la trazione mito) che verrà affiancato da un Minibus a batteria (il Bulli) entro il 2022.

3 Maggiolino e Bulli alla nascita (1938) hanno avuto un padre prestigioso: Adolf Hitler. Copiò Benito Mussolini, noto come il padre della Topolino (nel 1930 convocò Agnelli, gli impose le specifiche dell’auto e un target prezzo di 5.000 lire: un successo planetario). Furono i primi markettari passati dall’auto alla politica.

4 Maggiolino e Bulli saranno amate alla follia dai californiani hippies. L’importatore per motivare la rete di vendita disse: “Ragazzi, dobbiamo vendere auto naziste in una città di ebrei”. Ci riuscirono.

Riccardo Ruggeri, 28 Novembre 2017

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