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Israele e il caso dell’atleta di judo di cui Calabresi e compari non parlano

Israele e il caso dell’atleta di judo di cui Calabresi e compari non parlano

Gran casino per ciò che hanno fatto un gruppo di ultras della Lazio. Usare la foto di Anna Frank è spregevole. Poco da aggiungere.

Mario Calabresi, Repubblica, la sinistra compatta, il Presidente della Repubblica, le federazioni sportive tutte compatte a dire più o meno: noi siamo Anna Frank.

Nelle stesse ore Israele ha vinto l’ora ad Abu Dhabi in un torneo mondiale di Judo. L’atleta israeliano non ha avuto diritto ad inno e bandiera. Perché Israele deve essere distrutta, non ha diritto di vita, per numerosi paesi arabi.

L’atleta ha cantato il suo inno da solo, contro tutti. Compresi Calabresi, Repubblica, Mattarella, le Federazioni sportive di mezzo mondo, che sono rimaste in silenzio.

Il mio editoriale a Matrix di mercoledì 26 ottobre 2017

Israele esiste perché non ci siano più Anna Frank. Non a tutti i nuovi amici degli ebrei è chiaro. 

Nicola Porro, 28 ottobre 2017

 

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5 Commenti

  1. c’è una sottile differenza……..facile fare gli indignati per dei morti (oltretutto più di 50 anni fa), difficile, scomodo molto poco politically correct farlo per dei vivi… difendere chi è l’emblema vivente di quello che fu.
    Ipocrisia pura quella della lettura del diario di Anna Frank adesso : perchè non viene letto nelle scuole medie ? a me venne regalato al mio compleanno in quarta elementare, insieme a libri di favole. Allora lo lessi come il diario di una bimba sfortunata. In terza media lo lessi alla luce di quanto stavamo studiando in storia.
    L’anima e l’atmosfera mi furono spiegati dai miei genitori ; certo fu doloroso per mio padre che si fece due anni di campi di concentramento in Germania come internato militare, rivangare luoghi e ricordi

  2. Caro Porro, ho vinto wmma (campionati del mondo di artimarziali militari) ormai 30 anni or sono. Nessuno e di nessuna nazionalità si sarebbe mai sognato di lasciare un atleta da solo come ho visto nel filmato. Cambia veramente tutto ed in tutti i campi. Non ho altro da dire. Grazie

  3. L’atleta mi ha fatto tenerezza. Devo fare però un appunto agli organismi mondiali dello sport: la nazione che organizza un europeo, un mondiale o le olimpiadi, deve obbligatoriamente avere tutte le bandiere e l’inno di tutte le nazioni partecipanti e issare le bandiere dei primi tre atleti e suonare l’inno in onore del vincitore. Il comportamento del Paese ospitante è disonorevole e antisportivo.

  4. COMPLIMENTI , QUESTO DIMOSTRA AVERE LA SCHIENA DRITTA!!!!!

  5. Nell’antica Grecia, durante i giochi panellenici (le manifestazioni sportive “internazionali” di allora) si sospendeva ogni ostilità in corso tra le città-stato.
    Perché in quei giorni soltanto la competizione atletica doveva regnare e non il patriottismo.
    E Nike incoronava il vincitore, nudo, senza uniforme nè bandiera, anche se egli rappresentava la propria città, tanto da ottenere dalla stessa un vitalizio.
    Il patriottismo inquina lo sport, non lo esalta.
    Antiquam exquirite matrem.
    Riscopriamo le nostre radici.

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