TwitterFacebook
Menu
La terza America (Ron Paul)

La terza America (Ron Paul)

Il libertario Ron Paul e la resistenza allo Stato invasore

Quali sono i confini tra le libertà personali e la sicurezza nazionale? Non si tratta affatto di una questione retorica, ideologica. Il caso Apple vs Fbi, ormai lo conoscono tutti. La ditta di telefonini non vuole svelare ai poliziotti la chiave segreta con cui gli esperti potrebbero rintracciare tutto ciò che è contenuto nello smartphone di uno degli attentatori di San Bernardino.

Due fanatici islamici, uccidono all’impazzata quattordici innocenti: si tratta dell’attacco terroristico più sanguinoso avvenuto in terra americana dopo l’11 settembre. Apple non ci sta: abbiamo fornito tutto ciò che era possibile e fare di più comprometterebbe la privacy degli americani.

Ron Paul, più volte membro del Congresso e candidato per due volte alla Casa Bianca per il Partito Libertario, siamo certi che starebbe con la Mela morsicata. Liberilibri ne ha pubblicato uno dei testi fondamentali, La terza America.

Un manifesto. «La libertà economica e la libertà personale – scrive – non sono divisibili. Il governo dovrebbe rispettare il nostro diritto alla privacy, piuttosto che invaderlo con falsi pretesti». Ron Paul va giù duro contro le vecchie leggi emergenziali derivanti dall’attacco alle Torri Gemelle. «Sappiamo oggi che molti segnali che avrebbero dovuto allertare le autorità sul piano di dirottamento furono ignorati. Fu un caso di incompetenza del governo, non una carenza di potere di sorveglianza».

Gli americani dopo l’11 settembre hanno votato leggi che amplificano di molto i poteri dell’esecutivo, i francesi dopo il Bataclan hanno fatto più o meno lo stesso, con la dichiarazione dello Stato di emergenza e ora l’Fbi non contento chiede di più dalla Apple.Messa così la storia è un po’ diversa.

Non si tratta più di una contrapposizione tra privacy e sicurezza. Ma usando le provocazioni di Ron Paul si può dire che la sicurezza è diventata una grande scusa per violare in modo impunito e legale la nostra sfera privata. Un filosofo non certo conservatore e decisamente di sinistra (anche se non tradizionale) come Michael Walzer ha recente scritto: «Apple non può obbligarmi a comprare un prodotto. Lo stato invece può incarcerarmi».

In queste poche parole si trova un tratto di congiunzione fra la destra liberale americana e quella liberal di sinistra. Proprio sulla vicenda Apple vs Fbi, in fondo, si gioca una delle sfide più entusiasmanti del futuro pensiero liberale.

Nicola Porro, Il Giornale 21 febbraio 2016

Condividi questo articolo

Continua la lettura

Scegliere i vincitori (Franco Debenedetti) Politica industriale, l'insana idea dello Stato padrone Una delle idee ricorrenti di chi ci governa e caratterizza il pensiero diffuso di chi viene g...
La rivolta di Atlante (Ayn Rand) Snowden ha letto bene Ayn Rand... Ad un certo punto il giovane informatico viene interrogato, da quello che poi sarà il suo istruttore alla Cia. «Alt...
Il Liberale che non c’è (a cura di Corrado Ocone)... Il vero liberale c’è, eccome… È eretico e dissidente Vi devo confessare che dal titolo e, più ancora, dal sottotitolo non ero affatto attratto. Il Li...
Sulle ceneri degli studi umanistici (Dario Antiser... Dal professor Antiseri una lezione in difesa degli studi umanistici Proprio questa settimana il Parlamento ha approvato la riforma della scuola. L'en...

Rispondi