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Tre curve di Laffer

Tre curve di Laffer

Vabbè ormai vi siete annoiati a sentir parlare della Curva di Laffer. Si tratta in fondo di un semplice grafico in cui si mette in evidenza come all’aumentare delle aliquote (da un certo punto in poi) diminuisce il gettito. È una regola di buon senso che i nostri politici e tecnici non vogliono sentire. Ci sono tre casi lampanti che riguardano l’Italia degli ultimi mesi.

Li ho messi in fila. E converrà aggiornare.

IVA

Nei primi otto mesi di quest’anno il gettito derivante dell’Iva, la nostra principale imposta indiretta, è crollato. Da un punto di vista percentuale di 5.2 punti. Dal punto di vista di cassa il gettito di questa imposta è diminuito rispetto all’anno scorso della bellezza di 3,7 miliardi di euro.

In termini percentuali si tratta di un calo tre volte superiore a quello, pur drammatico, del Pil. Da una settimana è aumentata l’aliquota dal 21 al 22, e i tecnici si attendono un gettito di 1 miliardo. Siamo facili profeti a prevedere che a consuntivo il gettito di ottobre, novembre, dicembre del 2013 sarà inferiore a quanto previsto dai conti preventivi. Laffer 1.

Bollo su auto di lusso

Il superbollo ha distrutto un settore: quello delle cosiddette auto di lusso. Colpire i ricchi fa male a tutti. Un gettito previsto di 168 milioni derivante dalla tassa sulle auto con più di 185 kw, ha prodotto il risultato di bruciare incassi per 140 milioni. Il calcolo è per difetto ed è fatto da ben sei associazioni del settore.

Insomma un’imposta che invece di portare introiti alle casse dello stato, li brucia. I 140 milioni derivano essenzialmente da mancata Iva (per circa 95 milioni) derivante dalla riduzione delle immatricolazioni per questo genere di auto.

E a cascata ci sono da considerare tutte le imposte: da quelle provinciali, ai bolli ordinari a quelle di immatricolazione che sono venute meno. E chi si vuole comprare una bella macchina di lusso (e fa bene) trova un escamotage per non immatricolarla in Italia. Laffer 2

Le tasse sugli yacht

I nostri fenomeni prevedevano di incassare dalla nautica circa 120 milioni dalle nuove imposte sulle imbarcazioni introdotte alla fine del 2011. Nel 2012 hanno incassato sì e no 25 milioni. Il fatturato del settore si è praticamente dimezzato con una perdita di circa 2.5 miliardi di ricavi.

La Cna, gli artigiani di sinistra, calcolano un mancato gettito, grazie alla manovra del governo Monti che ha paralizzato il settore, della bellezza di 900 milioni. C’è stato infatti un calo del 26 per cento delle barche paganti, che sono fuggite su altre coste: non italiane.

Solo pochi mesi fa si sono accorti di ciò che stava accadendo e hanno modificato la norma assurda imposta dal governo Monti. Laffer 3.

Nicola Porro, Il Giornale 7 ottobre 2013

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