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Vaccini, portare o no gli sciamani no vax in prima serata?

Vaccini, portare o no gli sciamani no vax in prima serata?

Caro direttore,

Quando bazzicavo lavorativamente dalle parti del Foglio, il divino Andrea Marcenaro sfotteva il circoletto del ’so tutto io’, prendendo a prestito Madame Verdurin, la borghesotta della Recherce.

Riprendiamola per commentare il tuo interessante pezzo su talk show, sciamani e vaccini. Il Nostro io narrante, quello che racconta l’invidia di Madame Verdurin per il giro chic della principessa di Guermantes, al capezzale dell’adorata nonna ci dice: “credere alla medicina sarebbe la suprema tra le follie se non ce ne fosse una ancora più grave, quella di non crederci. La medicina è il compendio degli errori successivi e contrastanti commessi dai medici, rivolgendoci ai migliori di loro è molto probabile che ci troviamo a invocare una verità, che pochi anni dopo, sarà riconosciuta falsa”.

L’Unesco, che non ne combina una giusta, vuole rendere patrimonio dell’umanità, il salasso. Una tecnica medica considerata miracolosa fino ad un secolo e mezzo fa, e oggi abbandonata. Tranne che per i cervelli dell’Unesco, evidentemente.

Si direbbe dunque che all’inizio del 900 uno scrittore francese, malaticcio, molto amato da Marcenaro e dai salotti parigini, anticipasse le tesi di Popper, immunizzandoci dall’ignoranza delle organizzazioni internazionali.

Domenica scorsa il Wall Street Journal ha affrontato una questione simile, ma rivolta ad una scienza sociale come l’economia. I suoi sacerdoti spesso sbagliano, non prevedono le crisi, come ci si può affidare a loro? si chiedeva retoricamente il quotidiano americano.

Meglio un economista, pieno di pregiudizi, che andare a caso, concludeva il foglio, pensando anche ai propri bilanci. E a maggior ragione sempre meglio un medico rispetto ad uno sciamano.

Per tornate ai medici e ai talk show, nel tuo pezzo di ieri inviti gentilmente i conduttori televisivi a non fare gli equidistanti con chi trasformi le balle in nuove verità.

Per quanto mi riguarda penso che l’ideologia no vax sia una balla colossale che nasce da un articolo scientifico poi sbugiardato clamorosamente. In buona sostanza il complotto c’era, ma era contro le case farmaceutiche per tirare su un po’di quattrini con class action farlocche.

Eppure un numero sempre maggiore di persone ci crede (come ritiene che l’olio di palma faccia male e la carne uccida); e allora secondo te davvero dobbiamo nascondere al pubblico l’eretico? Un po’ come in America fanno con l’alcol avvolto nel cartoccio? Il fatto che in molti credano ad una balla non la rende più vera, ma rende sensato parlarne.

Non penso che la scienza sia una religione, proprio perché è contestabile e falsificabile. Ma se si preserva la scienza da test stressanti, e tanto meno sono scientifici tanto più lo sono, si rischia di preservarla in una rete protettiva fatta di dogmi.

Inoltre i forti argomenti che la medicina ha sulla questione vaccini fanno vincere facile la battaglia: le tesi no vax (quelle pseudo-tecniche) sono del tutto risibili. Se mi permetti è lo stesso ragionamento che si può per le immagini delle stragi dei fondamentalisti islamici: mostrare lo scempio, dà il senso della sua bestialità.

Caro direttore tu citi la retorica antipotere raccontata da Mark Thompson. Io gli preferisco Robert Spencer e il suo free speech (affidalo alle sapienti mani di uno dei tuoi giornalisti). Ci racconta di un mondo dei media, dei politici, degli opinionisti e delle università in cui il pensiero dominante non tollera contraddittorio.

L’opinione eretica o ritenuta tale non ha diritto di espressione. In fondo la tutela del free speech esiste proprio perché qualcuno possa dire qualcosa di assolutamente offensivo, contradditorio, eterodosso, antipatico, altrimenti a che servirebbe una sua tutela.

È come ci insegna il Foglio riguardo al garantismo. Esso è da coltivare soprattutto per il sospettato più turpe, altrimenti è vano, inutile, ipocrita.

Insomma sull’euro, sull’ambiente, sui vaccini, sul terrorismo, sugli stupri, sui posti riservati agli handicappati, sul fumo, sul controllo degli zuccheri, sulle adozioni con il burqa e sulle scie chimiche prodotte dagli aerei, gli sciamani siano i benvenuti.

Come si fa a bandire un no vax oggi dalla tv, e piagnucolare quando gli scorretti su ambiente, islam, alimentazione (solo, per citare i casi di scuola del politicamente corretto) vengono esclusi dai salottini Verdurin?

Nicola Porro, lettera al Foglio 2 settembre 2017

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1 Commento

  1. Incisivo come sempre. Grazie.

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