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25 aprile, palestinesi in piazza contro Israele. Assurdo!

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La celebrazione della Liberazione diventa l’ennesima occasione per attaccare Israele: ne scrive Barbara Pontecorvo

Su un sito pro-palestinese si legge: “Quest’anno ricorre infatti l’80° anniversario della promulgazione delle infami “Leggi sulla Razza” da parte dello Stato monarchico e fascista. Oggi ricordiamo e condanniamo quella famigerata legislazione, che però tanto assomiglia a quella attualmente adottata dallo stato sionista, che, unico al mondo, discrimina la popolazione in base al credo religioso, imponendo a milioni di arabo-palestinesi un regime di Apartheid.”

Racconta Carlo Verdone che una volta era a tavola con Alberto Sordi, il quale, vedendo come era conciata una signora, non poté fare a meno di compatire il giovine collega, al quale sarebbe venuta a mancare la materia prima della satira, perché tutto l’assurdo o quasi era stato risucchiato dalla realtà.

Ha senso replicare al ribaltamento della realtà proposto dalle associazioni pro-palestinesi? Sarebbe ingiusto nei riguardi degli organizzatori della manifestazione del 25 aprile accusarli di credere a quelle accuse, perché vorrebbe dire che non hanno mai letto un giornale oppure che, avendolo letto, non sono capaci di capirne il contenuto.

Non è bene, però, per l’Italia, che la realtà non conti più nulla, perché è proprio attraverso tale triste itinerario che il Paese si trova sull’orlo del precipizio. Non è nemmeno un bel vedere che si ricordi la Liberazione dal regime nazifascista con la sfilata di chi reclama la liquidazione dello Stato ebraico, perché l’antisionismo quello significa.

Non è nemmeno accettabile, anche se pienamente comprensibile, che il vistoso sito propalestinese opti per riferirsi alle leggi razziali, senza dedicare un cenno agli attacchi sanguinosi perpetrati proprio nella capitale d’Italia.

Ciò posto, con l’ANPI locale come la mettiamo, visto che la Comunità Ebraica di Roma, fatta di consiglieri di destra, centro e sinistra, è costretta ancora a disertare per evitare di essere il bersaglio di insulti e vituperi?

Quale più vistoso ribaltamento della realtà insultare gli Ebrei nel giorno del ricordo della Liberazione?

Certo, forse è uno scherzo immenso e, alla fine del comizio, i responsabili della manifestazione prenderanno il microfono e diranno: “Ebrei, ci siete cascati? Era tutta una messa in scena, e grazie ai compagni che si sono prestati a ricordare la Liberazione con uno scherzo affettuoso!”

Però, scherzi del genere li abbiamo già visti, ad esempio a Terezin. Purtroppo nessuno ride, perché un conto è il primo aprile, altro il venticinque.