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3 ipotesi per il dopo 4 marzo. Rischio golpe come nel 2011

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Tre le ipotesi sul tavolo per it 4 marzo 2018.

1) Vince l’inclucio dei «vincenti»: Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, nascosti dietro la maschera veneziana di Paolo Gentiloni.
2) Vince l’inclucio dei «perdenti»: nascosti dietro la maschera napoletana di Luigi Di Maio.
3) Nessuno vince, neppure coalizzandosi con altri, e si torna a votare in autunno.

La Classe Dominante scommette sull’ipotesi 1 avendo come subordinata la 3. Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Pietro Grasso, Giorgia Meloni puntano solo alla 2 (troppo rischiosa la 3), disposti a qualsiasi inciucio pur di non farsi spazzar via, senza almeno combattere.

In sintesi la contesa elettorale è questa.

Un sistema elettorale proporzionale protegge noi votanti, chi andrà al potere rappresenterà la maggioranza dei cittadini, e sarà una maggioranza costruita su voti veri e alleanze con altri voti veri su questo non ci sono dubbi. Se si verifica l’opzione 1 non cambia nulla rispetto ai cinque anni appena trascorsi.

Due individui sempre più pieni di sé, quindi ancora più imbolsiti di prima, ci spacceranno le solite ricettine economiche fruste e rifruste (Vecchie parole, mio caro, fruste e rifruste, false ancor prima che fossero inventate, cfr. Grazia Deledda).

Lo faranno attraverso un maggiordomo, Paolo Gentiloni, essendo in attesa che si liberi, dall’inseguire un’inflazione da anni inafferrabile, il principe dei butler (stante la statura non oso neppure scriverne il nome, non essendone chiaramente degno).

Sarà un colossale dé-jà-vu, insopportabile per molti, ma che bisognerà rispettare, perché sarà il volere della maggioranza degli italiani uscito dalle urne.

Stesso rispetto ci dovrebbe essere se prevale l’opzione 2. In democrazia l’elezione popolare monda ciascun eletto dai peccati precedenti, persino dall’uso improprio dei congiuntivi.

Nell’ipotesi di successo, ben conoscendola, sono certo che l’attuale Classe Dominante non rispetterà il volere popolare, lo abbiamo visto nell’America della cosca Clinton-Bush-Obama, nella Spagna di Mariano Rajoy, nei Paesi dell’Est Europa a cui Bruxelles vuole togliere il voto perché non votano come dovrebbero, in Italia i’abbiamo visto nel 1994 e nel 2011.

Comunque, questa volta deciderà il popolo, e io come italiano ne sono fiero.

Certo, giornalisticamente parlando, mi piacerebbe da pazzi vivere, nascosto negli interstizi del mio blog, a mo’ di partigiano vecchia maniera, un colpo di Stato (democratico, of course) della Classe Dominante, come quel coitus interruptus del 2011, atto miserabile di alcuni miserabili.

Riccardo Ruggeri, 16 Gennaio 2018