in

America First, Gentiloni se ne rammarica. Ma perché?

Dimensioni testo

Per un attimo cerchiamo di uscire dalla nuvola di cipria che da anni avvolge noi europei, nuvola che ci sta riducendo a zombie intellettuali, economicamente sempre più poveri, e facciamoci la domanda: se non ci fosse il buzzurro Donald Trump che ci sta aprendo gli occhi che succederebbe?

1 Dovremmo continuare a credere alle fake analysis di Angela Merkel che, piccola notazione, interviene sul centenario della fine della Prima Guerra Mondiale, attacca Trump, senza avere neppure il coraggio di citarlo per nome (sua ennesima volgarità politica).

Ecco il suo compitino: “Dopo cento anni dalla fine dalla catastrofe del 2018, dobbiamo chiederci se abbiamo davvero imparato la lezione della storia, e a me pare di no. L’unica risposta è la cooperazione e il multilateralismo”.

Sono parole divertenti (si fa per dire) che però inquadrano un personaggio che dovrebbe avere il buon gusto, come tedesca, di tacere su temi che ci vorranno secoli per essere superati.

2 Dovremmo subire i ridicoli ragionamenti di Emmanuel Macron che ripete la fake analysis di Merkel sul multilateralismo, chiedendo a Trump, senza avere il coraggio di citarlo per nome, di non “fare corse al ribasso sulle tasse”.

Come evidente, gli brucia la riforma fiscale di Trump che, solo con l’annuncio, e ancor prima di essere attuata, sta già producendo effetti positivi sull’economia americana.

Macron propone un coordinamento fiscale internazionale, bella idea, cominci a ridurre le tasse in Francia e in tutta Europa, come ha fatto Trump, e poi ne riparliamo.

Il nostro Paolo Gentiloni è più moscio, si limita a rammaricarsi della strategia “America First”, comunque tutti e tre si scagliano, con livore, contro Trump.

Perché? Rabbia? Invidia?

Mi paiono tre politici piccini piccini. L’Europa è allo sfascio, loro sono incapaci di gestire flussi immigratori impazziti, sono prigionieri di eurocrati che legiferano sul nulla e decidono sul niente, per arrivare a scegliere il luogo ove mettere l’Agenzia del farmaco ricorrono alla monetina, accorgendosi a posteriori che la mitica Amsterdam non aveva neppure le carte in regola.

Adesso mitizzano Silvio Berlusconi, che avevano demolito, e solo per avere i suoi voti. Tre politici piccini, piccini.

Trump sarà pure un buzzurro, gaffeur e volgare fin che si vuole, ma almeno lui fa gli interessi dei suoi concittadini che l’hanno votato.

Dopo un anno di analisi ridicole, di parole al vento, non sarebbe il caso di capire che dietro a lui c’è l’apparato industrial-militare che per tutto il Novecento, con presidenti dem o rep, ha governato l’America?

Fare i nostri interessi è quello che vorremmo facessero i nostri politici. Solo quello, null’altro.

Per fortuna il 4 marzo è sempre più vicino, finalmente sapremo cosa vogliono gli italiani.

Riccardo Ruggeri, 6 Febbraio 2018