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Numero speciale di Nazione Futura: “Conservatorismo verde. Perché non si può rimanere indietro nella sfida ambientale”

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È uscito il numero speciale della rivista trimestrale Nazione Futura (in collaborazione con la Fondazione Tatarella) pubblicato in occasione della Giornata della Terra del 22 aprile, curato da Francesco Giubilei, editore della rivista e presidente della Fondazione Tatarella, e intitolato “Conservatorismo verde. Perché non si può rimanere indietro nella sfida ambientale”.

Giubilei, già autore del libro “Conservare la natura. Perché l’ambiente è un tema caro alla destra e ai conservatori”, sottolinea l’urgenza di una proposta politico-culturale sul tema dell’ambiente da parte del mondo della destra:

“Esiste un’importante tradizione culturale di ecologismo conservatore, è necessario che il mondo politico del centrodestra non regali la tematica ambientale a sinistra e grillini e sia in grado di portare avanti una proposta alternativa in particolare nei prossimi mesi con la gestione dei fondi del Recovery Fund che saranno destinati in una quantità ingente alla transizione ecologica”.

All’interno della rivista è presente un contributo inedito mai pubblicato in Italia del più importante filosofo conservatore al mondo, purtroppo scomparso lo scorso anno, Roger Scruton. Presenti inoltre un articolo di Cesare Patrone, capo del Corpo Forestale dello Stato dal 2004 al 2016, un’intervista di Ferrante De Benedictis al noto meteorologo Luca Mercalli, un contributo del vescovo francese Monsignor Dominique Rey e le interviste politiche del direttore Daniele Dell’Orco.

Insieme a numerosi altri in interventi di importanti autori contemporanei (tra cui il presidente dell’Associazione Fare Verde), nella rivista sono presenti i brani di alcuni autori classici, da Pasolini a Goethe, da Thoreau a D’Annunzio (Indice completo).

L’obiettivo del numero è raccontare come possa esistere un ecologismo di matrice conservatrice con un invito al mondo politico di centrodestra a dedicare la necessaria attenzione a una tematica che dovrebbe stare a cuore a tutti i cittadini a prescindere dal loro colore politico. 

È possibile una visione alternativa all’ambientalismo rappresentato da Greta Thunberg. Si tratta del conservatorismo verde, un approccio all’ecologia di stampo conservatore, identitario, cristiano, che parte dal locale ancor prima che dal globale tenendo in considerazione le tradizioni dei popoli e cercando di coniugare ambiente ed economia. 

Una visione che concepisce uomo e natura come parte di un unico grande insieme, il Creato, raccontata in questo numero speciale della rivista Nazione Futura con contributi dal mondo della cultura, del giornalismo, dell’economia, della Chiesa e della politica.

La rivista è disponibile sul sito di Nazione Futura (www.nazionefutura.it) e nelle principali librerie italiane.