Politica

Dopo Green Pass e mascherine, Pos nuovo feticcio dei radical chic nostrani

Nel suo articolo sulla Londra contactless, Caterina Soffici dimentica che nel Regno Unito non c’è obbligo e chi paga cash non è considerato un presunto evasore

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Negli ultimi tempi, i giornali italiani non erano stati particolarmente teneri con Londra. Per esempio, a inizio giugno, Simonetta Agnello Hornby su La Stampa aveva paragonato la capitale inglese a Gotham City descrivendo una città “povera e cattiva” e meritandosi un corsivo su Atlantico Quotidiano.

In epoca più recente, Luigi Ippolito inviato del Corriere ha scritto di una Londra depressa e decadente che, nonostante le luci scintillanti di Oxford Street, si prepara a un Natale sottotono, addirittura “strappalacrime” per il clima mesto e malinconico.

Londra contactless

Per fortuna, a risollevare le sorti della City ci ha pensato Caterina Soffici sempre su La Stampa lodando lo stile di vita contactless: “La mia vita a Londra senza banconote”.

Magari, i più disattenti o quelli che si fermano solo alla lettura del titolo hanno pensato a una riedizione di “Senza un soldo a Parigi e a Londra”, una delle prime e meno famose opere di George Orwell. Invece, la perfetta sintesi sarebbe la seguente: “Senza contanti ma col Pos in giro per la City”.

I vantaggi del Pos

Infatti, l’incipit (“Il contante, questo sconosciuto”) è folgorante e prepara il lettore al resto dell’articolo. Tante le ragioni a favore dell’uso della carta di credito, anche nella sua versione digitale caricata sullo smartphone che fa più chic.

Innanzitutto, ci spiega la Soffici che si tratta di una questione di carattere igienico che, nell’epoca dell’amuchina e disinfettanti vari, non può essere considerata affatto secondaria. Chi maneggia il cibo, per esempio, non può poi toccare pure i soldi. Insomma, per risparmiare lavoro ai Nas di Re Carlo, basta usare il Pos.

Tuttavia, può rivelarsi uno strumento comodo anche per i commercianti che, a fine giornata, non devono contare le banconote scansando il rischio concreto di sbagliare le addizioni.

Sembra un po’ di rivivere il famoso dilemma del contadino di Troisi che maldestramente perdeva il denaro (e a volte pure il carico di prodotti della terra) guadagnato durante la giornata. La moglie spazientita, a quel punto, gli consigliava di abbandonare il lavoro agricolo e farsi assumere come operaio. “Così la paga te la mettono nella busta e porti tutti i soldi a casa”.

Se il nostro contadino avesse avuto a disposizione il Pos, forse si sarebbe risparmiato le liti familiari e avrebbe messo al sicuro i suoi ricavi senza dover aderire forzatamente alla rivoluzione industriale.

Italiani sprovveduti

Last but not least, come dicono a South Kensigton, esiste una questione legata alla sicurezza. Questi italiani sprovveduti che girano a Piccadilly Circus con le banconote arrotolate sono facile preda dei “pick pockets” (cioè più prosaicamente i borseggiatori).

Insomma, si ribalta pure lo stereotipo: i nostri connazionali una volta considerati scaltri e circospetti, adesso girano con la mazzetta in bella mostra che “chiede solo di cambiare tasca”. Insomma, fanno la figura dei fessi all’ombra del Big Ben.

Occhio allo smartphone

Bisognerebbe, però, aggiungere che il ladruncolo londinese, ora come ora, più che al malloppo di carta punta agli smartphone il cui valore supera di gran lunga quello delle banconote per il tè delle cinque. E, una volta perso l’iPhone che funge da carta di credito digitale, senza contanti, sarà complicato pure prendere la metro per tornare in hotel.

Ancora una volta ci viene in soccorso la cinematografia e quella famosa scena in cui Luciano De Crescenzo è bloccato in ascensore con il nuovo vicino venuto da Milano con cui c’è una reciproca diffidenza. Allora, uno dei caratteristi di quella pellicola se ne esce con un “pensiero poetico”: “Voi che soffrite nel budello oscuro, n’ata vota saglite pe’ scale che è cchiù sicuro!”.

In sintesi, evitate l’ascensore se non volete patire questo tipo di inconvenienti. Così, lo smartphone, oltre a solleticare le mire dei mariuoli, può smettere di funzionare all’improvviso per qualsiasi ragione. Perciò, occorre sempre un’alternativa. Magari, per quanto flinstoniana e non particolarmente elegante, una manciata di banconote può sempre tornare utile in caso di emergenza.

Il punto è l’obbligo

Che, poi, nel pezzo della Soffici, manca una questione fondamentale: la libertà di scelta. Infatti, è vero che a Londra la maggior parte delle transazioni avvengono in via digitale ma, per ottenere questo risultato, non c’è stato bisogno di norme, leggi, obblighi oppure editoriali.

Sostanzialmente, nel Regno Unito, non vi è alcun limite all’uso del contante. Per fare un esempio, è previsto solo un sistema di controllo fiscale per operazioni superiori alle diecimila sterline, se versate in contanti. In pratica, un commerciante che riceve questo pagamento oltre la soglia deve registrarsi presso le autorità fiscale come “High Value Dealers”.

In una società liberale come quella anglosassone, tutto è lasciato alla responsabilità individuale e chi versa una somma cash non è considerato un presunto evasore o, peggio ancora, un malfattore. E neppure si sente la necessità di campagne a mezzo stampa per celebrare un metodo di pagamento e demonizzarne un altro.

Il nuovo feticcio

Ma tant’è il Pos è il nuovo feticcio dei radical chic nostrani. Dopo il Green Pass e le mascherine, adesso va venerato il Pos. Poi, se si obietta che politicamente parlando sono tutte battaglie di retroguardia e che suscitano scarso consenso, la colpa è sempre del popolo rozzo e bifolco che gira ancora con gli spiccioli per il fish&chips in tasca. Che volgaritè!