Politica

Il fascismo degli antifascisti in azione alla Sapienza

Attacchi alla libertà d’espressione come quello avvenuto alla Sapienza sono destinati a ripetersi, purtroppo con la legittimazione dei media mainstream

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“Il più bello esemplare di fascista in cui ci si possa oggi imbattere è quello del sedicente antifascista unicamente dedito a dare del fascista a chi fascista non è”. Con queste parole, Leonardo Sciascia ci avvertiva dei rischi legati al comportamento dei facinorosi di sinistra.

Contestualizzando al presente, l’episodio della Sapienza non è nient’altro che la punta dell’iceberg di un fenomeno assai preoccupante. Avendo la nomea di paladini del bene, gli stessi si sono permessi, e si permettono tuttora, di compiere atti violenti. Sebbene vantino pseudo titoli accademici, sono ben lungi dalla vera saggezza: quella del rispetto dell’opinione altrui.

Il pluralismo delle idee non è infatti contemplato dalla sinistra. Non è un caso che gran parte di essa postuli idee antidemocratiche: abolizione del suffragio universale, controllo pervasivo dello Stato sui cittadini (si veda sostegno al Green Pass e limite all’uso del contante) e via delirando.

Il fenomeno, benché rappresentato da personaggi folkloristici, non è assolutamente da sottovalutare. Episodi come quelli accaduti alla Sapienza saranno sempre più frequenti. E verranno legittimati dai media mainstream, i quali infatti hanno fatto passare per vittime gli studenti dei Collettivi attribuendo la colpa dei disordini agli agenti di polizia, colpevoli di aver fatto il proprio dovere.

Naturalmente il dissenso è garantito dalla nostra carta costituzionale, ma non ha nulla a che fare con il voler mettere a tacere persone con idee diverse ed opposte rispetto alle proprie – il principio primo di una ideologia totalitaria.

L’antifascismo, dunque, sarebbe solo una foglia di fico dietro la quale si celano istinti inquisitori, pulsioni di censura: in una parola antidemocratici. La colpa, purtroppo, è ascrivibile anche a chi fomenta e giustifica questi gruppi.

Durante la campagna elettorale, ad esempio, sono stati sufficienti alcuni tweet contro Giorgia Meloni per scatenare una vera e propria campagna d’odio. In alcune pagine social, è rimbalzata l’indiscrezione secondo la quale il centrodestra, e in particolare la candidata premier, volessero abolire o modificare la legge 194; indiscrezione del tutto smentita. Sul programma della coalizione non è mai stato scritto nulla di simile.

La conclusione, pertanto, è che, oltre a non aver alcun rispetto verso le opinioni differenti dalle proprie, questi personaggi peccano di una notevole incapacità di discernere il falso dal vero. Curioso per chi si prodiga ogni giorno di dare dell’illetterato, o meglio – pardon– dell’analfabeta funzionale agli altri.