in

Attacco alle petroliere, ecco cosa potrebbe essere successo

An oil tanker is on fire in the sea of Oman, Thursday, June 13, 2019. Two oil tankers near the strategic Strait of Hormuz were reportedly attacked on Thursday, an assault that left one ablaze and adrift as sailors were evacuated from both vessels and the U.S. Navy rushed to assist amid heightened tensions between Washington and Tehran. (AP Photo/ISNA)

Le notizie che arrivano dal Golfo Persico, più precisamente dello Stretto di Hormuz e dalle zone di mare a nord e a sud dello stesso, sono tanto gravi per quanto confuse. Gravi perché oltre il trenta per cento del greggio estratto al mondo passa per quel braccio di mare, confuse perché gli attori dello scontro in atto fanno di tutto per colpire e nascondersi. Come in un tragico gioco che può sfuggire di mano in ogni momento con conseguenze che potrebbero essere disastrose.

Nel mio articolo pubblicato sul sito di Nicola Porro avevo dato notizia della massiccia preparazione militare statunitense ed ora, a poco meno di un mese, è facile capire perché il Pentagono abbia posizionato notevoli forze navali in zona e forze aeree e terrestri in alcune basi di paesi alleati non lontane da quello che potrebbe presto diventare un teatro di guerra.

Il 14 maggio scorso quattro petroliere, fra le quali la norvegese Andrea Victory, erano state sabotate mentre si avvicinavano al terminale marittimo di Ras Tanura, in Arabia Saudita, per ricevere un carico di greggio diretto negli Stati Uniti. Già allora Washington avevano diramato un’allerta avvertendo che l’Iran avrebbe potuto prendere di mira il traffico marittimo nella regione.

A poco meno di un mese di distanza, il 13 giugno, la situazione è peggiorata quando due petroliere, la nave norvegese Front Altair, battente bandiera delle Isole Marshall che aveva caricato petrolio negli Emirati, e la Kokuka Courageous, battente bandiera di Panama, che aveva caricato metanolo in Arabia Saudita ed era diretta a Singapore, a pieno carico e in navigazione nel golfo dell’Oman, hanno lanciato richieste di soccorso perché in fiamme dopo una serie di esplosioni che avevano causato incendi diventati presto indomabili.

Gli equipaggi, fra i quali si registra solo un ferito leggero, erano stati evacuati dalla marina iraniana che li aveva portati nel porto di Jask, sulla costa sudorientale nella provincia iraniana di Hormozgan.

Inizialmente si era parlato di siluri, ipotesi poi smentita perché i fori causati delle deflagrazioni si trovavano sopra la linea di galleggiamento. Si è passati poi all’ipotesi di mine magnetiche, ipotesi solo in parte confermata dalla pubblicazione di un filmato dove si vede una piccola barca che si avvicina al fianco di una delle petroliere per rimuove quella che sembrerebbe una mina magnetica rimasta inesplosa.

Condividi questo articolo

5 Commenti

Scrivi un commento
  1. Iran è certo un grosso problema, ma molto più lo è la Cina con le sue mire espansionistiche (già ha messo non uno ma due piedi in Africa) e per poterla affrontare nel modo corretto è necessario spegnere tutti i possibili focolai in Medio Oriente. Russia e Israele, per differenti motivi non vogliono gli iraniani in Siria. Ma nessuno vuole una guerra aperta, sarebbe disastrosa. Iran può contare con i suoi proxi per destabilizzare (Hezbollah, Hamas, Houti) mentre i paesi occidentali ci devono mettere la faccia con molta cautela. E’, almeno in questa fase, una guerra impari. La cosa migliore sarebbe colpire pesantemente i proxi dell’Iran aspettando una rivolta interna contro il regime religioso iraniano che sta affamando il popolo per foraggiare i vari gruppi terroristi.

  2. “la cinematografia è l’arma più forte”, diceva un tale con 10 carriarmati, ma ne faceva sembrare 1000 spostandoli di città in città.
    Dopo la fiala di polverina bianca di Colin Powell che scatenò la insulsa guerra in Iraq, adesso ci sono i filmati di pasdaran che smontano mine magnetiche.
    Abbiamo già visto come la propaganda marcia con i film, non dimentichiamo i filmati in stile Hollywood dell’Isis e il fake-filmato di un Zuckemberg che comanderà il mondo con i nostri dati (fake il film, ma non le intenzioni del padre padrone di fakebook).
    Sarebbe un dramma per gli USA avere nella sua storia un presidente che non abbia condotto una guerra (anche il pacifista Obama ne ha fatta una, non direttamente, ma sostenendo il peggio del jihadismo globale), bisogna trovare il casus belli, visto che si cagano sotto di guerreggiare con la Corea del Nord, tentano con la Persia.
    E noi dovremmo ancora credere ai filmati americani? ahahahhahaha gli unici filmati veri americani sono quelli con Stanlio ed Olio.

      • ha dato la stessa risposta che Platone diede a Protagora per confutare la famosa frase “non esiste una verità assoluta, l’uomo è la misura di tutte le cose…” asserendo che quella di Protagora era una frase falsa in quanto asseriva qualcosa di assoluto, quindi in contraddizione.
        Ma è proprio la confutazione di Platone a confermare la frase di Protagora: niente è assoluto, l’uomo è la misura, proprio perchè Platone non credeva nella relatività e nella soggettività, esprimendo una posizione personale e non assoluta.
        ma le consegno un’altra affermazione: ” Non vi fidate di ciò che è stato acquisito per averlo sentito in modo ripetuto; né a causa della tradizione; né a causa della voce; né per il fatto che ciò si trova in una scrittura; né a causa di una supposizione; né a causa di un assioma; né a causa di un ragionamento speciale; né di un partito preso in favore di una nozione alla quale si è potuto riflettere; né a causa dell’apparente abilità di qualcun altro; né a causa della considerazione ‘Lo ha detto una persona autorevole’. Quando sapete da voi stessi: ‘Queste cose sono cattive; queste cose sono biasimevoli; queste cose sono condannate dai saggi; se le si intraprende e se le si osserva, queste cose conducono al danno ed alla disgrazia’, abbandonatele.”
        E’ libero di non credermi, ma io non credo agli americani, sono troppe le menzogne raccontate in questi anni, ciò nonostante ritengo che sia migliore il sistema democratico che quello assolutista della repubblica islamica.
        Ritengo anche che ogniuno a casa sua è libero di fare ciò che vuole e se i persiani hanno scelto di farsi governare dagli ayatollah sono cavoli loro e non certo ritengo giusto intervenire per sovvertire una decisione popolare.
        Così come non ho ritenuto giusto che abbiamo fatto una inutile guerra contro l’Iraq, dopo che l’Iraq è stato usato contro gli iraniani e poi abbandonato.
        O come la guerra in Afghanistan dove prima si aiutano i jihadisti contro i russi e poi li si combatte.
        Gli USA, se fossero un po’ più accorti, dovrebbero abbandonare l’alleato Saudita, il più inaffidabile ed il più estremista, il meno democratico ed il più intollerante, il più integralista ed il meno liberale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.