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Bardonecchia? Di nuovo prendiamo e portiamo a casa

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Trovo stupefacente che noi italiani (colti e no) ci stupiamo di quello che è successo a Bardonecchia. Al contempo, provo tenerezza per gli amici che si aggrappano a una cattiva interpretazione di un regolamento che prevede “il diritto di inseguimento”, previa comunicazione alla controparte (in questo caso non avvenuta, un po’ di pazienza), facendo passare Emmanuel Macron per un compagno che per una volta ha avuto una piccola scivolata.

Per capire chi è effettivamente Macron, guardate il video del suo discorso funebre agli Invalides per il tenente colonnello, l’eroe Arnaud Beltrame. Osservatelo nel momento più alto della cerimonia, quando appoggia sulla bara, accanto al suo kepì d’ordinanza, le insegne di comandante della Legion d’Onore. Poi ascoltate la registrazione del suo discorso. Usa un francese aulico, la voce è impostata da consumato attore della Comédie Française, quando dice, scandendo bene le parole “Beltrame incarna l’eroismo francese che fu di Giovanna d’Arco e di Charles De Gaulle”. Tutti capiscono che lui si pone un gradino sopra: sta impeccabilmente scimmiottando Napoleone Bonaparte, che dalla sua tomba adiacente alla cerimonia tutto osserva e giudica. Mi è venuto un immediato tweet: “Macron non è un umano, è una dichiarazione, è un bacio Perugina”.

In realtà, Macron era ancora sotto choc per ben altro. Nell’ultimo sondaggio i numeri della legge truffa francese del secondo turno delle presidenziali che l’avevano eletto, si erano invertiti, ora il 66% dei francesi giudica Macron “troppo lassista sull’immigrazione” (è esattamente ciò che pensano gli italiani di Paolo Gentiloni). E allora ecco pronta una legge, già all’Assemblée Nationale e velocizzata al massimo. Fra le tante novità c’è pure il reato di “superamento illegale della frontiera (1 anno di carcere e 3.750 € di multa per coloro che superano le Alpi non in corrispondenza di un posto di frontiera: incredibile, ma testuale. Solo i francesi possono immaginare clandestini che tentano di varcare il confine a un posto di frontiera presidiato).

Significa in pratica non concedere più il diritto a chiedere lo status di rifugiati. O, se preferiamo, mutuare il modello MerkelErdogan che affida (con lauti ritorni economici) il blocco dei rifugiati siriani diretti in Europa al losco Sultano, trattenendoli in campi di concentramento, e al contempo dargli l’implicita autorizzazione a perseguitare i curdi siriani. È evidente che nella sceneggiatura alpina predisposta da Macron lui fa la MerkelGentiloni dovrebbe fare (gratis) Erdogan, i curdi vessati sarebbero interpretati da noi cittadini italiani.

Una chicca. La legge Macron consente sì di soccorrere sanitariamente chi si trovi già sul territorio francese (ci mancherebbe), ma non chi ha appena superato il confine (caso della donna poi morta a Torino) e di perseguire coloro che aiutano i clandestini in difficoltà (caso della guida alpina della Val Susa incriminata). Come si vede Gentiloni e Minniti possono blaterare fin che vogliono ma Macron si è limitato ad applicare le leggi francesi (casualmente fatte da lui) che regolano questa materia. Una genialata. Quindi, per l’ennesima volta, prendiamo e portiamo a casa.

Riccardo Ruggeri, 3 aprile 2018