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“Beneficio negativo”. Le 4 prove che il vaccino non sta più funzionando

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Dunque, anche uno degli ultimi miti nella narrazione del regime sanitario, l’efficacia dei vaccini anti-Covid nel bloccare i contagi, sta andando letteralmente a picco. In un recente articolo pubblicato su il Sussidiario.net, il professor Mariano Bizzarri, autorevole scienziato che sta smontando a pezzi la citata narrazione, cita quattro autorevoli fonti per dimostrare che sta da tempo avvenendo l’esatto contrario: da una pandemia dei non vaccinati siamo entrati nella pandemia dei vaccinati. Secondo i risultati raccolti dal New England Journal of Medicine, dal Journal of the American Medical Association, dal British Medical Journal e – udite udite! – anche dal nostro Istituto Superiore di Sanità (che tuttavia, come rileva lo stesso Bizzarri, “si guarda bene dal commentarli come dovrebbe”), si dimostra in modo incontrovertibile quanto segue: soprattutto per quanto riguarda i vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna) la protezione, anche dopo la terza dose, cala inesorabilmente al 50% a partire dalla 15° settimana, finendo addirittura con l’invertirsi intorno al 7°-9° mese. “Da questo momento – tuona lo studioso romano – il beneficio diventa negativo: chi si è vaccinato rischia di ammalarsi di più di chi non è vaccinato!”.

Pertanto, a posteriori e col beneficio dei numeri, i quali come al solito continuano ad avere la testa dannatamente dura, come è possibile che in questo disgraziato Paese quasi nessuno senta il bisogno di aprire un dibattito su ciò che è stato detto e fatto in nome del dio vaccino, considerato ancora oggi l’unica arma che abbiamo nei confronti di un virus profondamente indebolito, ma che viene ancora considerato dagli artefici del regime della paura più letale della peste bubbonica?

Ed in premessa al suo ponderoso articolo, che non si occupa solo dei vaccini, lo stesso Bizzarri segnala con forza questa grave mancanza: “È quantomeno curioso che nessuno in Italia – né enti istituzionali, né l’Accademia e tantomeno i politici – avvertano l’esigenza di promuovere un momento di riflessone pubblica su quanto è successo in Italia con la comparsa del Covid dai primi del 2020 in poi. Eppure, tanti sono gli interrogativi sospesi – da come è iniziata l’epidemia alla tempestività e appropriatezza delle misure predisposte – e che oggi tornano ad incombere a fronte dell’incertezza delle prospettive che si profilano al nostro orizzonte. Ci sarà una recrudescenza della pandemia? Quali vaccini dovremo utilizzare? Non dovremmo sviluppare una strategia diversificata? È pronto il nostro sistema sanitario a farvi fronte?”.

Dopodiché il direttore del laboratorio di Biologia dei Sistemi presso il dipartimento di Medicina Sperimentale della Sapienza di Roma lancia il suo affondo contro i virologi da salotto, sostenuti da una informazione imbarazzante, che troppi danni stanno causando al Paese: “Queste non sono domande di scarsa irrilevanza ed è scandaloso che l’informazione debba limitarsi a riportare le esternazioni – spesso strampalate, quando non addirittura ispirate ad una visione catastrofista priva di qualunque fondamento – di un manipolo di esperti, invero conosciuti ormai più per le loro intemerate televisive che per le ricerche che realmente conducono in laboratorio o nei reparti.”

Ovviamente, ogni riferimento ai vari Ricciardi, Brusaferro, Locatelli, Pregliasco, Burioni, Cartabellotta e tanti altri è assolutamente casuale.

Claudio Romiti, 28 giugno 2022