Calenda, il traditore che sogna il Campidoglio

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Carlo Calenda che gigioneggia sulla scena politica sognando il Campidoglio è sicuramente un campione mondiale. Del tradimento. Non solo di tutti quelli che fino ad oggi lo hanno messo al mondo (Montezemolo, Renzi, l’imprenditore napoletano Punzo che gli diede una bella liquidazione purché seguisse altre strade) Zingaretti, ma anche ormai degli oltre 270mila cittadini che lo hanno eletto al Parlamento Europeo. Diceva: “perché è a Bruxelles che si decide ormai la politica” peccato che da quelle parti non lo hanno mai visto.

Tradimenti

VoteWatch Europe lo colloca, come presenze, al 601mo posto su 701 parlamentari. Deluse anche le migliaia di maestranze di Embraco, Mercatone Uno, Alitalia e Arcelor Mittal, che avevano creduto nelle sue capacità taumaturgiche da Ministro dello Sviluppo Economico, ma che poi sono finite come sappiamo. Così come quando Renzi lo spedì ambasciatore, non diplomatico, presso l’UE, onore che non fu concesso neppure a Gianni Agnelli e da dove, anche per la rivolta delle feluche e l’imbarazzo dei circoli diplomatici dell’Europa, venne fatto rientrare di corsa, finendo a fare disastri, appunto, al Mise. Con Zingaretti, che lo candidò nelle liste del Pd per le europee, il tradimento si consumò appena 24 ore dopo le elezioni, quando uscì clamorosamente dal Partito Democratico per fondare il suo piccolo movimento “Azione”. A Montezemolo, che se l’era portato dietro in Ferrari, in Confindustria e in ItaliaFutura, andò pure peggio, Calenda lo attaccò pubblicamente con uno dei suoi primi atti da ministro per la gestione Alitalia.

Maratoneta televisivo

Eppure, nonostante ciò, oggi Calenda, spinto dalle televisioni di Urbano Cairo e da tutto un mondo ‘radical chic’ che lo vezzeggia per quella sua aria da bimbo perbene cresciuto tra biscotti Plasmon e Chateubriand, viene accreditato come un possibile candidato per la corsa a primo cittadino della Capitale. Paradosso vuole che i più preoccupati per questa escalation mediatica sono tre personaggi chiave del mondo ‘dell’ex bimbo Cuore’. Il più folkloristico è certamente Andrea Mazziotti di Celso, un baronetto del Cilento con uno stemma di famiglia che racchiude rose e colli di cigno. Ha ballato una sola legislatura passando poi da un gruppo ad un altro ed oggi è convinto di portare a Calenda i voti degli ambientalisti, di Save the Children, dei costruttori, dei commercianti e, perfino, della Comunità di Sant’Egidio che, come sempre, in queste occasioni non manca mai.

Gli altri due strateghi sono Matteo Richetti ed Enrico Costa che non riesce neppure a formare un gruppo parlamentare alla Camera ed è già pentito di aver lasciato Forza Italia e di non essere atterrato con Guido Crosetto. Il trio sa bene che, con l’aperta reciproca ostilità verso 5 Stelle e Pd, per Calenda sarebbe impossibile vincere il ballottaggio al secondo turno. Né gli basta certo la vaga apertura di Italia Viva di Renzi e di Maria Elena Boschi, fatta forse solo in funzione anti-Pd. Chiuso a sinistra, il maratoneta televisivo guarda piuttosto ora al centrodestra, dove però è consapevole dell’avversità totale di Giorgia Meloni mentre Matteo Salvini mal lo sopporta. Non resta che attirare le macerie di Forza Italia, e qui Calenda spera, in cuor suo, che la cortesia innata di Gianni Letta si trasformi in appoggi di qua e di là del Tevere.


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12 Commenti

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  1. Registro quel che riferisce su Calenda, Bisignani, immagino sulla scorta di fatti o prove alla mano. E mi ricordo dell’elogio del Foglio di qualche anno fa, che lo definì politico cazzuto. Noi umili lettori che pretendono di commentare tra opposte rappresentazioni della verità (si fa per ridere), possiamo applicare la nota formula in medium stat virtus al Calendone nazionale e definirlo uno dei tanti ???

  2. Roma fu bellezza dell’impero , divenuta un grande enclave Casamonica , sillogismo stato Mafio saraceno per antonomasia e per simbolismo simbiotico mutualistico fu ladrona , Muzzi certifica , nefasta induzione , l’humus di plumbea philosofia “ di provenienza , tra califfato berbero e pastorale istinto predone con crudeltà poco sublimata alla mutilazione sessuale femminile essendo Roma femminile diversa da Palermo maschile , ed orgiastico coacervo di feticismo Caino del mal seme d’Adamo . Il fascino del male è pura ignoranza , è ritardo antropogenico di umanità involuta . Uno strabordo d’arte che implora AMORE , ch’a nullo amato amar perdona , incipit Rinascimento , prima che il vuoto tutto divori … , spuntano le risultanti , orecchiette aliene , di Virginia , traggiccomica , acute di forma , ma ottuse di mezzi e sostanze , dicasi un’efebismo di scuola Francoforte de “ noartri “ , via Aurelia diretta emanazione del Mangiafuoco del vaffa . Chi arriva per tagliare l’erba nei furono bei viali di Roma imperiale , di grazia ? Alle Calende greche , cioè mai ! La pancia di Calenda che la darebbe via anche a Solimano il Magnifico con retrofit compreso , uno sguardo che fissa e non vede , occhiettini down che fanno simpatia iniziale e aprendo bocca fa ******* certificato incontrovertibilmente . Never surrender , tu quoque , zingaro non lo dice più neppure Salvini , ma Zingaretti più vezzeggiativo si , l’infingardo pacioccone con lingua sul palato , mi è semblato di vedele un flatello Montalbano style , ossia rimedio peggio del male e di andar di notte . Allora a cercare il centro della Cristianità permanente , che non ci faccia mai cambiare idea sulle cose sulla gente , quando il mondo non mi vuol più , affidiamoci al buon Gesù ; bah , un Colosseo di cristiani sbranati , pessimo rapporto , soprattutto coi suoi 5 milioni di battezzati , nella diocesi prima nel mondo : peccato sia MILANO , la dice lunga sul mistero della fede del centralismo Pietrino . Sant ‘ Egidio ? Il tentatore scellerato della sventurata di Monza che rispose ? O mi confondo col presidente del Monza calcio …Infine , please , s’il vous plais , prima che ci decapitino tutti a reti unificaste raimediasette , con conduttrici finte gentili edulcorate palombelle rosse che candidamente chiedono lumi al guru Bersani Luigi sull’operato governativo in area covid , con premessa che fortifica l’enunciato asserente che , non sono a lodarlo ma , dovere veritate che si , ha fatto “miracoli “ sulla gestione , no ritardi , anzi , quest’estate Arcuri , furore ed abnegazione , dicasi , un fulmine sic . risorse mai mancate , come vitalizio principesco del finto pacato nel quale inzuppa ad libitum il biscotto , pontifica sulla rete 4 come colui che abbia lasciato in dote la Pietra di Paracelso , o niente popò dimeno che la penicillina . Che sbadato , ero convinto fosse a capo di congrega rossa spartitoria del group “ abbiamo una banca “ …forse sarà un omonimo ! Per Roma ,” non con l’oro , ma col ferro “ , un bivio tra lanciafiamme e ruspa ! – Il lanciafiamme è immaginario nazicomunista di castigo necrofilo contro le libertà degli esseri umani , imprinting di livore invidioso , al piacere malsano di PROIBIZIONE a fare compiere passo più lungo della gambetta gnomica del despota , feticismo impotenza ad insaputa, “ of course “ frustrata a passione di morte altrui , cugino del famigerato agnello sacrificale del trogloditismo cannibale ante darwiniano ; -Ruspa è promessa mantenuta d’incipit a resettare , rettifica dischi freni d’auto rigati , premessa e inizio a lieto fine , di lavoro usato , antico , di valore d’auspicio a fare bene , piede giusto ad essere metà dell’opera . Tra una sposa cadavere ed un cummenda mancato , cercasi figura di un Cesare , fattosi le ossa a portar tesori non a sbaffarli a tradimento ! Alea iacta est !

  3. Lo posso dire? Io non voglio che Roma vada al cdx. Roma è la capitale dell’ingovernabilità, un esponente di destra sul trono dell’Urbe perderebbe solo tempo. Quindi che vinca pure Carletto, avrà altri 5 anni di irrequietezza, ma va bene così. Ciao belli!

  4. Ma se la scelta fosse tra lui e la Raggi.2?
    Povera Roma e poveri noi elettori.
    Tittavia voterei Calenda se promettesse, e poi mantenesse, di licenziare metà degli impiegati comunali.

  5. Il suo peggior nemico è l’essere di sinistra e questo non convincerà mai gli elettori di FI che male hanno sopportato gli sguardi a sinistra di Berlusconi. Non ci vuole un genio a capirlo. Dal Nazareno in poi Berlusconi ha perso elettori. Mi spiace che Costa abbia preferito Calenda a Crosetto. Ma un ripensamento è sempre dietro l’angolo. Tra l’altro Calenda a parole si vende bene ma i suoi risultati non sono edificanti e il suo insistere sullo ius soli a dx non piace

  6. “Onto come queo ghe ne go’ visti pochi”.
    Dal veneziano: “Viscido quanto costui ne ho visti pochi”.
    Auguri, Roma.

  7. Ottimo articolo.
    Se eletto sindaco, Calenda sarebbe capace di presentare un ordine del giorno contro il sindaco di Roma.

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