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Chi è sempre in gita e chi non dorme mai

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Daniele Capezzone inizia la collaborazione col sito. La sua riflessione su due categorie sempre in voga nel panorama politico italiano

Nella tragicommedia istituzionale italiana, c’è qualcuno che ha l’aria di stare sempre in gita scolastica, in una specie di ricreazione perenne, e c’è qualcun altro che invece non dorme mai e colpisce inesorabilmente, con una tempistica e una mira da tiratore scelto.

Chi è sempre in gita

Alla prima categoria sembrano appartenere molti leader politici, vincitori e vinti del 4 marzo scorso. Non so chi li consigli anche sul terreno dell’immagine: ma questa idea di farsi riprendere sempre dalle telecamere in atmosfere semivacanziere (una volta la Formula E a Roma, un’altra volta il Vinitaly, un’altra volta la Fiera del Mobile), circondati dai loro staff in versione gruppo-vacanze, tra sorrisi-brindisi-selfie, alla lunga può rivelarsi un boomerang. Per informazioni, citofonare a Renzi: prima campione e poi vittima di questo tipo di iconografia.

Anche perché, tra qualche settimana, quando un governo (di qualunque tipo) si sarà insediato, ci sarà poco da festeggiare. Chiunque entri a Palazzo Chigi, immediatamente, senza neanche il tempo di familiarizzare con arredamento e tappezzeria, si sentirà chiedere: 3.5 miliardi di manovrina, altri 5 tra rinnovo dei contratti e missioni militari, e più di altri 12 per disinnescare le clausole di salvaguardia di quest’anno. Una ventina di miliardi subito subito, cash, a cui aggiungerne altri 19 per disinnescare le clausole di salvaguardia dell’anno successivo.

Senza dire dell’andamento del debito pubblico, tema del quale non si ha mai troppa voglia di parlare: 2300 miliardi di debito complessivo, circa 400 miliardi di titoli da rinnovare ogni anno con aste al cardiopalma, e un conto di 78 miliardi annui di interessi. E occhio: basta che i tassi crescano (come sarebbe naturale), e il conto è destinato a salire vertiginosamente. Per ogni punto percentuale di eventuale salita dei tassi, scattano altri 23 miliardi di interessi aggiuntivi. Le cifre sono noiose, lo so. Ma basta snocciolarle per farsi passare la voglia di sorrisi-brindisi-selfie, specie se in campagna elettorale hai promesso regalie per tutti…

Chi non dorme mai e colpisce

Dicevamo però che, oltre alle scolaresche in gita, c’è una seconda categoria, che in vacanza sembra non andarci mai. Penso alla macchina del giustizialismo italiano. Non è questa l’occasione per discutere nel merito della sentenza di primo grado sulla cosiddetta trattativa stato-mafia, né per alimentare complottismi e teorie cospirazioniste. Però non si può non vedere l’effetto politico che rischia oggettivamente di determinarsi, al di là delle intenzioni e delle opinioni di ciascuno. In passato, alcune iniziative giudiziarie producevano “solo” l’effetto di far cadere i governi, adesso invece potrebbero direttamente farli nascere: selezionando chi “può” e chi “non può”, chi ”deve” e chi “non deve”, chi è “buono” e chi è “radioattivo”.

Cattivo presagio per quella che Di Maio ha avventatamente definito “terza repubblica”, ma sembra solo un tempo supplementare – peggiorato e incattivito – della prima e della seconda…