Cosa vuol dire essere di destra oggi

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Riceviamo da un giovane commensale questa lettera-sfogo che volentieri pubblichiamo alla quale poi ne sono seguite altre sull’egemonia culturale della sinistra in italia:

  1. Ogni giorno noi italiani subiamo la dittatura culturale della sinistra
  2. Giornalista di sinistra? Allora sei bravo a prescindere
  3. Quando l’indottrinamento della sinistra passa dalla scuola

Gent. Nicola Porro,

da studente di Destra e lontano dalla cultura del pensiero unico, mi sento di scrivere in nome di tutte quelle persone che non ne possono più dei dogmi imperanti del progressismo all’estremo, per il quale tutto oggi è da ridiscutere, persino il nostro modo di parlare o scherzare con gli amici. L’Italia è ahimè un Paese in cui ti devi difendere dal buonismo e dalle accuse gratuite di chi usa le “parole di plastica”, come “fascismo” o “razzismo”, ovvero, citando Ivan Illich, «massi lanciati in una conversazione che producono delle onde ma non colpiscono niente».

Per forza di cose uno di Destra, che sia liberale, conservatrice o sociale, deve essere fuori dal coro, oltretutto perché la “Destra” in Italia rimane ancora un anatema. Anche un liberale di Destra come me ha quindi, io penso, la necessità di essere un po’ sopra le righe e sovranista se vogliamo, perché altrimenti verrebbe fagocitato dalla cultura mainstream, di quella sinistra progressista dalla doppia morale, che vieta, fra le altre cose, di pronunciare certi termini, o di fare una qualsiasi battuta scherzosa, perchè si potrebbe ledere la dignità di chi è diverso o di chi è donna. Sessismo, razzismo e chi più ne ha più ne metta: ce n’è per tutti in questo calderone di accuse vuote e senza logica. Pensiamo che addirittura il dichiaratamente marxista Diego Fusaro, con il quale ho ben poco da spartire, ha più volte sottolineato come la sinistra italiana si ridicolizzi “parlando di antifascismo in assenza di fascismo”. Balza inoltre all’occhio proprio in questi giorni una sorpresa cinematografica dal sapore “radical chic”: siamo giunti all’assurdità se vediamo che nel prossimo 007 Daniel Craig, all’ultima apparizione nella serie, verrà in parte sostituito da una donna di colore. Ben venga, nessun problema al riguardo.

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5 Commenti

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    • LO SCIACALLO
      Non si sa come mai, almeno io lo ignoro, quali furono le ragioni per le quali gli umani calunniatori senza scrupoli, profittatori di pubbliche sciagure, furono chiamati sciacalli.
      Lo sciacallo animale, un specie di lupo più piccolo, se potesse, avrebbe di che incazzarsi per l’accostamento della sua specie a simili attitudini. Povera bestiola, lo sciacallo vive e si riproduce come ogni altro organismo vivente, dalla balena al batterio, piante comprese, avvantaggiandosi delle occasioni che la natura offre. Non si macchia di alcuna colpa.
      Non è comune nel linguaggio giornalistico sia della tv che della carta stampata usare spesso il termine sciacallo riferito ad una fazione politica. Sciacallo è un epiteto del tutto eguale a capra, ormai divenuto di moda, ma a differenza dell’amico lanoso, ha significato assai differente.
      Da un punto di vista concettuale e filosofico tra lo sciacallo animale e quello umano non ci sarebbero differenze sostanziali, entrambi tiranan l’acqua al proprio mulino. Lo sciacallo animale, però, si muove in branco per una causa comune: dove mangia il gruppo mangia il singolo. Quello umano buca la barca dove ci stanno gli avversari ma anche il suo ****. Tipo muoia Sansone e tutti i Filistei.
      Le società, inevitabilmente andranno a destra. Nel pericolo, e d’ora in poi sarà pericolo vero, non solo per il virus, il ricco si blinderà, il cattivo sarà sempre più arrogante, prepotente, e sopraffattore ma un fatto è certo: lo sciacallo non sarà mai il re della foresta.

  1. Verità spietata che riguarda altri settori come quello Universitario…anche li, provate a fare strada senza la tesserina del PD. Correttamente, qualcuno ribattezzo’ tali settori come Casematte. Il paragone c’è tutto: sono militarmente chiuse, difese e pronte ad abbattere chiunque non sia allineato. Sono li, di fronte a noi, lo sappiamo, ma non troviamo il CORAGGIO di abbatterle cominciando a bloccare fiumi di denari pubblici riversati.

  2. I problemi del nostro giovane blogger hanno disturbato la mia memoria fino ache trovai nell’epistolario di Tocqueville una lettera, datat 3 Febbraio 1840, inviata a un suo conoscente Henry Reeve Esq. che rispondeva in termini ancora piú generali della democraza, siamo prima del 1848, sull’effetto degradante delle maggiorze su tutto quello che é sano in un paese.

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