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Continua la liturgia del terrore

“Coscienze devastate”. Bassetti rimbrotta gli italiani in mascherina

In molti continuano ad indossare la Ffp2 supportati dai custodi del dogma sanitario

bassetti mascherine

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“Entri al supermercato senza mascherina e vieni guardato come un bandito pronto a fare una rapina. Che tristezza… dobbiamo lavorare per ricostruire coscienze devastate e percezioni errate del rischio infettivo.” Questa frase, la quale a mio avviso andrebbe scolpita nella pietra a beneficio dei posteri, non l’ha scritta un pericoloso no vax o no mask che dir si voglia, bensì l’infettivologo Matteo Bassetti in un post pubblicato mercoledì scorso su Twitter.

Custodi del dogma sanitario

Tuttavia, per venire incontro alla sacrosanta esortazione del medico genovese, operando per riportare milioni di persone terrorizzate entro i confini del principio di realtà, occorrerebbe smettere con la propaganda che ancora alimenta la paura virale. Propaganda portata avanti dal sempre attivo giornale unico del virus, il quale trae le sue fonti di ispirazione, se così le vogliamo definire, dai continui avvertimenti e moniti provenienti da quella sorta di improvvisato comitato di salute pubblica di cui fanno parte i vari Speranza, Brusaferro, Ricciardi, Locatelli, Burioni, Pregliasco, Cartabellotta e compagnia cantante.

Una numerosa compagine di sinistri personaggi, ancora piuttosto contesi dalla nostra informazione mainstream, i quali non fanno altro che ricordare agli italiani “che il virus circola ancora, che il virus uccide, che il virus determina effetti gravi a lungo termine e che, pertanto, non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia.” Oltre all’ennesima dose di vaccino, tra le misure con cui tenere alta la medesima guardia vi è senz’altro l’uso massivo delle diaboliche mascherine, così come i più rigorosi custodi del dogma sanitario ci ripetono con ossessione dal tardo inverno del 2020.

Mascherina, “talebanismo italico”

E poco importa se gran parte delle persone che continuano ad utilizzarle ovunque lo fanno con le modalità più insensate, dato che esse hanno di fatto assunto un valore magico, trascendendo completamente la loro effettiva funzione. Esse rappresentano il segno tangibile di una adesione passiva, tipica di un suddito e non di un libero cittadino, al regime di una infinita emergenza sanitaria. Per lo stesso Bassetti, in un commento riportato da molti giornali, “ha senso mantenere l’utilizzo facoltativo con forti raccomandazioni in alcuni contesti. Con l’obbligo il rischio è di continuare a svilire lo strumento e si rischia un uso cosmetico”. Mentre di recente l’infettivologo aveva parlato di “talebanismo italico” sulla mascherina “che non ci ha evitato di essere uno dei Paesi europei con il maggior numero di contagi. La mascherina è ormai una sorta di coperta di Linus che funge più da ansiolitico che non da reale dispositivo di protezione individuale”.

L’allarme di Ricciardi

Pensiero per nulla condiviso da Walter Ricciardi, il consigliere prediletto del ministro Speranza, così ammonisce: “Negli Usa sono già in rapidissima evoluzione due sottovarianti di Omicron che hanno una capacità di contagiosità enormemente superiore al ceppo di Wu Han. E questo crea problemi nel momento in cui noi non utilizziamo appieno quelle che sono le tecnologie e le conoscenze di sanità pubblica, cioè una campagna vaccinale estensiva in tutto il mondo, la capacità di convincere le persone a vincere la loro esitazione vaccinale, convincere le persone a usare le mascherine”.

Capito? Non basta lo scempio di un popolo che non riesce e liberarsi della sempre più inutile mascherina neppure quando va a fare la spesa, dobbiamo convincerle, evidentemente, a fare di più, magari ad indossarle persino quando vanno in bagno. Io credo che finché nella cosiddetta stanza dei bottoni continuerà a prevalere una tale impostazione, seguita da una propaganda perfettamente allineata, ci vorranno decenni per ricostruire la coscienza collettiva di un popolo devastato dalla paura.

Claudio Romiti, 12 maggio 2022