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Le nostre prigioni, diario dalla galera pandemico vaccinale (Francesco Carraro)

Francesco Carraro le nostre prigioni

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Nella lunga epopea della gestione della epidemia di Covid-19 e sulla relativa campagna vaccinale
v’è una saggistica che, quanto a numerosità, è di tutto rispetto. Particolarmente originale è il lavoro di Francesco Carraro, avvocato, giornalista e scrittore, Le nostre prigioni, diario dalla galera pandemico vaccinale: lo straordinario caso del paese che si fece democraticamente totalitario, (Byoblu editore, 2022, pag. 406, euro 22) un saggio che si distingue per una serie di caratteristiche originali e inedite.

Ci sono tanti aspetti che il mainstream potrebbe non condividere e molti che sono discutibili, ma questo testo ha il pregio di essere un vero e proprio diario, redatto dall’autore a partire dal febbraio 2020 e a finire al settembre 2022. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, Carraro ha preso scrupolosamente nota di ciò che accadeva attraverso rapidi «appunti» che sono stati, strada facendo, anche pubblicati sulle testate giornalistiche o digitali con cui egli stesso collabora. Alla fine, ne è uscito un reportage «in presa diretta» dagli esordi della pandemia, tra la sottovalutazione dei più (preoccupati solo del razzismo contro i cinesi), ai primi lockdown, agli eccessi talora ridicoli della campagna vaccinale.

Il fatto di essere un diario scritto in divenire conferisce al libro di Carraro una singolare freschezza rispetto alle ricostruzioni postume. E ciò conduce alla seconda peculiarità di questa cronaca dalle «nostre prigioni». Essa ha cristallizzato, a futura memoria, moltissimi fatti (piccoli e grandi), tantissime decisioni (giuste, ma soprattutto sbagliate), innumerevoli episodi, tragici e tragicomici, che altrimenti rischiavano di essere perduti per sempre. Un terzo ottimo motivo per leggere questo libro, e per rifletterci sopra, è il suo contributo a un’operazione doverosa: quella di non dimenticare.

Non dimenticare per quanto tempo siamo stati tutti prigionieri di misure non solo, in parte, anche legittime e dettate dall’emergenza, ma anche, troppo spesso ahimè, esasperatamente draconiane e ingiustificate, anche in termini di riduzione, o eliminazione temporanea, delle libertà costituzionali. Per tacere, a leggere il libro, di ciò che l’autore considera un vero e proprio trattamento politico-psicologico-sanitario di manipolazione delle masse. Ne sarebbe così conseguita, sostiene Carraro – e per certi versi non possiamo dargli torto – una curiosa
abdicazione all’uso del pensiero critico.

Il tutto accompagnato dall’adozione di misure al limite del grottesco nel periodo indimenticabile delle «zone rosse», a una campagna vaccinale isterica e furibonda con segregazioni sociali e «persecuzioni» morali ed economiche nei confronti dei nuovi mostri, ribattezzati «No-vax» anche quando si fossero regolarmente vaccinati.

Nicola Porro, Il Giornale 11 dicembre 2022