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Crisi di governo, chi se ne avvantaggerebbe?

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Perché il governo Conte che non ne combina una che sia una buona non cade? È inutile che ci giriamo intorno. Non cade per due motivi: il primo perché ha un presidente del Consiglio fantasma che non paga pegno e il secondo perché non esiste nessuna alternativa possibile dal momento che sia Forza Italia sia il Pd sono a loro volta due fantasmi che, però, a differenza di Giuseppe Conte pagano pegno, persino al di là delle loro responsabilità. Vediamo.

Sul primo punto ci siamo già intrattenuti in un precedente articolo. Conviene ritornarci. Il contratto di governo è un compromesso a suo modo geniale, sia pure di una genialità involontaria. L’idea di incaricare il professor Giuseppe Conte ossia, con tutto il rispetto del caso, un Signor Nessuno si è rivelata un capolavoro come la trovata di Odisseo di dire a Polifemo che il suo nome era, appunto, Nessuno. Come, infatti, il Ciclope è costretto a dire a Poseidone che Nessuno lo ha ingannato e accecato, così le crisi di governo si scaricano proprio su Nessuno e per quanto possa apparire miracolosa il governo va avanti pur essendo un morto che cammina.

Il prossimo casus belli – l’approvazione del decreto sicurezza bis al Senato – farà saltare tutto per aria o ancora una volta tutto si scaricherà su quel presidente del Consiglio di gomma, una specie di presidente-permaflex, che per la sua natura indefinita e apolitica incasserà senza colpo ferire? Lo vedremo presto. Ma visti i precedenti, visto il caso in questione e, soprattutto, visto il Generale Agosto non sembra proprio che sia giunta l’ora della loro morte (politica). Amen.

Tuttavia – e passiamo al secondo punto -, facciamo anche l’ipotesi più estrema: il governo di Salvini e di Di Maio cade. Chi se ne avvantaggerebbe? Forza Italia in questo momento è in una sorta di coma profondo dal quale non è in grado di svegliarsi. Il Pd è il Pd ed è sempre impegnato con tutte le sue forze e le sue intelligenze (si fa per dire) a fare una vigile opposizione a se stesso. Il M5s ha perso consensi e ha dimostrato ampiamente di non saper governare ma è sempre in grado di poter usufruire di un surplus di rancore e di autoassoluzione che negli italiani – che, come diceva Cossiga, son sempre gli altri –  sono elementi ed alimenti sempre a buon mercato. Dunque, il ministro dell’Interno, che non disdegna di mixare l’Inno di Mameli a Papeete Beach e di indossare (si fa per dire) i panni del Dj Ruspa, è l’unico soggetto politico in grado di approfittare della crisi di governo, della caduta del Conte e di provare perfino a chiedere agli italiani la fiducia in spledida solitudine per fare il governo della Ruspa o il governo Ruspante.