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Dal commissario europeo all’aumento Iva, ecco il calendario della crisi

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“Il rating BBB e le prospettive negative dell’Italia riflettono il livello estremamente elevato del debito delle amministrazioni pubbliche, una crescita del PIL tendenziale molto bassa, il rischio politico e l’incertezza derivanti dall’attuale dinamica politica e dai rischi al ribasso associati alle nostre proiezioni del debito pubblico. Anche il debito estero netto relativamente elevato e la qualità delle attività del settore bancario ancora debole pesa sul rating” (Fitch 9 agosto 2019).

Questo in sintesi il giudizio espresso l’altro ieri da Fitch, una delle più importanti agenzie di Rating relativamente alla situazione del nostro Paese. Ora che la crisi è stata aperta vale la pena considerare come sia necessario trovare soluzioni alla stessa e farlo in fretta anche in funzione dei temi caldi dal punto di vista finanziario.

Questo il calendario con le date principali cui far riferimento:

Il 26 agosto: l’Italia dovrà presentare il proprio candidato a commissario europeo.

Il 27 settembre: il governo dovrà presentare la nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza.

Il 15 ottobre: ​​sarà la volta del Documento Programmatico di Bilancio.

Il 30 novembre: Bruxelles esprimerà il proprio parere sul Documento Programmatico di Bilancio dell’Italia. Tre giorni prima ci saranno state le Elezioni Regionali in Umbria, Calabria ed Emilia.

Inutile sottolineare come il capitolo più spinoso sia proprio quello legato alla prossima legge di bilancio ed al confronto con l’Europa sui conti italiani. C’è però anche un’altra scadenza importante da tenere in evidenza ed è quella relativa all’aumento pianificato dell’Iva previsto per l’inizio del 2020. Si tratta di di 23 mld di euro che senza un’interventi politici porteranno l’aliquota ordinaria dal 22% al 25,2 e quella ridotta dal 10% al 13%.

Resta poi l’annoso problema del debito pubblico che continua a salire e di una crescita praticamente inesistente. Non penseranno anche di mettere le mani nelle tasche degli italiani come chiedono Ocse e Fmi e le agenzie di Rating stesse? In questo caso attenti ad eventuali governi tecnici i cui esponenti non politici non dovranno misurarsi successivamente con l’elettorato.

Leopoldo Gasbarro, 11 agosto 2019