Domeniche a piedi, la ecomamma degli ecocretini è sempre incinta

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Pensiamo positivo, guardiamo la metà piena (meraviglioso ossimoro) del bicchiere, e anziché imprecare, godiamocela la prossima domenica-a-piedi. Innanzitutto, se la giornata sarà bella, avremo l’occasione di fare una passeggiata tra i vicoli del nostro quartiere. Che, se è il centro storico, avrà le sue piacevolezze e, se non lo è, ci indurrà a spingerci, sempre a piedi (o in bicicletta, i più sportivi) fino al centro storico della città. Per i meno sportivi e gli anziani, pazienza: si attaccheranno al tram.

Se invece la giornata sarà piovosa, potremo sempre godere del quarto pieno di bicchiere: stiamocene in casa, ognuno al caldo del proprio focolare (in senso metaforico) domestico. E, a proposito di caldo e focolare, pensiamoci un attimo. Le altre domeniche, quando più famiglie si riuniscono nella casa di una sola, o al ristorante, il focolare delle case rimaste vuote è di solito spento (si chiama non-spreco, anche se la moda cieca e bara lo chiama risparmio energetico). Quando le domeniche sono a piedi, no: ogni casa ha il proprio focolare (non in senso metaforico) acceso, e ogni città le polveri sottili alle stelle.

Pare che i taxi avranno libertà (mai parola fu più appropriata) di circolare. Chi non vorrà rinunciare alla riunione plurifamiliare o al pranzo con amici al ristorante fuori porta potrà pur prendere il taxi. Pazienza se costa un po’, non sarà la bancarotta, suvvia. Pensiamoci un altro attimo, però. Il taxi non è parcheggiato sotto casa, e men che meno nel nostro garage: viene da lontano a prelevarci sotto casa, ci porta lontano, presso i nostri commensali, se ne torna lontano da dove era venuto, e da lontano torna a prelevarci dopo alcune ore, per riportarci, lontano, a casa, fino a concludere la sua corsa al parcheggio-taxi da dove era partito all’inizio. Allora, chi non intende rinunciare alla riunione domenicale con parenti o amici pensando di servirsi del taxi, cambi invece idea se non vuole sentirsi in colpa: la domenica-a-piedi avrebbe l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti, e con l’uso del taxi quelle emissioni, tirando le somme, quasi si raddoppiano.

Siamo ad una impasse. Per ciascuno di coloro che, a domenica-normale, avrebbero usato la propria auto, servirsi del taxi produce un inquinamento maggiore. E starsene a casa invece pure. Ma insistere con l’aritmetica è un esercizio troppo difficile. Immergiamoci allora più in profondità in quella frazione di bicchiere rimasta piena. Ad esempio, potremmo trovare godimento nelle conseguenze – qualunque esse siano – dell’antico monito: semel in anno licet insanire. Dopotutto, fra poco sarà Carnevale. E se proprio non riusciamo ad essere piacevolmente colpiti da alcuna conseguenza della licenza, così graziosamente concessaci, di andar fuori di testa, o se proprio non abbiamo la predisposizione a concludere a tarallucci e vino, come s’usa dire, le circostanze che la vita ci offre, ci sia di consolazione almeno quel semel: l’esperienza del passato ci insegna che le uniche cose che volevano essere una tantum e che invece si sono ripetute più volte sono state le tasse omonime. Vedrete, prima o poi non ci saranno altre domeniche-a-piedi, ed è per questo che quella prossima sarà, come ogni giorno di carnevale, un successone.

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24 Commenti

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  1. Le auto a pile sono come gli utensili a pile. Scadute le batterie originali, si è costretti a buttare tutto l’insieme. L’unico elettrico che andrà sempre è quello a filo con tanto di spina. Si vedano i treni. Per resto, viva il diesel moderno, magari pure biturbo.

    • Bravissimo.

      Proprio non arrivano a capire che il punto è proprio questo: trasportare l’energia in batterie è IL problema, e non ha alcun senso farlo.

      I politici ed i burocrati hanno la testa talmente bacata che si preoccupano di far passare all’elettrico PER PRIME le auto, col disastro delle batterie, anzichè tenerle eventualmente per ultime, dopo aver passato all’elettrico tutte le applicazioni “col cavo”.

      • Eh già, caro DavideV8, concordo con Lei, il buon senso non è cosa del momento. Ma vedrà che il mondo dovrà farvi ritorno; occorre pazientare ancora un po’.

        • La vedo troppo fiducioso: se si guarda un minimo la storia, nostra e degli altri paesi, si vede che di solito occorre “pazientare” un tempo sufficiente a creare danni inimmaginabili alle persone, anche per generazioni.

          • Ma questi individui vergognosi “holier than thou” ovvero che affermano di essere più sacri delle persone comuni che protestano per il clima, ovvero per gli interessi degli speculatori, devono capire che stanno protestando contro i motori endotermici ad 8 e 12 cilindri!

            Ma loro veramente si vogliono privare di guidare una Bentley Azure 6.75 di cilindrata V8 ? Ma ci tengono veramente ad avere una vita cosi deprimente e stupida ?n Evidentemente sono cosi schiavi del controllo mentale che sono convinti in maniera del tutto erronea che le auto a petrolio sono la rovina del mondo. Convinzioni loro, e del tutto personali, che non trovano riscontro alcuno con la realtà. Questi individui veramente beceri dichiarando guerra al motore endotermico ed all’ auto privata, non fanno altro che contribuire al peggioramento della qualità di vita della società odierna. Ragione sufficiente per non appoggiarli, perchè effettivamente stanno facendo delle polemiche sterili che non risolvono nulla, se non le tasche degli investitori nel settore ev, per poter continuare a rovinare il pianeta vendendo smartphone a 4 ruote con massiccie estrazioni di litio e tutte le varie cose correlate.

  2. O auto belle o a piedi. Tutto il resto, biciclette e auto brutte, è contro il decoro. Le città dovrebbero essere popolate soltanto da gente bella, all’altezza, chi non è in grado di mantenere certi livelli deve riunirsi con i propri consimili e formare altri agglomerati, ben distanti. L’inquinamento è una balla, non vale nemmanco la pena dissertarne.

  3. Sul numero di Quattroruote di questo mese (gennaio 2020), c’è un articolo che parla degli impianti di riscaldamento a Milano. L’articolo afferma che in questa città sono ancora in funzione molti impianti di riscaldamento a gasolio. La maggio parte di questi impianti, ironia della sorte, è concentrata nella cerchia dei Bastioni (ossia la famosa Area C). E’ probabile che anche in altre città si riscontri una situazione del genere. Dato che d’inverno una buona parte dell’inquinamento atmosferico è prodotta dagli impianti di riscaldamento, io mi chiedo: perché nessuno propone una giornata ecologica basata sia sul blocco auto, sia sul blocco del riscaldamento? Secondo me c’è dietro una motivazione puramente politica, di stampo simil-socialista: il riscaldamento (insieme all’abitazione privata) è considerato un diritto, mentre il mezzo di trasporto privato è considerato un lusso, un inutile “status symbol”, quindi è da reprimere. Infine, in merito all’area C di Milano, segnalo il seguente sito, ben fatto: http://arcipelagoareac.it/doku.php/start

    • Quel giornale ormai è lontano anni luce da ciò che era, e qui mi fermo.

      Difatti, se dice ciò che ci riporta, non ha capito (quasi) nulla: le biomasse, il pellet, producono polveri sottili in quantità CENTINAIA di volte superiore rispetto al gasolio.

      Qui i dati (noti da anni):

      http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2018/025-18/uno-studio-comparativo-sulle-emissioni-di-apparecchi-a-gas-gpl-gasolio-e-pellet

      gas naturale: <0.04

      gasolio: 0.1

      legna: 254

      pellet: tra 23.9 ed 82.9

      Al contrario, arcipelago area c (ed i suoi autori, che conosco anche per altri siti con cui lottano da anni contro tutte queste oscenità), dice cose intelligenti e sensate da anni. Ovviamente nessuno li ascolta, perchè la massa preferisce le scemenze dei giornaletti.

      Ha perfettamente ragione: l’auto è nel mirino da decenni, in quanto brutto mezzo privato, capitalista, e di libertà.

      Il fine è certamente portare in giro il gregge di pecore coi loro mezzi pubblici, mostruosamente costosi ed inefficienti, e quindi applicazione perfetta del socialismo.

  4. fa bene andare a piedi, ma la motivazione ambientale è ridicola.

    e domani con le auto elettriche si ritornerà come un tempo alla domenica motorizzata

  5. continuano a non capire e non informarsi. a Vienna come Oslo etc. per risolvere il problema dell’inquinamento e della CO2. Hanno avviato i termovalorizzatori, e noi 5Stelle sono contrari anzi cercano nuove discariche ( altra terra dei fuochi) vedi Roma

    Forse c’è un termovalorizzatore fermo in Umbia?

  6. io invece consiglierei a chi si vuole cimentare in argomentazioni su inquinamento cambiamenti climatici e eco sistemi da difendere, di studiarsi un po’ di chimica ( inorganica, organica, fisica) un po’ di biologia con nozioni di geologia e storia delle ere geologiche nonché i principi fondamentalu della fisica: magari poi potrebbe capire meglio dove inizia la preoccupazione per il pianeta e dove l’ interesse a fare soldi

  7. Battaglia,

    come sempre chiaro, preciso, mai banale con un finale scientifico il cui significato almeno il 98%, molto probabilmente sono stato ottimista, delle persone ignora, mi viene da sorridere ai vari giornalisti e logorroici vari che disquisiscono su tale argomento pendendo per buono tutto cio’ che gli viene conculcato con la semantica del piu’ becero marketing (quello usato per vendere frigoriferi agli eskimesi o le stufe dei riscaldamenti agli africani dell’equatore). Il tutto condito da lei, Battaglia, con fine umorismo e pure con un po’ di sarcasmo come e’ giusto che sia.

    P.S. Riuscira’ mai il sistema dell’ informazione, parlo del mainstream ovviamente, a recuperare un minimo di etica professionale per fare vera informazione e pure divulgazione? Sono pessimista che cio’ possa avvenire.

    un cordiale saluto.

    • No, non riuscirà perchè ho appena visto sul TG una accigliata Greta che quasi si incazza perché non è stato fatto ancora niente per ridurre la CO2, il problema, forse, meno preoccupante dell’inquinamento.

      • Direi,poi, di pensare ai poveri filippini che con l’eruzione del vulcano hanno ben diversi problemi di inquinamento o agli Australiani che devono vivere nella cenere, altro che andare in centro a respirare un po di smog!

  8. Io invece dire di andare a fare un bel giro con le auto nel pieno del centro storico tutti con i finestrini abbassati a prendere una bella boccata di smog!

    Così gli inquinamento- cretini sono tutti contenti.

    • Una bella boccata di “smog” prodotto da altri soggetti, in primis le caldaie a biomassa dei gretini. Carta canta.

      Sì, evidentemente sono proprio cretini, se sono contenti di inquinare come dei matti con le loro biomasse, appestando l’aria, e bloccare un capro espiatorio che produce ormai molto molto poco inquinamento.

      Questo modo di (s)ragionare è la perfetta rappresentazione della distruzione culturale di questo periodo, e dell’indegno peso dato ai nemici della libertà con le loro falsità in completa malafede.

      Visto che parla di “smog”, a sproposito visto che manca la nebbia, forse dovrebbe sapere che il termine è nato per descrivere l’aria inquinata delle città PRIMA che ci fossero le auto. Londra la più famosa.

      Strano eh?

  9. Prima del fermo di 4 giorni a Roma le centraline oltre i limiti erano 8, dopo 4 giorni di blocco del traffico sono diventate 11. Non è che i filtri dei carburatori delle auto “intrappolano” PM10 che arrivano da altra parte? (ovviamente sarcastico)

    • Perchè sarcastico? Cito il CNR (studio sul funzionamento dei filtri antiparticolato dei diesel):

      “in uso normale, la concentrazione di PN allo scarico è prossima o addirittura inferiore

      a quella ambientale.”

      http://www.mit.gov.it/comunicazione/pubblicazioni/Studio-funzionamento-filtri-antiparticolato-2016

      (NB: i carburatori non c’entrano, e sulle auto non ci sono da un pezzo).

  10. Consiglierei, per le prossime domeniche ecologiche, di ordinare al popolo di deambulare su un piede solo, saltellando. Sapete quante polveri sottili si creano consumando due suole?

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