Saviano & Co, dove soffia davvero il vento dell’intolleranza

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A proposito della scorta a Lilian Segre, Roberto Saviano è andato giù duro. “Pensare che un’intellettuale, una donna coraggiosa come Liliana Segre finisca sotto scorta è la prova che siamo diventati un Paese pericoloso”, ha detto lo scrittore in un video su Fanpage.it.

Poi l’affondo contro i leader della Lega e Fratelli d’Italia: “Salvini e Meloni ci fate schifo, la scorta a Liliana Segre è colpa vostra. Liliana Segre è odiata perché, in quanto vittima dell’Olocausto, ha deciso di prendere posizione, di intervenire nel dibattito pubblico. È odiata dai populisti, dai sovranisti, dai fascisti, da tutti quelli che usano l’odio per esercitare la loro presenza sui social e nella vita pubblica. Quest’odio verso una donna che ogni volta che si esprime usa grazia, tatto e intelligenza, una donna espulsa dalla scuola, poi deportata, ora odiata porta la firma di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, due dei peggiori politici del nostro tempo, la cui infinita mediocrità non riesce a frenare la loro infinita brama di potere. Parlate di “prima gli italiani”, ma noi non apparteniamo a voi: ci fate schifo”.

A Quarta Repubblica, i toni e le parole di Saviano innescano il dibattito: ma il vento dell’intolleranza soffia solo a destra? Ecco una clip tratta dall’ultima puntata.


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23 Commenti

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  1. Mi convinco sempre più che non ci sono fascisti peggiori degli antifascisti; non ci sono camorristi peggiori di chi usa il tema della guerra alla camorra ed alla mafia (senza farla veramente) per fare soldi e passare per intellettuale. “Intellettuale”! Termine che se non sbaglio dovrebbe derivare da intelletto: non mi sembra che questo “saviano” (volutamente minuscolo) ne dimostri molto.
    Salvini non mi è simpatico ma non l’ho mai sentito usare termini offensivi come quelli che ha usato questo presunto intellettuale. E’ lui il vero fomentatore di odio!!
    Che Dio lo perdoni.

  2. È così difficile dire che quelli come Saviano sono dei disturbati??? Sempre alla ricerca del cattivone di turno, sono veramente convinti di essere dalla parte del bene, per questo si sentono legittimati a fare tutto, anche a odiare…

  3. Strategicamente, è un bene Saviano segua questa “amorevole” strada. Rimarrano come gli Highlanders, a cantarsela e suonarsela da soli, dandosi ragione a vicenda, su FB, dove nel frattempo chi non è allineato sarà stato bannato. Fino a che non ne rimarrà soltanto uno!:DDD

  4. Tutti sappiamo che tra i vari sentimenti umani c’è quello chiamato ODIO. Tutti, anche se per poco tempo, hanno sentito di odiare qualcosa o qualcuno. É successo anche a me, ma non ne sono mai stato convinto, nel senso che pensavo “ma se invece sono io ad essere odioso?” Sono sempre stato convinto, invece, che l’odio allo stato puro, quello “vero”, non potesse esistere. Ma poi ho conosciuto Roberto Saviano e mi sono ricreduto. Lui si che prova veramente odio. Quando esprime i suoi pensieri verso Matteo Salvini o Giorgia Meloni lui sprizza odio da tutti i pori. Nel tentativo, umanamente impossibile di nasconderlo, cosa fa? Li addita come fomentatori di odio. Ma la gente, caro Saviano, non è più quella di prima! La gente é evoluta e quindi osserva, riflette e giudica.

  5. Ai nostri giornalisti “radical chic” che rappresentano il sinistrismo di maniera di certi ambienti culturali d’élite.
    Ai nostri giornalisti “radical chic”che si atteggiano a sostenitori e promotori di riforme o cambiamenti politici e sociali, più appariscenti e velleitari che sostanziali.
    Ai nostri giornalisti “radical chic” per i quali il linguaggio del “politicamente corretto” è un vero e proprio stile di vita al quale bisogna attenersi pena la gogna mediatica ed essere definiti e marchiati di: fascismo, razzismo, nazismo, sessisti, intolleranti e via discorrendo.
    Ai nostri giornalisti “radical chic” chiedo:
    _ Quando scriveranno di cimiteri ebraici dove si profanano tombe?
    _ Quando scriveranno di ebrei uccisi e picchiati in Europa nel nome di una futura e probabile islamizzazione?
    _ Quando scriveranno del boicottaggio di Israele da parte di tutti i paesi arabo-islamici?
    _ Quando scriveranno delle bandiere di Israele bruciate durante le manifestazioni?
    _ Quando scriveranno, condannandolo il comportamento che impedisce di sfilare alla brigata “israelita” alle manifestazioni del 25 aprile?
    _ Quando scriveranno, condannandole, delle azioni intimidatorie da parte dei centri sociali, quelli sì nazi-comunisti?
    _ Quando scriveranno del comportamento, spesso, antisemita delle cosiddette commissioni ONU?

    Ecco, solo allora prenderò sul serio questa grancassa benpensante sull’antisemitismo in Italia.
    Fino allora, suonatevela da soli!
    Sveglia! Razzismo non è notare le differenze, ma discriminare in base a quelle.

    • Condivido totalmente quello che ha scritto; ricordo ancora, nel lontano1986, le scritte antisemite al Leoncavallo, noto ” centro culturale Milanese “, rinomato per l’apertura mentale dei suoi sostenitori e frequentatori.

  6. Io non sono né ds né di sx ma quando leggo certe parole da persone che si ritengono intellettuali e istruiti rimango disgustato. Forse pensano che possono dire qualunque cosa. Meglio essere poco istruiti che avere una mente piena di cose dove l’odore di una fogna si tollera di più.

  7. Quanto odio da parte di Saviano! Mi indigna sopratutto che accusi gli altri di seminare odio, quando lui e’ maestro in questa pratica. Mi fa orrore. Guai a noi, se dovessimo essere governati da gente come lui.

  8. Roberto Saviano, invece di passare il suo tempo ad insultare Salvini e la Meloni spargendo veleno mediatico, se vuole avere un ruolo positivo e determinante nella lotta contro il narcotraffico (come vorrebbe far credere) deve tracciare con dovizia di particolari la storia di David Sasson, ebreo originario dell’antichissima comunità di Baghdad, ed il rapporto che questi ebbe con la droga. Appoggiato dagli interessi economici della Gran Bretagna, riuscì a distruggere il Celeste Impero, inondando la Cina di oppio, arricchendo immensamente lui e i suoi discendenti, elevati a rango nobiliare dalla Regina Vittoria. Se Saviano vuole veramente combattere il narcotraffico, da “grande intellettuale” qual’é, deve far conoscere la vera storia della Guerra dell’Oppio, che sta alla base delle dinamiche del narcotraffico moderno. Se Saviano vuole veramente combattere il mercato della droga, deve descrivere il rapporto propagandistico tra la droga e certi menestrelli d’oltremare (Luo Reed, Bob Dylan, George Michael, Marc Bolan, Amy Winehouse etc.) o certi martires a penser e grandi filosofi (Sigmund Freud, Bernard-Henry Lévy, etc……………………….. Anche così si combatte il narcotraffico e si conoscono i colpevoli storico-culturali diretti e indiretti del flagello che sta distruggendo intere generazioni. Se solo Saviano volesse….. ………………….????????????????????

  9. Lungi da me esprimere vicinanza ad un personaggio che con i suoi libri,ma sopratutto permettendone sotto sua supervisione la rappresentazione “fashion” televisiva, sta destrutturando i pochi appoggi di legalità che,oramai nn solo nel meridione,restano in piedi in codesta nostra Patria dando spazio e visibilità a delle nullità politiche come sono,a mio parere s’intende,il tal Salvini e la tal Meloni,in una camminata dove gli “sbronzi” si sorreggono.
    Sia da dx,che da sx.
    Detto ciò,sarebbe lecito da parte di coloro che nei loro uffici tengono in bella mostra i loro diplomi di laurea e tengono prole a cui,almeno spero,insegneranno il discernimento e la potenza che le parole possono avere,comparare il sostantivo “schifo” con l’altro,”odio”,restituendoli allo stesso piano.
    Anche a me fanno “schifo”,politicamente parlando,il Salvini e la Meloni ma nn nutro di certo “odio” per due come essi.
    Lo schifo è come vedere qualcuno pestare una ***** e innorridire.
    L’odio ti permette di pensare e financo vedere il tuo antagonista agonizzare e tu invece di auitarlo,con gioia,gli molli un gran calcio sui ******** per poi andartene via salterellando allegro come un porco nella *****.

    • definizione di odio solo volgare! l’odio è un sentimento che può diventare criminale anche senza sporcarsi le mani o i piedi

        • Caro ORLO , da qualche giorno sto cercando di fare un corso accellerato per imparare veramente cosa sia l’odio. Devo dire onestamente che pur applicandomi non ci riesco ( forse è l’età )! Guardandomi intorno ( a 360°) non vedo Persone che odio e/o che mi fanno schifo , ne vedo tantissime che mi stanno sui ” maroni ” ma non così ” pesanti ” da augurarmi la loro morte , per i politici ( sono tanti ) mi auguro la loro fine politica , per gli altri qualche malanno ( tipo emorroidi congestionate ) . Forse ” qualcuno ” sta cercando di farci odiare ” qualcun altro ” e a questo ” qualcuno ” dovrebbe essere impedito di esternare il suo ” schifo ” in televisione dove possono guardare anche bambini come i miei nipoti che possono fare domande sull’odio e sullo schifo a cui non so per il momento rispondere ( ecco il motivo del corso accellerato ). Un saluto.

          • Caro Armando,mi par di capire tu sia una persona matura e con nipoti. Cosa ti potrei suggerire,io?
            Ti posso segnalare,giusto che citi i minorenni,che il Salvini è su tik tok un social frequentato in stragrande maggioranza,appunto da minori e di cui i tuoi nipoti sapranno darti larghe delucidazioni.
            Poi facci un giro. Finito il quale potresti domandarti cosa ci possa fare uno come Salvini in tal luogo.
            Altro nn saprei dirti,Armando.

  10. Sul “gomorrista” Saviano c’è ormai ben poco da dire, tanto è il disgusto che suscita al solo sentirne parlare o leggerne qualche passaggio. A vederlo, poi, deformare i suoi lineamenti in inquietanti figurazioni facciali che vorrebbero esprimere un “sentito dentro” che è solo spudorata recita, fa venire i mancamenti.
    Ma, incredibile a dirsi, su questo blog c’è qualcuno che ne assume comunque la tutela, in modo neanche tanto velato, lanciando di quà e di là rapide rispostine “contro”.
    Io sarei contento, una volta tanto, di vedere il gomorrista Saviano occuparsi di quelle associazioni “gomorristiche” che trattengono occultamente per sé il 90% di quanto la gente offre, nel vedere in TV mostrati senza remora e senza decenza bambini neri affetti da fame ed incuria, e fanno giungere poi a destinazione di questi derelitti solo un misero 10%, decimando il potenziale di soccorso. Cosa ha da dire, al proposito, il “gomorrista” Saviano?

  11. Roberto Saviano ancora che parli sei stato furbo iovine non a detto che volevano ammazzare un ******** come te ora ringrazia l’Italia e non rompere i ******** truffaldino

  12. Saviano, di origine ebraica sefardita, è normale che solidarizzi anche fuori luogo con una sua correligionaria o comunque con chi appartiene al suo “popolo”, per quanto riguarda poi l’indicazione della Segrè come intellettuale mi pare più che ridicola, parliamo di una il cui unico merito, se così si può chiamare, è stato quello di non essere ancora schiattata per vecchiaia e di essere sopravvissuta all’olocausto. In ogni caso sarebbe bene stendere un velo pietoso su quello che De Luca/Crozza definirebbe un “personaggetto”, meglio relegarlo nell’oblio perchè non conta e non vale niente.

  13. Quoto ovviamente tutti i precedenti commenti ……educati….completi ….esaustivi …. ma scusa Saviano…..e scusa ancora che ti nomino…..ma a me di pancia viene: un bel ……ma vaf……. !!!!!

  14. Paradossalmente Saviano nella sua perorazione nei confronti di una persona “che si esprime con grazia” usa una tale violenza verbale nei confronti di coloro che nelle sue farneticazioni giudica colpevoli da ricordarmi la violenza di discorsi antisemiti altrettanto farneticanti di quell’ ex “caporale boemo” cui la signora Segre deve le sue passate tragedie.

  15. Lascerei incartarsi nei loro sproloqui questi tali che si nascondono dietro al nobile nome e alla Storia di Segre per meno nobili scopi , di sporca bottega e maldicenza verso avversari.
    Quel che sarebbe bene e di esempio da parte di chi li avversa , è non scendere ai loro livelli con battute improvvisate e poco rispettose verso le persone, anche verso chi dice bestialità. Insomma parlare e non urlare, pensare bene prima di parlare è un esercizio forse perso coi social , ma da riprendere almeno a livelli accettabili in altre sedi

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