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È l’ora dei titoli centenari

Per ottenere rendimenti bisogna allungare le durate dei titoli. Ma, state attenti all’inflazione

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Vuoi che i tuoi soldi rendano qualcosa? Allora devi investire in titoli a cent’anni di durata. Sembra una barzelletta, ma purtroppo non lo è affatto. Basta guardare la tabella sotto per comprendere come, per avere rendimenti positivi, che vanno dall’1,071 al 9,494 dell’Argentina, bisognerebbe sottoscrivere titoli centenari.

Tuttavia, se si tiene conto anche dell’inflazione ecco che, nonostante i 100 anni di durata, la redditività dei titoli, in alcuni casi, viene completamente cancellata.

Come riportato nella tabella sopra, il caso più eclatante è quello argentino, dove a fronte di un rendimento annuo del 9,494%, dovendo far fronte ad un’inflazione galoppante che oggi è al 55,8% finisce per fornire un rendimento negativo per il -46,306%.

Spostandoci in tutto il Mondo e su durate decisamente più umane, le cose non cambiano di molto.

Infatti non è facile trovare molti rendimenti di color verde, cioè positivi, già senza considerare l’inflazione, tuttavia, se applichiamo, nazione per nazione, il costo della vita relativo a quel Paese, la situazione si complica non poco.

Il verde, in pratica, sparisce, se non per poche straordinarie situazioni. Insomma. Quando si dice…”il Mondo non è più lo stesso”. E forse non lo sarà più per tanto tempo, e forse bisognerà considerare di usare nuove strategie d’investimento, studiare nuove modalità che non continuino a distruggere valore invece che a costruirne.

Leopoldo Gasbarro, 30 luglio 2019