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È una crisi da 11 settembre

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Una delle banche d’affari più importanti del mondo, Goldman Sachs, ha fatto una conferenza telefonica con i suoi 1.500 più importanti investitori, per cercare di spiegare cosa ci sta capitando. Siamo in grado di darvi una sintesi per non addetti ai lavori, ma che ci riguarda da vicino.

Partiamo subito dalla conclusione e poi i dettagli: ci troviamo in una situazione dei mercati più simile a quella che si verificò dopo le Torri Gemelle che non a quella della crisi dei mutui del 2008. “Non c’è un rischio sistemico, i governi stanno intervenendo per stabilizzare i mercati e il settore bancario è ben capitalizzato”. Speriamo abbiano ragione. Se così fosse, sarebbe un brutto incubo e non un disastro decennale. Anche se, conoscendo gli economisti e le loro sicurezze, temiamo che non ricordino quella straordinaria frase di Popper, tanto amata da noi liberali: “È un ottimo esercizio mattutino vagliare e, se occorre, scartare ogni giorno, prima di colazione, un’ipotesi prediletta”. Qua più che ipotesi ci sono dieci tesi, che portano ad una conclusione. Vediamole.

1. 150 milioni di americani si beccheranno il virus e la seconda più importante economia del mondo, cioè quella tedesca, vedrà 58 milioni di contagiati.

2. Il picco dei contagi è atteso in otto settimane, per poi declinare. Per di più si ritiene che sia una malattia stagionale.

3. Tra coloro che sono infettati, le statistiche dicono che l’80 per cento ha una malattia debole, 15 per cento media, 5 per cento critica.

4. Il tasso vero di mortalità è intorno al 2 per cento, concentrato sui più anziani e immunocompromessi: il che vuol dire 3 milioni di americani. Goldman aggiunge che in America muoiono ogni anno tre milioni di cittadini per età e malattie. E ci saranno, dicono gli analisti di Goldman, sovrapposizioni tra questi due insiemi: insomma pensano che non si possano semplicemente sommare per arrivare a sei milioni. Ci sarà comunque un forte stress per il sistema sanitario.

5. C’è un grande dibattito mondiale se convenga la quarantena (dove stanno andando gli americani) o la diffusione per creare un’immunità di gregge (tesi inglese). La quarantena non sembra così efficace nel ridurre le morti, comporta dei costi economici fortissimi, ma riducendo il tasso di trasmissione dà più tempo al sistema sanitario per organizzarsi.

6. La Cina si è bloccata, e ciò sta comportando problemi di forniture industriali in tutto il mondo: ci vorranno sei mesi perché riprenda a pieno ritmo.

7. Il Pil mondiale sarà il più basso degli ultimi trent’anni, intorno al 2 per cento, e l’indice S&P avrà un declino tra il 15 e il 20 per cento per quest’anno.

8. Più che dal virus, l’economia sarà compromessa per la psicologia dei mercati, anche se nella seconda parte dell’anno i signori di Goldman si aspettano una ripresa.

9.  Il petrolio continuerà a scendere.

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Gianfranco Troviso
Gianfranco Troviso
19 Marzo 2020 18:27

Ciao Nicola …. sono un commerciante della provincia di Bari…. ho una boutique…. ti pregherei tanto di parlare della grande presa per il **** dei 600 euro che verranno dati non a tutti con un click day sul sito INPS sul quale molti non sono neanche registrati e non hanno il pin… ora tutti si affannano a richiedere il pin che in parte arriva con SMS ed in parte per posta a casa…. penso sia comprensibile che questi bisogna che o li ammazza il virus o li ammazzato noi…. io mi sono esposto con le banche ed i fornitori e sono chiuso… avevo affittato un locale commerciale ai cinesi che non mi stanno pagando…. Fateci lavorare o qui scoppia la guerra civile… altro che non uscite di casa…. penso che questo è uno stimolo solo per una grande rivolta popolare… questi sono da ricovero…. Grazie Nicola e scusa lo sfogo….

Paolo
Paolo
18 Marzo 2020 11:39

Hammurabi, circa il 2.000 À. C periodicamente annullava tutti i debiti dei suoi sudditi specialmente nei confronti dello stato, con esclusione dei debiti commerciali. Questa pratica era utilizzata anche in Egitto, si chiamava la rottura delle tavolette. Dopodiché si ricomincia a a nuovo….

Davide V8
Davide V8
17 Marzo 2020 20:55

Non sono troppo d’accordo. 1) Non siamo di fronte solo ad una scusa per far correggere i mercati dopo la salita. Siamo alla fine del ciclo di espansione più lungo da probabilmente secoli (non solo dal secondo dopoguerra; prima è più difficile trovare dati, ma faccio fatica a trovare periodi così lunghi senza recessioni), che riguarda non solo i mercati azionari ma tutto il sistema economico. Tale periodo è frutto del più lungo e marcato pompaggio di politica monetario mai visto, quindi c’è da aspettarsi che la correzione possa essere altrettanto marcata, sia come pil sia come mercati. E’ dubbio che le misure “bazooka” annunciate in questi giorni possano effettivamente contrastarla (le reazioni degli ultimi giorni agli annunci non sono state molto positive). 2) Il lockdown in molti paesi, il rallentamento degli scambi e dell’attività, rischia di essere prolungato, e questo avrebbe effetti reali molto gravi, in gran parte del mondo avanzato. Questo significa che siamo lontanissimi dalla situazione dell’11 settembre, che è stata una “minaccia” ma in termini reali molto ridotta. Peraltro anche l’11 settembre eravamo ancora in piena correzione da bolla dotcom. Sarei curioso di capire come chi ha scritto queste cose possa pensare che non ci siano rischi sistemici, dato che la recessione, anche forte, di alcuni paesi, senza dubbio avrebbe ripercussioni anche sugli altri paesi, stante… Leggi il resto »

Alessandro
Alessandro
17 Marzo 2020 20:54

Caro Porro,

La pandemia virale riguarda tutto il mondo e uccide i più deboli. La conseguente pandemia economica riguuardera tuttp il mondo ed uccudera i più deboli.

Noi siamo deboli perché per 50 anni abbiamo, come e più di altri, abusato del modello keynesiano portando il paese ad una spesa pubblica mangiatoia che lo ha indebitato oltre modo senza con la spesa fare investimenti per il futuro. A quel punto siamo entrati in EU con l’intenzione di avere una struttura superiore che ci desse le garanzie per continuare all’infinito il giochetto di fatto depredando altri stati. Altri che non sono fessi e ci hanno fatto entrare nel gioco solo per farci far fare a noi il ruolo della oreda.

Chi è stato più scorretto? Difficile dirlo, chi è stato più fesso? Di certo non i nostri politici europeista che si sono garantiti un posto comunque.

Giancarlo. Esposito
Giancarlo. Esposito
17 Marzo 2020 18:21

Una regola che vale per il mondo intero, da sempre , è quella che vuole che quando un cataclisma ti butta giù la casa tutti e dico tutti sono obbligati a darsi da fare per superare l’emergenza , per le polemiche , la caccia alle streghe , ed altre attività del genere ci sarà tempo dopo . La stimo molto ma la prego di riflettere perché in questo momento ,altamente drammatico , quello che ci serve di meno è la Cassandra di turno . Buonasera

Nes
Nes
17 Marzo 2020 17:38

Una quarantena per tutti per 14 giorni come a Vo e avremmo risolto più della metà del fenomeno o quasi tutto. Ma se si continua in quarantene alternate si avrà solo un rallentamento del virus e senza una cura o un vaccino le quarantene diventeranno infinite

Luca Beltrame
Luca Beltrame
17 Marzo 2020 17:27

Nota per i commensali e il cuoco (se legge questo commento): il Times di oggi riprende una notizia del 28 febbraio riportata da Straits Times che riporta informazioni sul comportamento cinese a Dicembre: apparentemente, quando la “nuova polmonite virale” fu scoperta, si cercò di tirar fuori la sequenza dell’RNA del virus in questione. Quando si scoprì che era molto simile al virus della temuta SARS, a tutti i laboratori fu chiesto di distruggere il virus e tutti i risultati. Questo accadeva prima del 31 dicembre, quando la Cina comunicò all’OMS il problema, e solo due settimane dopo fu disponibile la sequenza completa del virus.

Quindi, noi dobbiamo copiare da loro con quarantene, limitazioni di libertà e quant’altro, quando la causa di tutte queste sofferenze mondiali e della recessione che ne verrà è loro? Ma che razza di modello è?

david
david
17 Marzo 2020 16:59

Premetto che l’economia non è una scienza, per cui non ha capacità predittiva. Ma non ci vuole Einstein per fare un semplice conto della serva: se staremo chiusi 3 mesi, ci sarà una perdita del 20-30% di PIL cioè 2-300mld. Di solito le crisi sono il momento in cui lo Stato cerca di diventare più efficiente. Alcuni semplici provvedimenti per dare subito un segnale ai mercati in tal senso:

-Taglio degli stipendi di politici, magistrati e dipendenti statali fino al tetto max di 2mila euro al mese.

-Taglio netto dei 6,5mld di sovvenzioni fiscali e privilegi che ogni anno paghiamo al Vaticano.

-Taglio dei 5mld (e più) del business dell’accoglienza e gestione dei clandestini africani e magrebini

-Incentivi burocratici e fiscali, con la creazione di un ufficio apposta, per aiutare tutti quegli stranieri (ditte o privati) che vogliono venire a investire e/o ad abitare nel paese più bello del mondo, e ce ne sono tanti!

-Sblocco della legge sulla prostituzione in modo da creare un business legale e tassabile

-Condono edilizio (moderato) per ridare fiato al “mattone”

-Nuova legge Tremonti sugli utili reinvestiti, ancora a più largo spettro