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Anno 2050, la cattura dell’ultimo risparmiatore

L’attacco al capitale dei risparmiatori

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Da 14 ore il drone volteggiava, tranquillo e invisibile, sopra quel tratto di bosco montano fitto di abeti, ma non certo impenetrabile per i suoi sensori che in tempo reale trasmettevano alla centrale operativa dati a raffica. Era stato proprio il velivolo senza pilota di ultima generazione a risalire una catena di debolissimi segnali lanciati su vari satelliti, fino a identificarne l’origine e con essa il bersaglio.
D’altra parte nel 2050, pur nascosto in uno dei luoghi più remoti del Trentino-Alto Adige, cosa voleva pretendere l’uomo, anzi il “soggetto”, più ricercato dal Paese della “giusta gestione del (tuo) denaro”? Che non avrebbero mai trovato l’ultimo risparmiatore rimasto in Italia?
Di lui sapevano tutto. Giovane e brillante manager, amante del proprio lavoro in una multinazionale e appassionato del trading serio, a partire dagli anni Venti. Aveva accumulato un considerevole tesoretto in investimenti e in un immobile. Questo in previsione, un giorno, di andare a vivere in solitudine in qualche bel posto, magari con la compagna della vita.
Invece, anno dopo anno, come un fortino in territorio ostile, il suo “capitale” era stato attaccato con l’evidente obiettivo di neutralizzarlo. Iniziò la prima grande guerra dell’imposta di bollo, una mini patrimoniale ad esempio non solo su quanto posseduto di azioni, obbligazioni, fondi (a parte la repubblica delle Poste), ma anche sul loro valore trimestrale di mercato. Per non parlare dell’immobile, vero Bancomat dal plafond illimitato per i prelievi dello Stato.
Però la situazione era ancora sostenibile, poi arrivò la drammatica pandemia, la minaccia di un altro prelievo forzoso, una patrimoniale annunciata così tante volte che sembrava di averla già subita. E un mondo del denaro impazzito. Consulenti che crollavano come uno studente impreparato davanti alla domanda dei clienti di cosa fossero e come funzionassero i Bitcoin e le altre monete virtuali, milioni di giovanissimi traders che, con lo short selling,  ridicolizzavano, e terrorizzavano, anche gli hedge fund, banche brancolanti nel buio alla ricerca di briciole dagli aumenti dei costi di clienti sempre più imbufaliti.
Oh, certo, si sarebbero potuti acquistare, ma in perdita, i sicurissimi Bund tedeschi, o sognare un conto corrente presso la Bce. La realtà, però, fu quella che prima lentamente, poi come un rombo di tuono, le vendite di casseforti e di affitto di cassette di sicurezza salirono alle stelle.
I soldi finivano “sotto il materasso”, nessuno si fidava più di risultati “a medio-lungo termine”, dell’affidabilità degli istituti di credito, della politica che ti diceva di pensare al futuro tuo, dei tuoi figli e nipoti, e poi questo futuro te lo erodeva.
Così i risparmiatori iniziarono a sparire, lasciando spazio al Far West del denaro.
Alla fine di risparmiatore ne rimase solo uno, quel maledetto che, ancora, si leggeva tutte le comunicazioni della banca dove, tra le righe, ti dicevano che dal “prossimo mese le seguenti condizioni  cambieranno”, ovviamente in peggio, che cercava di parlare con un consulente che non leggesse i protocolli del buon venditore di (propri) prodotti, ma che capisse dove stesse andando il mondo.
E, l’infame, protestava pure pubblicamente grazie a siti di informazione ancora in grado di resistere ai violenti attacchi legali e hackerali della “giusta gestione del (tuo) denaro.” Veramente intollerabile.
Voleva sparire? Non restava che trovarlo e accontentarlo. Piombare sul suo chalet fu un gioco da ragazzi per una squadra ben organizzata. Bloccate tutte le comunicazioni, gli sfondarono pure la porta, nonostante fosse aperta, trovando il maledetto tranquillamente seduto con lo sguardo che diceva: “Ce ne avete messo di tempo”.
Intanto nella centrale operativa, assorbiti dalla diretta della cattura del “soggetto”, si avvidero con qualche attimo di ritardo che il presidente del Consiglio, appena incaricato dopo l’ennesima crisi politica, stava dicendo, lui in diretta su tutti i canali di informazione, come fosse necessario tornare ai fondamentali per il futuro delle famiglie, a partire dal risparmio. E citando come esempio quell’uomo che da sempre si stava battendo per la difesa del risparmio stesso.
Non era necessaria la tecnologia del 2050, bastava quella del 2021, per dare ordine al gruppo che lo aveva prelevato di portarlo direttamente a Roma a riscuotere il giusto riconoscimento. Così come si aspettava di riceverlo chi da sempre lavorava per un Paese della “giusta gestione del (tuo) denaro”…
Massimo Esposti

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Enzo
Enzo
9 Febbraio 2021 16:32

Preghiamo in Draghi oltre che in Dio, affinché il finale sia quello auspicato dall’articolo.