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Petrolio, intesa Usa-Cina senza precedenti: cosa succederà a benzina e bollette

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Gli Stati Uniti annunciano il rilascio coordinato e globale di petrolio fino a 50 milioni di barili, come previsto

Pochi istanti fa la Casa Bianca ha annunciato che rilascerà 50 milioni di barili di greggio dalla sua Riserva strategica di petrolio di concerto con Cina, Giappone, India e Corea del Sud. La notizia arriva proprio dalla Casa Bianca con un comunicato speciale. 

E’ un’operazione coordinata senza precedenti. E’ il tentativo di tre dei maggiori consumatori di petrolio del mondo di domare i prezzi che potrebbero provocare un contraccolpo da parte dell’OPEC. Soprattutto è anche un segnale forte di cooperazione tra Cina ed USA: nei momenti importanti le tensione finiscono in secondo piano.

La notizia di un rilascio coordinato arriva poche ore dopo che Bloomberg ha riferito che l’India prevede di vendere circa 5 milioni di barili di petrolio dalle sue scorte strategiche di petrolio come parte di una mossa coordinata con gli Stati Uniti e altri alleati per fare pressione sui prezzi. 

Il Mondo ruota attorno all’energia, anzi è l’energia che fa ruotare il Mondo, così è l’energia che divide ed unisce. Chi consuma, chi produce, chi vuole guadagnare, chi vorrebbe pagar meno. La guerra dei prezzi è appena cominciata. Da una parte Opec e Russia che cercano di guadagnare potere e quote di mercato. Gli altri, i consumatori, dall’altra parte. E’ così, i consumatori, hanno deciso di mettersi assieme e cercare di reagire.

Ecco il comunicato completo della Casa Bianca:

Il presidente Biden annuncia il rilascio dalla riserva strategica di petrolio come parte degli sforzi in corso per abbassare i prezzi e affrontare la mancanza di offerta in tutto il mondo

L’annuncio è in parallelo con altre principali nazioni consumatrici di energia, tra cui Cina, India, Giappone, Repubblica di Corea e Regno Unito

Negli ultimi 18 mesi, la pandemia di COVID-19 ha costretto il mondo ad un arresto economico globale senza precedenti. Mentre il mondo si sta riaprendo da un vicino arresto economico, i paesi di tutto il mondo sono alle prese con le sfide che sorgono quando la domanda dei consumatori di beni supera l’offerta.

Anche così, i consumatori americani avvertono l’impatto degli elevati prezzi del gas alla pompa e sulle bollette del riscaldamento domestico, e anche le imprese americane lo sentono perché l’offerta di petrolio non ha tenuto il passo con la domanda mentre l’economia globale emerge dalla pandemia. Ecco perché il presidente Biden sta utilizzando tutti gli strumenti a sua disposizione per lavorare per abbassare i prezzi e affrontare la mancanza di offerta.

Oggi, il presidente annuncia che il Dipartimento dell’energia renderà disponibili 50 milioni di barili di petrolio dalla Strategic Petroleum Reserve per abbassare i prezzi per gli americani e affrontare il disallineamento tra la domanda che esce dalla pandemia e l’offerta.

Il presidente ha lavorato con i paesi di tutto il mondo per affrontare la mancanza di approvvigionamento mentre il mondo esce dalla pandemia. E, come risultato della leadership del presidente Biden e dei nostri sforzi diplomatici, questa versione sarà presa in parallelo con altre grandi nazioni consumatrici di energia, tra cui Cina, India, Giappone, Repubblica di Corea e Regno Unito. 

Questo culmina settimane di consultazioni con i paesi di tutto il mondo, e stiamo già vedendo l’effetto di questo lavoro sui prezzi del petrolio. Nelle ultime settimane, quando i rapporti su questo lavoro sono diventati pubblici, i prezzi del petrolio sono scesi di quasi il 10%.

Il presidente è pronto a intraprendere ulteriori azioni, se necessario, ed è pronto a utilizzare tutte le sue autorità che lavorano in coordinamento con il resto del mondo per mantenere un’offerta adeguata mentre usciamo dalla pandemia.

 

Quali saranno ora le reazioni di Russia ed Opec?

Vedremo. In risposta alla notizia, il petrolio è sceso moderatamente con una reazione istintiva dei futures WTI e Brent Jan’22 al ribasso, ma la mossa è stata quasi immediatamente pareggiata. All’ultimo controllo, il WTI è stato scambiato intorno a $ 75,30/bbl e il Brent era a $ 79,11.

Il problema più grande per Biden è che tutti i catalizzatori a prezzo ridotto disponibili ora sono stati utilizzati e l’unico modo è salire.

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Etienne de la Boetie
Etienne de la Boetie
24 Novembre 2021 12:24

L’aumento alle stelle dei prezzi del petrolio (e non solo) non c’entra nulla con la guerra tra produttori e consumatori. La causa è sempre la stessa, una sconsiderata e inarrestabile creazione di denaro dal nulla da parte dlele banche centrali.
Il 30% del denaro mai circolato nel mondo da quando si misura questa quantità è stato creato da lockdown 2020 in poi. Ma questo nella testa degli economisti mainstream non entrerà mai. Le monete fiat (quelle create dalle banche centrali su incarico e autorizzazione degli Stati) perdono potere d’acquisto a rotta di collo. Un po’ di economia austriaca studiatela per favore.

Maliao
Maliao
24 Novembre 2021 5:14

Grazie Dr. Gasbarro per lo spot a favore del Presidentebiden-che-usa-TUTTI-i-mezzi-per-calmierare-i prezzi-della-benzina.

La mossa “Strategica” e’ solo propaganda per tamponare il malcontento popolare per gli aumenti.
Che poi, chiedo da “contadino” non economista: se abbasso le mie Riserve, ho un beneficio temporaneo ma finisco ancora piu’ “ostaggio” dei Produttori OPEC, no ?

E’ FALSO che Biden stia facendo tutto quel che puo’: sta facendo tutto quel che riesce per rovinare l’Industria dell’Energia in US !! Per affrontare la mancanza di offerta chiude oleodotti e ostacola il fracking e spinge eolico e fotovoltaico, o no?