USA: Spiegate le ali, si torna a volare. Ma solo per vacanza

Il viaggio aereo è già tornato alla normalità in alcuni luoghi. Ecco dove.

Mentre gli aeroporti nelle grandi città sono ancora in difficoltà, alcuni aeroporti più piccoli che sono destinazioni di vacanza sono più affollati rispetto a prima della pandemia.

Nulla sarà più come prima. Ci sono alcuni segnali forti che ci fanno comprendere come la Pandemia stia cambiando radicalmente le abitudini di miliardi di persone.

A cominciare dai viaggi.

La gente non si sposta più per lavoro, per quello basta zoom, ma se è per sdraiarsi su una spiaggia californiana o per fare una passeggiata allo Yellowstone ecco che le cose cambiano radicalmente.

In Florida, l’aeroporto internazionale di Key West è più affollato del normale, mentre Miami International ha la metà dei passeggeri rispetto a prima della pandemia. In Occidente, gli aeroporti delle grandi città, come quelli di San Francisco, Portland, Seattle coprono meno della metà del traffico pre-pandemico. 

Ma gli aeroporti regionali più piccoli hanno un volume di passeggeri superiore del 12% rispetto a questo periodo dell’anno scorso.

La gente viaggia quasi esclusivamente per vacanza per questo i grandi aeroporti hub vedono transitare solo una frazione dei viaggiatori abituali pre Covid_19. I dati evidenziati dalla Transportation Security Administration, che tengono traccia del numero di persone che si spostano attraverso i checkpoint di controllo degli aeroporti, mostrano che, con milioni di vaccini ogni giorno e gli stati che annullano le restrizioni pandemiche, gli americani stanno tornando ai viaggi di piacere in gran numero.

 

I principali aeroporti sono ancora lontani dai livelli di pre pandemia.

Gli aeroporti che servono le principali città servono ancora molti meno viaggiatori rispetto all’inizio dell’anno scorso. Washington National, vicino al Distretto di Columbia, è in calo del 70% nel volume dei passeggeri. San Francisco International serve un quarto del suo volume tipico e l’aeroporto Kennedy di New York è a circa un terzo.

Ciò potrebbe riflettere in parte il rallentamento del ritorno dei viaggi d’affari. Questi aeroporti hub tendono anche ad avere molti voli internazionali, che dovrebbero richiedere più tempo per riprendersi. 

Alcune dozzine di aeroporti più piccoli, quelli particolarmente vicini a destinazioni di vacanza all’aperto si stanno avvicinando alla normalità

 

L’aeroporto regionale di Idaho Falls si trova a circa due ore dal Parco Nazionale di Yellowstone, che l’anno scorso ha attirato molti visitatori. Il volume dei passeggeri dell’aeroporto è ora dell’80% rispetto allo scorso anno.

Altri due aeroporti che servono Yellowstone, uno nel Wyoming e un altro nel Montana, sono tornati completamente al volume di viaggi pre pandemici all’inizio di marzo.

 

Il volume dei passeggeri è tornato alla normalità all’aeroporto di Canyonlands Field nello Utah, vicino al Parco nazionale degli Arches. Sulla costa del Golfo della Florida, gli aeroporti vicino alle spiagge stanno vivendo un anno altrettanto buono. All’inizio di marzo il 24% in più di passeggeri è transitato attraverso l’aeroporto di Northwest Florida Beaches rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La disponibilità a viaggiare in aereo può anche variare da una città all’altra. Gli americani hanno reagito in modo diverso alle strategie per ridurre al minimo la diffusione della pandemia, indossando maschere e limitando il tempo fuori casa a vari livelli. Le loro abitudini agli spostamenti li hanno portati a scelte che sono funzionali anche ai livelli di diffusione della Pandemia. Le città piccole sono meglio controllate ed è più facile raggiungerle in aereo rischiando meno rispetto alle metropoli.

Insomma, la selezione è sempre più forte e la voglia di muoversi cresce sempre di più.

Una pandemia sempre più sotto controllo vedrà riprese sempre più consistenti, anche dei viaggi aerei.

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