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Il grande Gesell: tassi negativi e conti correnti - Seconda parte

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Keynes comprese che le ardite idee di Gesell avrebbero potuto avere un senso, sebbene difficilmente comprensibili per quei tempi. Per cui allargò il campo del ragionamento includendo non solo i soldi, ma tutti quei beni con un valore intrinseco, che se non utilizzati si sarebbero depauperati a danno della comunità. In questo senso ricomprese anche le riserve di valuta estera, le obbligazioni, i metalli preziosi, le proprietà immobiliari nonchè i latifondi.

Quindi secondo questo ragionamento, in momenti in cui la crescita diventa asfittica, disincentivare il possesso di denaro e di beni al solo fine del loro accumulo, consentirebbe una redistribuzione di ricchezza in grado di far ripartire l’economia. Decisamente un visionario! Gesell aveva previsto che senza una profonda riforma monetaria il fenomeno della guerra non avrebbe mai avuto fine.

Dopo la Prima Guerra Mondiale preavvertì: “Nonostante la sacra promessa dei popoli di ripudiare per sempre la guerra, devo dire che se verrà mantenuto l’odierno sistema monetario, tra meno di 25 anni ci ritroveremo una nuova guerra, ancor più terribile!” E i fatti purtroppo gli diedero ragione. Nonostante le sue avveniristiche idee rimasero inascoltate, il loro autore ed i suoi libri ottennero comunque un riconoscimento importante da parte di Keynes. Anche la sua vita privata sembra uscita da un romanzo.

Gesell si era infatti arricchito durante la depressione economica argentina, accumulando una discreta fortuna; ricevette anche parecchio sostegno economico da alcuni donatori privati, come il miliardario Rumeno Paul Klemm. Questo gli permise di concentrarsi sui suoi studi senza preoccuparsi delle questioni finanziarie. Fu anche un vegetariano convinto, cosa assai singolare per quei tempi. Dalla moglie Anna Böttger ebbe 4 figli, tutti cittadini argentini perché nati a Buenos Aires. Dalla relazione extraconiugale con Jenny Blumenthal, figlia di un suo stretto collaboratore, nacque in Germania nel 1915 un altro erede maschio.

Ebbe diverse amanti ed era fautore dell’amore libero, al punto che cercò di convincere le compagne a convivere con lui nella sua fattoria, ma senza successo. Morì l’11 marzo del 1930, a Oranienburg, ironia della sorte, a causa di una forma aggressiva di polmonite simile al Covid.

“Il denaro non dorme mai” è la famosa citazione di uno dei film finanziari più visti di sempre eppure guardando all’attuale massa di liquidità bloccata nel sistema, non sembrerebbe. Ripensando alla storia di Gesell è proprio il caso di citare il grande scrittore James Baldwin: “Il denaro è come il sesso: se non ce l’hai non pensi ad altro. Se lo hai però, forse è il caso che inizi a pensare in fretta a qualcos’altro.”

 

Alex Ricchebuono