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Donne: un mondo tutto da scoprire anche nella consulenza

Donne: un mondo tutto da scoprire anche nella consulenza
Donne: un mondo tutto da scoprire anche nella consulenza

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E’ palese che il prototipo del consulente finanziario è rappresentato per lo più da una figura maschile di età compresa tra i 50 e i 65 anni. Da ciò deriva la necessità di formare consulenti junior ma anche di valorizzare la figura femminile che rappresenta un  enorme potenziale nel settore, possedendo straordinarie doti di gentilezza, empatia, sensibilità e, perché no, anche di  femminilità. Doti che, in ambito consulenziale, sono fondamentali nella relazione col cliente.

Se consideriamo che, perseguendo il principio della parità di genere, le donne che lavorano potrebbero potenzialmente guadagnare come o più degli uomini e dunque avere maggior peso nel controllo delle finanze familiari, potrebbero rappresentare un target di clientela potenziale per il mondo della consulenza finanziaria. Uno studio recente della Boston Consulting Group mostra che il 70% delle donne preferirebbe lavorare con una consulente donna in quanto ritenuta più orientata alla relazione, razionale ed empatica.

Da ciò si desume come sia molto importante attrarre e trattenere le donne nella carriera della consulenza finanziaria in quanto più motivate a conoscere e mettere sempre al primo posto le esigenze, gli obiettivi e le aspirazioni dei propri clienti. Nella consulenza finanziaria, del resto, non è importante solo la competenza tecnica ma ci sono abilità che rientrano nella sfera relazionale che sono altrettanto valide e che appartengono prevalentemente all’indole femminile.

Tra queste abbiamo la propensione all’ascolto attivo che si traduce nella costruzione di un piano finanziario ideale e in grado di rispondere con attenzione alle esigenze ed obiettivi del cliente. La donna, inoltre, ha un rapporto col denaro differente rispetto all’uomo che è per natura più portato a dare valore alle performance rischiando di perdere di vista i veri obiettivi dell’investimento.

Nella consulenza finanziaria sono importanti anche altri elementi che fanno parte della natura femminile quali l’ambizione alla perfezione, l’attenzione al particolare, il sostegno psicologico. Del resto, a chi non è mai capitato di vedere una donna fare contemporaneamente più lavori oppure pensare contemporaneamente a più elementi da pianificare?

La donna consulente finanziario, oltre ad essere manager di sé stessa, è anche amministratrice della propria quotidianità familiare qualunque sia l’impegno che la stessa possa comportare. Ovviamente tutti questi elementi sviluppano doti straordinarie che, oltre che nella vita quotidiana, si riflettono anche in quella professionale rendendo la consulente in grado di comprendere meglio le esigenze di vita dei propri clienti.

In questo settore purtroppo ancora non mancano elementi di pregiudizio che, in un primo approccio, vedono il cliente orientato verso la figura maschile. Questo porta la donna a vivere la professione come una prova continua: elemento da valutare in modo positivo in quanto psicologicamente genera la ricerca del continuo miglioramento e, nei casi di maggiore ambizione, della perfezione.

La donna ha da sempre cercato la parità di genere in qualunque ambito, non la sopraffazione, dunque l’elemento determinante dovrebbe essere rappresentato dalla meritocrazia, non da retaggi culturali.

E’ tempo di dare valore alle persone in quanto tali, è tempo di sostenibilità, anche questa è sostenibilità.

 

Emanuela Cappellazzo