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Se quegli scaffali potessero parlare

Dal lievito a GameStop

Se quegli scaffali potessero parlare..

Eppure lo fanno continuamente, ma noi sordi ai loro suggerimenti, poniamo attenzione solamente alle offerte che ci vengono proposte con nuove e sempre più coinvolgenti novità.

“Scarica la nostra app” in sintesi risulta essere il mantra che idealmente accomuna tutti i marchi della GDO. “Il tempo sembra fuggire via quando ti manca”, potrebbe essere la sintesi dei primi mesi della pandemia. Tutto non aveva più senso. In coda davanti agli scaffali dei supermercati alla ricerca disperata dell’ultimo cubetto di lievito, dell’ultima confezione di farina.

“Oggi ci sembra impossibile rinunciare a quello a cui solo ieri, davamo alcun valore”, potrebbe essere la sintesi dei mesi successivi. Evidentemente debole e fragile per costituzione o solamente per spirito di sopravvivenza, l’essere umano aiutato dal tempo e da una vita volatile quanto i mercati finanziari dimentica velocemente.

Nei mesi a seguire quando il quadro dei contagi, ricoveri, terapie, morti, sembrava mantenere una linea di galleggiamento, le restrizioni già costituivano un freno alla nostra libertà, a quella disperata voglia di una nuova normalità. Sappiamo tutti poi quello che ancora sta succedendo, inutile rivangare ricordi troppo pesanti e dolorosi per un presente che non è ancora “storia”.

Andavamo troppo veloci. Ci siamo ritrovati smarriti e disorientati, con lo sguardo perso nel vuoto e nascosto dietro una mascherina. Immobili davanti ad uno scaffale del supermercato. Uno scaffale vuoto, mancavano lievito e farina, mancava quello stretto necessario che prima di tutto questo era catalogato come semplice banalità.

Ora per assurdo manca un altro prodotto, GameStop. Uno non proprio a caso, ma tanti altri potrebbero fargli tranquillamente compagnia.

 

Com’è strana la vita, ci manca sempre qualcosa.

Se quegli scaffali potessero parlare..

Tutto passa, tutto scorre talmente velocemente che sembriamo non avere una direzione. Cambiamo traiettoria come stormi di uccelli migratori. Seguiamo la massa, la folla, attirati da ciò che a marzo del duemilaventi pareva essere meno importante che riuscire a respirare.

Abbiamo perso la rotta, la retta via. Abbiamo smarrito un percorso di crescita, di valorizzazioni e significati del tempo, di raggiungimento di tanti costanti piccoli obiettivi uno susseguente all’altro. Quando non sai dove andare, qualunque direzione ti sembra quella corretta, o quella sbagliata.

 

Nella semplicità si celano molte soluzioni.

Finanziariamente parlando chi è stato fermo e non si è fatto cogliere dal panico lo scorso marzo, oggi continua il suo personale percorso serenamente. Consapevole dell’andamento dei mercati, non si è fatto ingolosire da una deviazione di percorso o rischio o rendimento, avendo ben chiari le finalità dei suoi investimenti e degli strumenti utilizzati per raggiungerli.

Aveva deciso da sempre, seguendo il “suggerimento” di quello scaffare, che per fare ci vuole del tempo. Aveva deciso da tempo che sarebbe rimasto un investitore, non avendo né mezzi né competenze per tentare la via, l’azzardo della speculazione.

Ora l’emergenza sembra passata, gli scaffali pieni come sempre, come lo erano sempre stati prima della pandemia. Non so se siamo fuori, ma ne usciremo. E’ solo questione di tempo. Come per tutti gli obiettivi della vita, finanziari o meno che siano, la costanza metodica nel tempo sarà sempre foriera di ottimi risultati.

Dobbiamo avere ben chiaro prima di intraprendere e o continuare il nostro viaggio, dove vogliamo arrivare ma soprattutto chi vogliamo essere domani.

 

Giovanni Cedaro

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