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Draghi: nuovo piano per 32 miliardi. Si chiamerà “Sostegno”.

La Pandemia affonda l’economia Italiana

Draghi: nuovo piano per 32 miliardi. Si chiamerà “Sostegno”.
Draghi: nuovo piano per 32 miliardi. Si chiamerà “Sostegno”.

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Il nuovo governo italiano potrebbe presto chiedere l’approvazione parlamentare per ulteriori spese di stimolo per l’economia perché con la campagna di vaccinazione che procede lentamente e i nuovi ceppi di coronavirus, con varianti diverse già isolate nel nostro Paese, espongono la dipendenza della nazione al sostegno degli aiuti.

La notizia rimbalza da Londra, via Bloomberg, di cui pubblichiamo in queste righe alcune sottolineature. Secondo l’agenzia inglese, l’indiscrezione sarebbe arrivata proprio da fonti molto vicine a Palazzo Chigi e che in un momento come questo, naturalmente, preferiscono rimanere nell’ombra.

L’amministrazione del primo ministro Mario Draghi – scrivono da Bloomberg – ha in programma di distribuire circa 32 miliardi di euro (38 miliardi di dollari) che sono stati approvati dal parlamento a gennaio attraverso un nuovo decreto chiamato: “Sostegno.

Ma la forte ripresa dei contagi e le continue chiusure cui il governo è costretto dalle condizioni di sovraffollamento dei reparti ospedalieri delle zone più colpite, probabilmente costringerà Draghi ad aver bisogno dell’approvazione di un deficit di bilancio più ampio già a partire dal mese prossimo.

 

Una situazione davvero complicata da cui il Paese non sembra riuscire a liberarsi.

Da Palazzo Chigi non sono arrivate ne smentite, ne conferme con il portavoce del Tesoro e l’ufficio del primo ministro che hanno, molto serenamente, rifiutato di commentare.

La notizia ha avuto un effetto immediato sui titoli di stato italiani.

Le obbligazioni (BTP) hanno esteso il loro pullback sulla notizia, con i rendimenti a 10 anni che sono saliti per la prima volta in tre giorni fino a toccare lo 0,70%. Insomma, al minimo stormir di fronde, il “rischio Italia” riemerge immediatamente.

L’Italia continua ad esser costretta a inasprire le restrizioni sul coronavirus a partire da lunedì scorso, in ben cinque regioni. Tante anche le zone rosse e le nuove chiusura pesano soprattutto i bar e ristoranti oltre che a limitare i movimenti delle persone. 

Alcune regioni hanno anche annunciato la chiusura delle scuole che hanno un impatto diretto sui genitori che lavorano.

L’economia stava già affrontando un difficile percorso di ripresa dopo essere stata devastata dalla pandemia. La produzione è diminuita di quasi il 9% nel 2020 e finora sono stati spesi oltre 130 miliardi di euro per stimoli economici.

Il debito pubblico è salito al 155,6% del prodotto interno lordo alla fine dello scorso anno.

Lunedì Draghi ha nominato un nuovo responsabile dell’emergenza coronavirus per migliorare la campagna di vaccinazione del paese. L’Italia ha somministrato finora 4,4 milioni di dosi di vaccini, dando a meno del 5% della popolazione almeno una dose, secondo il tracker del vaccino di Bloomberg.

 

È in linea con l’Unione Europea nel suo insieme, ma molto indietro rispetto al Regno Unito e agli Stati Uniti.

L’Italia ha bisogno di un cambio di passo, su tanti settori come abbiamo visto, non resta che aspettare le prime vere decisioni di Mario Draghi. La sensazione, però è che l’emergenza Covid_19 sia ancora talmente tanto all’ordine del giorno dell’agenda del Premier da rappresentare un freno a quella strutturazione di progetti di crescita che rappresentano l’unica strada per salvare il Paese e le sue future generazioni dal precipitare in una povertà che nessun italiano in vita, in questo secolo, abbia ancora mai provato.

 

Leopoldo Gasbarro