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E’ l’ora del REGEN-COV: la forza degli anticorpi monoclonali

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Ed ora arriva il Regen-Cov, il farmaco basato su un cocktail di anticorpi monoclonali in grado di proteggere per otto mesi dagli assalti del Covid 19 riducendo fino all’82% le eventuali sintomatologie.

Dopo le notizie relative agli antivirali di Merck e Pfizer della settimana scorsa, si rincorrono altre notizie importanti relativamente a cure o a contromisure contro il COVID-19. Sicuramente avere a disposizione una specie di aspirina in grado di combattere gli effetti più deleteri del coronavirus rappresenta un elemento di crescente sicurezza ma anche di speranza che la guerra che stiamo combattendo possa terminare in fretta.

Gli antivirali, come ha sottolineato l’amministratore delegato di Pfizer, rappresentano la vera chiave del successo nella lotta al coronavirus, anche per la capacità di diffondere il farmaco senza particolari procedure di conservazione così come attualmente si è costretti dall’uso dei vaccini stessi. Ma bisogna dire che i vaccini stanno facendo la loro parte degnamente.

Senza voler essere faziosi i numeri e i grafici che vi presentiamo evidenziano come la gravità delle conseguenze per chi contrae il Covid 19, dipende esclusivamente, o quasi esclusivamente, dalle coperture vaccinali. E’ evidente dai grafici che vi riportiamo qui in basso quello che sta succedendo.

La colonna azzurra che nel grafico del professor Marco Spada rappresenta i non vaccinati, parla da sola. Ma poco importa. Dopo gli antivirali di Merck e Pfizer la notizia odierna del possibile uso del farmaco Regen- Cov strutturato su un mix di anticorpi monoclonali apre ulteriori spazi di speranza visto che ne è stato dichiarato l’uso negli Stati Uniti per ora nei trattamenti terapeutici di casi con sintomatologie gravi.   

La compagnia farmaceutica che lo produce, la Regeneron Pharmaceuticals, ha chiesto alle autorità americane di poter espandere le autorizzazioni anche all’uso preventivo delle infezioni da Covid 19. Del resto i test hanno dimostrato che la protezione generata dall’assunzione del Regen-Cov garantisce una protezione per oltre otto mesi, riducendo dell’82% le sintomatologie infettive.

Durante lo studio, nessuna delle persone trattate con il nuovo farmaco è stata costretta a ricoveri causa Covid e naturalmente nessuna terapia intensiva ne morte è stata registrata. 

 

 

Leopoldo Gasbarro

 

 

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Pigi
Pigi
11 Novembre 2021 11:11

Nessuno ha risposto all’obiezione sui grafici quasi sicuramente farlocchi.
Ricordo a tutti che il CTS aveva divulgato una statistica per cui il 99% degli ospedalizzati non aveva fatto le due dosi di vaccino.
Solo che la statistica prendeva i dati a partire da febbraio 2021, data in cui era vaccinato il 2% della popolazione, per cui riguardava anche i contagi di gennaio (che poi hanno causato l’ospedalizzazione successiva) mese in cui quasi nessuno era vaccinato.
Quindi ripeto: non credete assolutamente ai dati elaborati dai nostri istituti: sono farlocchi.

geogio
geogio
9 Novembre 2021 18:25

i morti di covid prima dei vaccini erano irrilevanti, se separati dai morti con covid. i vaccini stanno ammazzando in europa un bel po’ di giovani e non. pero’ il grafico parla chiaro, sono molti di piu’ i morti di covid non vaccinati. lettura esilarante se si esclude il fatto che viene fatta dalla maggiornaza

Pigi
Pigi
8 Novembre 2021 21:15

A proposito del grafico: non si spiega il periodo di osservazione.
Teniamo conto che il 50% dei vaccinati con entrambe le dosi si è raggiunto solo il 26 luglio.
è evidente che se prendiamo come periodo di osservazione date ancora precedenti, la percentuale di non vaccinati contagiati, ospedalizzati e defunti cresce.
Cresce fino ad arrivare al 100% nel 2020. Ovviamente.