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I lavori del futuro

Quali le competenze più richieste per i nuovi lavori

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I lavori del futuro

Il mercato del lavoro è in costante mutamento, ma il suo futuro è ad oggi veramente incerto, principalmente per due fattori: il Covid ed il conseguente avvento dello smart working e il livello d’automatizzazione che lo sviluppo tecnologico di oggi consente.

Il report sul futuro del mercato del lavoro prodotto dal World Economic Forum e pubblicato lo scorso ottobre mappa le competenze che saranno più richieste e le tempistiche del cambiamento. Le conclusioni sono state riassunte dal Fondo Monetario Internazionale in cinque punti.

1. La forza di lavoro verrà automatizzata più velocemente del previsto, causando la perdita di 85 milioni di posti di lavoro

. Il 43% dei datori di lavoro intervistati ha espresso l’intenzione di ridurre la forza di lavoro impiegata, che non sarà più necessaria a seguito di una maggiore integrazione tecnologica. D’altra parte, il 34% ritiene che un più pesante impiego di tecnologia richiederà degli impiegati specializzati, e che dunque assumerà più persone. Ciò che è certo è che le competenze richieste cambieranno: crescerà la domanda di programmatori e analisti di big data e diminuirà quella di impiegati le cui prestazioni possono essere sostituite da software o macchine. Ecco una lista delle professioni per le quali la domanda aumenterà, a sinistra, e quelle per cui diminuirà, a destra.I lavori del futuro

 

2. La rivoluzione robot creerà 86 milioni di posti di lavoro.

Nell’ambito tecnologico tra i lavori che daranno più impiego emergono l’analisi di big data, la programmazione di intelligenza artificiale e la creazione di contenuti destinati ai social media. Anche lo sviluppo dell’economia verde porterà all’aumento della domanda di competenze digitali, così come di ingegneri. L’importanza dell’interazione umana supporterà comunque l’impiego di persone nei settori della vendita, così come l’invecchiamento della popolazione porterà ad un aumento della domanda di servizi di cura degli anziani.

3. Nel 2025 il pensiero analitico, la creatività e la flessibilità saranno tra le qualità più ricercate dai datori di lavoro.

Questi trend sono stabili, condivisi anche in report pubblicati negli anni precedenti. Delle qualità ricercate identificate quest’anno emergono anche l’autogestione, l’apprendimento attivo, la resilienza allo stress e la flessibilità.

4. Le imprese più competitive investiranno sulle competenze dei lavoratori.

Il report stima che circa metà dei lavoratori di oggi dovranno acquisire nuove competenze nei prossimi cinque anni, soprattutto nel settore pubblico. Oggi solo il 21% dei datori di lavoro ha accesso a fondi pubblici destinati a corsi di formazione per i propri impiegati: non è abbastanza per fronteggiare la radicale transizione che avverrà nel mercato del lavoro nei prossimi anni. Il report invita dunque i governi a investirvi più risorse.

5. Lo smart working permarrà.

I datori di lavoro ritengono ci siano le condizioni necessarie perché il 44% degli impiegati lavorino in remoto, nonostante il 78% ritenga che lo smart working potrebbe portare a una diminuzione della loro produttività. Questo è però contrastante con altri report pubblicati recentemente da altre istituzioni.

 

 

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