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Febbraio 2020-2021 un mese lungo un anno

Il giuramento del governo Draghi

Un augurio al neonato governo.
Con questo augurio, tra un mix di sensazioni emozioni e speranze, immagino il grande passo di chi si ritroverà a governare il paese nel punto più basso da qualsivoglia visuale lo si osservi.

Economia politica, finanza e cultura, i capisaldi di qualsiasi paese in questo caso del nostro Paese vivono forse il punto di minimo storico in assoluto più rilevante. Inutile chiedersi il perché ci siamo ritrovati a vivere questo momento, ciò che dovremmo fare è porre le basi per realizzare la risalita.

Immagino un esecutivo che faccia il grande passo. La trasformazione da risparmiatore ad investitore. Un upgrade, un aggiornamento significativo che veda finalmente le persone coinvolte a decidere “per” il nostro Paese. Scelte passive ci hanno accompagnato in questi anni, scelte di mantenimento piuttosto che di sviluppo, statiche piuttosto che dinamiche, conservativo risparmio invece che propositivo investimento.

 

Educazione finanziaria

L’educazione finanziaria che faticosamente e fortunatamente sta prendendo sempre più presa e rilevanza nella comunicazione e tra gli addetti del settore, ci insegna che investire durante le fasi di ribasso risulterà nel tempo essere sempre una soluzione alternativa proficua e generosa di rendimenti.

Scelte di investimento di lungo periodo, basate su obiettivi concreti porteranno inevitabilmente risultati costanti nel tempo. Scelte di breve, vittime delle emozioni del momento, generalmente portano al risultato diametralmente opposto a quello degli obiettivi perseguiti.

La storia insegna che i grandi profitti sui mercati sono sempre iniziati quando e dove la maggioranza dei risparmiatori/investitori sull’emotività del momento vendeva creando i presupposti per chi comprava di realizzare rendimenti a doppia cifra.

 

Il tempo purtroppo o per fortuna dimentica, la storia inevitabilmente si ripete.

Quale migliore sicurezza potrà permetterci di raccogliere frutti costanti nel tempo se non la semina metodica perseverante e maniacale nel tempo. In questo caso non si tratta di scegliere un titolo per un obiettivo finanziario, ma sviluppare dei progetti per un domani che permetta a tutti di traghettarci verso capacità di reddito quindi di spesa decisamente migliori.

Ai ministri auguro questo cambio di passo, questo diventare degli investitori dimenticandosi delle scelte banali e conservative del passato. Serve gente di carattere e carisma. Gente capace di “dialogare” con le varie istituzioni per ideare creare e sviluppare quel “nuovo” di cui abbiamo necessità quanto l’aria per sopravvivere.

Scelte consapevoli con parole anticipatrici di fatti che propongano finalmente una via e non una scusa. Banche e consulenti di ogni ordine e grado stanno cercando di traghettare i custodi di un patrimonio di liquidità senza precedenti, nel dimenticarsi di essere stati dei bot-people e diventare dei consapevoli investitori, certo non tutto e subito, ma almeno con costanza nel tempo è il mio personalissimo auspicio.

 

E se pure i ministri facessero questo passo?

Un cambio di paradigma notevole che i posteri probabilmente definiranno “epocale”. Abbiamo la necessità impellente di progettare oggi l’uscita da questo tunnel in cui più o meno inconsapevolmente ci siamo infilati decenni fa e che il covid ha improvvisamente reso drammaticamente evidente.

A questi ministri spetta il compito di rendere l’Italia un paese capace di attrarre capitali per investimenti di lungo corso, capitali per infrastrutture e servizi capaci di creare sviluppo reddito occupazione cultura e formazione.

I fondi saranno sempre alla ricerca di rendimento, gli investitori pure. Non sarebbe proprio un’idea da buttare rendere l’Italia fonte di guadagni, indirizzando un risparmio che oramai è capace di generare solamente rendite negative verso l’unico obiettivo capace di declinare sviluppo e reddito per tutti, la “crescita”.

L’unica via per arrivare a destinazione è partire. Auguro a tutti noi che quella odierna sia una data da ricordare.

 

Giovanni Cedaro

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