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Il sottosuolo prezioso dell’Afghanistan

Il sottosuolo prezioso dell'Afghanistan
Il sottosuolo prezioso dell'Afghanistan

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America, Cina e verrebbe proprio da dire la storia continua in un’altra zona del globo … ma andiamo per gradi.

Ora vogliono spostare l’attenzione del mondo sulle risorse del sottosuolo dell’Afghanistan ma chiunque è a conoscenza delle tante risorse presenti nel sottosuolo di questa regione in cui ci sono minerali per un valore che supera i mille miliardi di dollari, e gli americani sono a conoscenza di tutto ciò visto che durante la loro presenza hanno condotto numerose ricerche per analizzare i giacimenti minerari del paese come molti quotidiani americani, cito il New York Times, avevano scritto a suo tempo.

Ci sono enormi quantità di cobalto, rame, ferro, oro e soprattutto il litio, quest’ultimo potrebbe far diventare l’Afghanistan la nuova “regina” nel mondo  del litio, un metallo oggi più che mai prezioso se pensiamo alla sua funzione per la produzione di batterie che accendono i nostri smartphone, i nostri computer e oggi ancora di più quello che è il settore in forte espansione delle auto elettriche.

E allora la domanda sorge spontanea: perché l’America ha abbandonato dopo venti anni di presidio cotanta opportunità? Non solo quella di far crescere l’economia di quel paese ma anche aiutare lo stesso paese attraverso la tecnologia a svilupparsi e finalmente raggiungere lo scopo per cui si è spesa in quella zona da oltre venti anni.

Forse per trovare una risposta è necessario spostare l’obiettivo verso un’altra parte del mondo di cui poco o quasi per niente si parla, essendo i media troppo e giustamente attenzionati sul futuro della popolazione afghana ma chi osserva il riposizionamento geopolitico ad ampio raggio non può non vedere cosa sta accadendo nell’area dell’Indo Pacifico, dove uno scenario diventato sempre più centrale per gli equilibri internazionali sta subendo uno scossone di non poco conto.

Per intenderci si sta parlando della regione che va dall’Oceano Indiano all’Oceano Pacifico, una sorta di ponte naturale tra il continente africano e i mercati mediorientali e per ultimo l’Europa, qui si sono sovrapposti tutta  una serie di interessi politici, economici e militari che sta ridefinendo i rapporti dei tanti attori che operano da decenni in quell’area, come appunto la Cina che proprio li, in quella zona, ha avuto una velocissima ascesa che favorisce alleanze allargate ed entrano in contrapposizione con l’America, come appunto l’intenzione del Presidente della Cina  Xi Jinping di voler dare vita ad un ordine internazionale che sia diverso a quello di sempre, dove la Repubblica Popolare può opporsi all’America e infatti, la Cina in questa zona ha rafforzato la sua presenza creando non poco scontento tra Giappone, Australia, e guarda caso l’India e soprattutto ancora guarda caso gli Stati Uniti d’America e difatti questi paesi stanno unendo le proprie forze per fermare l’avanzata della Cina proprio in quell’area terrestre.

Cosa faccia scatenare tutto questo interesse per quella zona di non poco conto, anzi, strategica è forse proprio la difesa della navigazione internazionale in quei mari che potrebbe portare ad una trasformazione in termini di potere la Cina a posizioni dominanti nell’intero sistema mondiale.

E non è un caso che lo scorso 12 Marzo i leader di Australia, Giappone, India e Stati Uniti hanno promesso di unire le loro forze per far fronte a quelle che sono le sfide più urgenti del terzo millennio a partire dal covid e del cambiamento climatico che tradotto si chiama QUAD, una alleanza indo pacifica anti cinese, come dire una sorta di impegno che nasce per scopi umanitari ma se vogliamo essere lungimiranti potrebbe proprio essere un modo per contrastare l’influenza cinese in quella parte del mondo dell’Asia Pacifica e sarà sempre un caso che il QUAD si è impegnato a fornire circa un miliardo di dosi di vaccino proprio in quella parte del mondo  entro la fine del 2022.

La velocità con cui l’America ha preferito spostarsi in questa zona abbandonando venti anni di presidio in Afghanistan, abbandonando le risorse del sottosuolo ed un popolo con tutte le aspettative che si era creato, forse allora trova la sua spinta propulsiva nell’interesse maggiore che è quello di affiancarsi ad Australia, Giappone, India per contrastare l’avanzata della Cina e anche forse impegnarsi maggiormente sull’azione del QUAD di cui sentiremo parlare in un futuro non lontano.

 

 

Lorena Polidori