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Lo scenario di autunno: ripresa debole, consumi interni (ancora) poco protagonisti

I segnali di ripresa non mancano, ma restano generalmente deboli. Istat ci segnala a fine settembre un maggior ottimismo delle aziende (che vedono comunque la produzione in ripresa, con alcuni positivi segnali dal settore edile, grazie agli incentivi, e dalla stessa industria). Ma anche sul mondo imprese c’è ancora molto da fare per vedere una ripresa solida. Terna ci ricorda che il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario e temperatura porta ad un decremento dei consumi elettrici di luglio 2020 su luglio 2019 “solo” ad un -5,9%.  I consumi elettrici non sono solo industriali, però sono un indicatore utile e da tenere sotto controllo per capire velocemente quando un sistema richiede energia.

Minore è l’entusiasmo dei consumatori, che pur mostrando ad agosto e settembre un dato di sentiment in ripresa, tendono a posizionarsi su un entusiasmo – si fa per dire – che assomiglia sinistramente a quello del 2014, quando il consumo era ancora in profonda crisi (e la disoccupazione al tempo era di quasi 4 punti più alta dell’attuale).  Difficile una ripresa senza un rimbalzo forte dei sentiment, qui di certo andrebbe messa molta più energia.

La ripresa delle preoccupazioni per il virus, stanno configurando un autunno – inverno ancora di protezione e giocato in difesa. Malgrado i (ragionevoli) tentativi di creare un flusso di news positive e di normalità: riaperture scuole, arrivo a novembre delle prime partite di vaccino, inviti governativi a mostrare tenuta in vista di una soluzione definitiva della questione entro la primavera prossima.

La ripresa dei consumi c’è, ma resta debole. I dati del mercato auto di agosto lo dimostrano: agosto ha recuperato quasi integralmente rispetto all’agosto di un anno fa, chiudendo  ad un -0,4% di vendite di auto nuove vs lo stesso mese del 2019. Malgrado questo, il mercato auto resta – nel consolidato di vendite gennaio-agosto – ad un meno 38% rispetto all’anno scorso. In sintesi, se vogliamo che ci sia una ripresa, non bisogna nei prossimi mesi, eguagliare i dati 2019, ma sarebbe necessario, superarli, per ridurre quel -38% (che è il dato attuale da inizio anno) ad un più “sostenibile”, Che è da molti stimato attorno ad un -25% sulle vendite di auto nuove.  È un esempio, ovviamente. Non parliamo al momento della filiera turistica, il suo profondo rosso, dopo questa esperienza estiva dovrebbe prolungarsi ben oltre Natale.

I consumi che stanno tirando (almeno in senso relativo) sono quelli difensivi, come se ci volessimo assicurare di avere una dimora migliore e pronta ad un eventuale lock down.  Si parla di ristrutturazione della casa, di elettronica di consumo e qualche buona dotazione tecnologica (pc, tablet, etc.).

Tecnicamente è una esagerazione, un lock down generalizzato non ci sarà. Ma il meccanismo motivazionale nella testa dei consumatori sembra attivato e funzionante. Lucio Dalla cantava: “Si esce poco la sera compreso quando è festa e c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra…”. Non vorremmo fosse anche oggi una buona sintesi del mindset del prossimo autunno.

Sarà un caso, ma in questo momento cresce il mercato immobiliare delle seconde case nei dintorni delle grandi città, mentre il centro delle stesse sembra diventare meno appetibile).  Il 28 agosto u.s. Il Sole 24 Ore titolava: “Cresce del 30% la richiesta di case in campagna”. Non solo da noi: gli stessi fenomeni si riscontrano attorno ad altre capitali europee. Il futuro della mobilità e dei flussi delle persone (e del consumo) sarà abbastanza diverso, strutturalmente diverso.  D’altra parte il sondaggio Ipsos uscito in questi giorni, in concomitanza con la ripresa delle scuole, ci ricorda come il 70% dei genitori siano preoccupati e smarriti di fronte al prossimo futuro (scolastico). La riapertura delle scuole è un’azione necessaria, ma se una azione necessaria genera preoccupazione, possiamo ben immaginarci il mood dei prossimi mesi, quando le news di contagio scolastico non mancheranno di arrivare.

C’è spazio per il recupero? Si certo, moltissimo.  La tenuta di indicatori quali l’occupazione ed il risparmio (in crescita, almeno come aggregato nazionale) possono rappresentare un substrato economico sul quale innestare un pensiero meno prudenziale delle famiglie. Ma come detto negli scenari precedenti: non basta l’attuale spinta propulsiva del sistema di Offerta, ci vuole molta più convinzione, comunicazione, offerte e pressing di quello che è stato messo in atto finora.

Stessa cosa sul versante incentivi, ma anche sugli incentivi, più della quantità assoluta, sembrano importanti altri due aspetti: certezza e facilità di fruizione. Coniughiamo o aiutiamo gli italiani a coniugare un “Futuro semplice” ; sembrano queste la  parole chiave per attivare i processi di ripresa. A saperle ben usare.

© Research Dogma 2020

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