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Mafia: il fatturato supera i 40 miliardi l’anno

Mafia: il fatturato  supera i 40 miliardi l'anno
Mafia: il fatturato  supera i 40 miliardi l'anno

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La notizia arriva dalla CGA di Mestre che con un comunicato uscito proprio oggi ha sottolineato come la “Mafia spa” conti un volume d’affari annuo stimato intorno ai 40 miliardi l’anno, circa il 2% del Pil italiano.

La Mafia gestisce un  “giro d’affari” inferiore solo al fatturato di GSE (Gestore dei Servizi Energetici), di ENI e di ENEL3 .

Sono dati, quelli relativi alle attività economiche criminali, che sono certamente sottostimati, in quanto non siamo in grado di dimensionare anche i proventi ascrivibili all’infiltrazione di queste organizzazioni malavitose nell’economia legale.

Questa pioggia di denaro arriva da reati come la prostituzione, il traffico di stupefacenti e il contrabbando di sigarette.In un altro documento stilato da Banca D’Italia il mese scorso, le attività  illegali sono ascrivibili a Cosa Nostra, Ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita, Mafia nigeriana, organizzazioni criminali provenienti dall’Est Europa

La letteratura specializzata evidenzia che, storicamente, i territori dove l’economia locale è fortemente condizionata dalla spesa pubblica e il livello di corruzione della pubblica amministrazione è molto elevato sono più vulnerabili dal potere corruttivo delle mafie.

Induttivamente è possibile riconoscere un’area geografica più a rischio di un’altra, anche dal riscontro di una elevata presenza di reati spia. Nei territori dove il numero di denunce all’autorità giudiziaria per estorsione/racket, usura, contraffazione, lavoro nero, gestione illecita del ciclo dei rifiuti, scommesse clandestine, gioco d’azzardo, etc. è molto alto, la probabilità che vi sia una presenza radicata e diffusa di una o più organizzazioni criminali di stampo mafioso è molto elevata.

Numeri incredibili che si fa fatica a controllare ma che lasciano invece tanto amaro in bocca, per come, in alcune zone del Paese, l’assenza di Stato, sia così forte da generare spazi come quelli di cui ci stiamo occupando adesso.

 

Redazione 21 gennaio 2023