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Next Generation, l’esame che deve assolutamente superare l’Italia

Next Generation, l’esame che deve assolutamente superare l’Italia.
Next Generation, l’esame che deve assolutamente superare l’Italia.

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Si fa un gran parlare di Covid19 e di quanto questa pandemia sia stata deleteria per l’economia dell’Italia e, di quanto avrà incidenza sull’occupazione e sul nuovo modo di intendere la società nei prossimi anni, ma poco si parla di come rilanciare l’economia di questo paese e di quanto per aumentarne il suo benessere sia necessario guardare alle infrastrutture, indispensabile da sempre, fin dai tempi antichi, uno dei pochi fondamentali contesti che lo Stato deve fare suo e saper gestire al meglio; elemento cardine che se sviluppato nella sua sintesi ottimale, fa da snodo, favorisce il “fare impresa” e l’intera economia.

Se il paese vuole migliorare la sua competitività è necessario ottimizzare i suoi sistemi di trasporto, che sia rete ferroviaria, autostradale, porti e aeroporti, e, altresì indispensabile in tutto ciò è il rapporto Stato / Regioni, che deve trovare quella linea di coesione e sinergia capace di elaborare un piano di riforma infrastrutturale che vada al di là di colori, pensieri e sensibilità politiche.

Un piano capace di generare nuove domande come lo è stata l’Alta Velocità, realizzata purtroppo solo in alcune parti del paese come per citarne alcune Milano, Bologna, Roma, Firenze, Napoli che ha dimostrato poi, come in questi territori si siano creati punti economici funzionanti e collegamenti tra l’Italia e gli altri paesi europei come Spagna, Francia, Germania etc. talmente veloci da far ipotizzare a non più una distanza tra  paesi europei ma all’interno di una “macro regione”, di contro però è evidente,  come in alcune zone della penisola vi siano ancora città scollegate addirittura all’interno della stessa regione.

Fatto impensabile per una civiltà che vola sulla luna da decenni.

Perchè efficienza e al contempo inefficienza, quando una buona rete ferroviaria come una buona rete autostradale potrebbe essere una delle tante ricette capaci di risollevare l’economia in modo trasversale, turismo, trasporto merci, nonché, favorire maggiori opportunità di occupazione lavorativa superando con facilità quei confini che siano cittadini, regionali e anche nazionali.

L’Alta Velocità è stata utilizzata sino ad oggi soltanto per trasporto passeggeri e non per il trasporto merci perché i treni non sono concepiti per tale tipologia, una grande opportunità persa per l’industria italiana.

Eppure il potenziamento delle infrastrutture dovrebbe essere da sempre tra le priorità di un paese moderno che vuole sostenere e garantire la competitività e mettersi allo stesso livello degli altri paesi più virtuosi come i paesi del Nord Europa che da anni molto investono in questo ambito.

Puntare su una buona ricerca e sulla innovazione che progetti piani di elevata qualità dovrebbe essere tra i primi punti di ogni agenda politica di qualsiasi governo.

Oggi l’Italia ha la sua grande opportunità, grazie ai Fondi stanziati dalla Commissione Europea può intervenire sulle infrastrutture, rientranti tra le raccomandazioni di Bruxelles, dove negli ultimi 30 anni, non c’è stata una efficace manutenzione e dove gli investimenti nel settore sono stati alquanto irrisori.

La trattativa con l’Europa di cui tanto si è parlato, oltre ai soliti dispositivi finanziari, prevede un fondo di diversi miliardi quasi 209 miliardi, destinati ai singoli stati nella cui finalità è inserita la crescita, fondi condizionati però,  dall’attuazione di vere riforme come condizionata è l’erogazione di queste somme propedeutiche alla loro realizzazione concreta.

Il Recovery Plan prevede degli impegni ben precisi che dovranno essere attuati a breve entro il 15 ottobre un esame a tutti gli effetti per il nostro paese.

Sono riforme che i singoli Stati dovranno avviare sulla base delle quali la Commissione poi deciderà in quale misura concedere il piano, e non solo, anche in base alle valutazioni assegnate, è fondamentale accedere ai fondi rispettando tutte le raccomandazioni dell’UE.

Per partecipare al Next Generation, l’Italia dovrà presentare progetti di elevata qualità, è la grande occasione per il paese di dimostrare di esserne all’altezza e il dibattito politico dovrà essere sufficientemente maturo da tenerne conto, mettendo da parte tutte quelle difficoltà che incontra l’attuale coalizione di governo considerate le risorse del programma che dovranno essere utilizzate al meglio, un programma appunto di supporto europeo per finanziare investimenti e riforme di rilancio di molti settori tra i quali il settore delle infrastrutture che come detto in premessa sono la base per lo sviluppo dell’economia di un paese.

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