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Turisti in confusione: occorre chiarezza nel digitale

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Si dice spesso che nel turismo l’Italia è un “Paese che si vende da solo”, eppure oggi, tanto più nell’epoca post pandemica e della trasformazione digitale, non è più sufficiente.

Per questo, da diverse notti sogno e rifletto su come il digitale, la finanza e le procedure di incasso e pagamento possano contribuire attivamente a rilanciare l’industria del turismo in Italia. La conclusione cui giungo sistematicamente è che è necessario introdurre nel turismo un polo informativo e aggregativo nazionale – hub digitale del turismo 4.0 – in sinergia con gli enti locali, che superi la logica del portale di sola promozione Italia.it, rendendo pienamente disponibili, ad ogni turista, in un’unica app le informazioni e le funzioni di tutta la filiera turistica nazionale.

L’offerta turistica italiana, infatti, così come la sua promozione e la gestione dei dati, è ancora eccessivamente frammentata tra decine di migliaia di soggetti ed in virtù di un approccio a volte ancora troppo artigianale che se da un lato conserva un certo gusto genuino dall’altro non consente di valorizzare al meglio nè le bellezze più conosciute né quelle di nicchia, tanto che oggi produrre un’offerta turistica onnicomprensiva e competitiva è pressoché impossibile.

Proprio per questo, l’industria del turismo ha bisogno di una visione d’insieme che conduca ad iniziative concrete ed omogenee di promozione, di marketing  e di offerta che partano dalla missione di “catturare l’immaginazione del turista” affascinandolo e stimolando i suoi sensi e il desiderio di visitare il nostro Paese in virtù di un’esperienza indimenticabile. L’obiettivo dovrebbe quindi essere di favorire il mix tra esperienza fisica e digitale nella piena esaltazione di entrambi gli aspetti.

Tutto questo sarebbe offerto proprio dall’Hub digitale, che potrebbe essere concepito al tempo stesso come una vetrina e un aggregatore intelligente di customer experience e un distributore di esperienze personalizzate capace inoltre di valorizzare, in un’offerta all in one e all inclusive, i territori della nostra penisola, anche nell’ottica di aumentare la permanenza media e la capacità di spesa del turista assecondando le necessità di destagionalizzare i periodi di vacanza, la scoperta di itinerari minori con l’obiettivo strategico (proponendo visite, eventi, esperienze mirate) di trasformare l’utente-turista profilato da occasionale a ricorrente, ovvero “turista di precisione”.

Tutto ciò sarebbe possibile in virtù della comprensione dei comportamenti reali dei turisti che consentirebbe poi di approntare un servizio tagliato su misura. Dal lato dell’offerta poi, il modello semantico permetterebbe la massima valorizzazione delle distintività di ogni singola risorsa dell’offerta.

Attraverso questo sistema, è auspicabile avere la possibilità di acquisire dati ed informazioni dai territori locali per restituirli poi agli stessi in forma arricchita, valorizzandoli anche in virtù di uno strumento di promozione innovativo, intuitivo e di facile accesso per tutti, che goda tra l’altro dal vantaggio competitivo di far capo ad un’unica e coerente cabina di regia. Esattamente ciò che ci è mancato fino ad ora. In questo caso, “centralizzare” in una app e nello strumento di promozione ed offerta turistica dell’hub non causerebbe l’appiattimento bensì contribuirebbe ad esaltare i particolarismi, i borghi, le sagre e i luoghi d’eccellenza meno conosciuti, inseriti in un contesto più ampio all’interno del quale ognuno di questi troverebbe la sua dimensione e la sua dignità.  

Sotto il profilo tecnico, il sistema dovrebbe essere necessariamente interoperabile e, come di consueto di questi tempi, mostrare particolare attenzione alla tutela della privacy per la raccolta dei dati e l’aggregazione dei servizi e le sue funzionalità.

L’hub digitale e l’app dovrebbero consentire al viaggiatore di fruire il viaggio nei dettagli in tutte le sue fasi: prima della partenza, durante il viaggio e al ritorno a casa. In fase di promozione e progettazione del viaggio, il turista dovrebbe poter scegliere tramite la ricerca delle sue esperienze preferenziali, gli eventi, le località, le soluzioni di viaggio che soddisfino le sue esigenze e curiosità, basandosi sui dati, sulla profilazione e sui servizi messi a disposizione dagli operatori di filiera.

Nel corso del viaggio, deve essere accompagnato poi con suggerimenti su eventi, luoghi, ristori e attrazioni nelle vicinanze potenzialmente di interesse, così da arricchire le esperienze da un lato e dall’altro di dare risalto anche ad eventi potenzialmente meno conosciuti.

Una volta a casa, il turista deve essere fidelizzato magari con la richiesta di feedback e proponendo nuove esperienze in linea con i suoi gusti.

Nella versione più ideale del sogno si potrebbe poi coniugare la promozione e l’offerta turistica con la promozione della cashless society attraverso l’utilizzo di un “biglietto unico integrato” abbinato ad una carta digitale del turista, collegabili alle app di pagamenti degli operatori specializzati, per fruire di trasporti nazionali e locali, musei, eventi e manifestazioni: un documento unico di viaggio che favorisca la mobilità e il turismo anche nelle aree meno accessibili, assecondando così lo sviluppo omogeneo del turismo sia dal punto di vista territoriale che della stagionalità. Il ticket unico, potrebbe poi rivelarsi anche un facilitarore per il turismo culturale, che ultimamente sta soffrendo ancora più degli altri contesti turistici, e che per le caratteristiche stesse del nostro Paese sarebbe vitale recuperare. Tale ambito può infatti beneficiare del supporto tecnologico che offrirebbe l’Hub contribuendo a ricalibrarne indirizzi ed obiettivi.

L’Hub digitale, aggregatore dei dati, con la sua capacità di sviluppare servizi digitali ad alto valore aggiunto rappresenterebbe il fondamentale strumento di competitività di cui il nostro Paese ha bisogno per rilanciarsi, e potrebbe essere utile anche a creare una nuova consapevolezza sinergica dei territori, proprio in virtù dell’offerta finalmente coordinata, omogenea e “tutto incluso” che reca vantaggi per l’utenza, le imprese, i cittadini e le comunità locali.

 

Maurizio Pimpinella

 

 

 

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