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Un errore (stupido) ci sta trascinando nella crisi economica

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Siamo partiti sempre dalla rivoluzione industriale. Cioè abbiamo ideato, creato, e sviluppato qualcosa che potesse creare “benessere” per tanti. Tantissimi. All’inizio tutto questo ha generato l’inflazione positiva, aumento di reddito e stipendi. La gente andava in fabbrica, poteva permettersi di mandare i figli a studiare. Siamo passati dalla lambretta e vespa alla 500 poi 600 poi 1100 e via fino alle auto a batterie. Che bello, siamo tornati bambini!

Da decenni però il mondo è arrivato ad una capacità di produzione che la capacità di reddito sembra non possa sostenere. E allora che fare? Vai di credito al consumo. Poi non bastava per svuotare i magazzini sempre più pieni. Ed allora il tasso zero, poi il paga tra 12 mesi.
Ci riscopriamo con rate in conto senza più ricordarci quale oggetto spesava.

Ora quella stessa catena di montaggio si ferma. Alla fine quello stesso mercato libero che doveva essere teoricamente anche perfetto si scontra col tuo blocca autostradale. Abbiamo fatto l’errore più stupido e banale che capita in finanza: abbiamo messo tutta una singola produzione nella stessa location. Attirati dalla cedola (risparmio negli investimenti oppure massimizzazione dei ritorni) abbiamo declinato la produzione dei chip laddove un unico stato si trova ora a decidere chi accendere e chi spegnere.

Attirati dal guadagno facile ci siamo dimenticati dei rischi. Così su due piedi mi tornano in mente i risparmiatori elevati al rango di investitori per puro business… vicentina e Veneto ma anche Etruria.
Forse e dico forse la soluzione a questa situazione è semplicemente produrre di meno.
Ma anche no mi dirai. Allora si potrebbe pensare di produrre diversamente?

Abbiamo mandato tutti a studiare, forse mancano falegnami, elettricisti, lattonieri, carpentieri e muratori? Può essere. Ma forse dobbiamo ancora toccare il fondo per poi risalire. Quando sei alle corde la paura si tramuta in coraggio. L’indecisione in certezza assoluta. È solamente quando non hai alternative che trovi dentro di te quelle energie che permetteranno al mondo di rimettersi su quella autostrada. Forse saranno corsie stellari più che autostradali.

 

Giovanni Cedaro

 

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Franca
Franca
11 Ottobre 2021 18:41

Forse avremmo dovuto ascoltare i vecchi imprenditori o semplicemente i nonni che dicevano “non spendere mai più di quanto guadagni” che significava spendere con giudizio. Un po’ come quelli che usano la carta di credito e poi azzerano il conto. Errore di certi imprenditori magari senza scuola ma con tanta creatività e volontà che hanno cresciuto figli magari laureati ma mosci e incapaci. Manca molta manodopera specializzatae qui l’errore nasce dalla “media unica” che ha cancellato le scuole di avviamento . Poi hanno fatto le scuole professionali che sono dei ghetti che non preparano a nulla. Non so come ne usciremo…ma la vedo nera

Stefano
Stefano
10 Ottobre 2021 19:19

Interessante ragionamento del Cedaro. Comunque la politica, alla fine, è quella che decide tutto. La politica, questa mansione che non è un vero e proprio lavoro, ma che decide le sorti del mondo… Che strano l’essere umano…

Vittorio
Vittorio
10 Ottobre 2021 18:34

Articolo per ribadire che questo paese è uno schifezzaio.