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Il caso del diplomatico tedesco che tifa Hamas

Per gli ebrei tira brutta aria, come dimostra una recente vicenda

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La notizia risale al 19 luglio scorso e, a meno di sviste da parte di chi scrive, è stata riportata solamente dal Giornale in un articolo di Gerry Freda. Considerando però chi sono gli attori principali, alcuni funzionari della diplomazia tedesca agli ordini del Cancelliere federale della Germania Signora Angela Merkel, che hanno pubblicamente manifestato il loro antisemitismo, avrebbe dovuto destare sdegno e scalpore. Invece è passata quasi sotto silenzio.

Qualcuno potrebbe anche pensare che in un periodo storico come quello attuale, dove l’antisionismo va così di moda, sia lecito magari spingersi un po’ oltre, ma quel qualcuno si sbaglia, e di grosso. Perché se si passa dalla critica politica di un certo Governo di un certo Stato ad affermazioni che superano il buon senso, la dignità e il Codice Penale, la denuncia pubblica di chi si macchia di certi commenti scatta in automatico. Il Bild, uno dei più importanti quotidiani tedeschi, ha pubblicato i risultati di un’inchiesta che ha messo in luce ciò che era stato twittato dagli account ufficiali di numerose sedi diplomatiche tedesche sparse per il mondo, account che negli ultimi mesi si sono riempiti sia di post violenti contro le politiche del Governo israeliano sia di commenti intrisi di antisemitismo fino a sostenere la necessità della distruzione dello Stato Ebraico.

Gli autori di questa brillante iniziativa non sono gli ultimi arrivati, ma personaggi che hanno alle spalle brillanti carriere e anni di servizio nella Pubblica Amministrazione. Nel mirino dell’inchiesta è finito in particolare Christian Clages, l’attuale ambasciatore presso l’Autorità nazionale palestinese a Ramallah che, tramite l’account Twitter ufficiale, ha definito il governo di Gerusalemme una “compagine nazista” e in quello Facebook ha messo il “mi piace” (una forma di assenso esplicito) a post che inneggiavano la distruzione di Israele. Clages, sempre secondo l’inchiesta, non si è limitato e ha dato il meglio di sé nel celebrare le operazioni terroristiche condotte da Hamas contro soldati e civili israeliani. Bild, per il momento, ha messo alla berlina solamente il rappresentante tedesco a Ramallah, ma ha fatto ben capire che ci sono diversi altri funzionari del Ministero degli Esteri che trovano ‘divertente’ esternare il loro odio verso gli ebrei e la loro nazione sulle pagine social di Ambasciate e Consolati.

La risposta imbarazzata è toccata al socialdemocratico Heiko Maas che ha dichiarato: “In Germania non c’è posto per nessuna forma di intolleranza. Se un funzionario pubblico si abbassa a lanciare accuse becere e inquietanti contro il popolo ebraico, è giusto che paghi duramente, in quanto è in gioco la credibilità della nostra democrazia, nata dalla lotta al nazismo”.

Le belle parole dichiarate delle autorità avrebbero potuto mettere fine a questo scandalo se poi fossero seguiti i fatti, purtroppo però, a quanto pare, sono in molti quelli che possono mettere mano agli account ufficiali delle sedi diplomatiche, per cui, di fatto, dopo la dichiarazione ufficiale il Governo tedesco più che cercare i colpevoli ha confidato nella debole memoria dell’opinione pubblica e sperato che il Bild non pubblicasse altri articoli con altri nomi.