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Il M5S è contrario alla Tav, ma favorevole alla Pav - Seconda parte

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Come finirà? Lo vedremo presto, ma comunque vada è evidente, come diceva Flaiano, che Luigi Di Maio grazie agli insuccessi si è montato la testa. Il capo politico del M5S è prigioniero della sua stessa politica corrotta: la sua libertà di azione è vincolata alla regola del doppio mandato e non sa cosa fare perché se molla tutto va a casa, se resta al governo fa la fine del topo con il gatto (l’escamotage del cosiddetto “mandato zero” – il famoso “piano rialzato” – vale al momento per i consiglieri comunali). Un leader politico che non è libero di agire secondo i fatti politici ed istituzionali che accadono è un leader dimezzato che si espone al ridicolo e alla disonestà politica.

La situazione in cui versa il M5S è una sorta di contrappasso dantesco: i grillini hanno fatto dell’onestà la loro bandiera ma sono il simbolo della disonestà politica: pur di restare abbarbicati alle poltrone si mostrano sprezzanti nei confronti della logica comune. La loro Terza repubblica altro non è che la Prima repubblica in versione populista.

Giancristiano Desiderio, 8 agosto 2019