Il pressing di Bergoglio su Conte - Seconda parte

In verità, a Conte è già stato chiesto riservatamente di esprimersi su questo punto, nel discorso programmatico che terrà domani alla Camera, e al governo di fare un passo concreto prima dell’udienza dei giudici costituzionali. Tuttavia su questo punto, con un comunista doc come Roberto Speranza al ministero della Salute, voluto in quella posizione dal ministro della giustizia Alfonso Bonafede che di Conte è il talent scout, il premier avrà vita difficilissima e questo potrebbe rappresentare un duro scontro tra lui e una maggioranza formatasi soprattutto sulla spartizione del potere. Ma Papa Francesco sul punto non scherza. E pur nel rispetto della carica e delle relative attribuzioni, la Santa Sede, come fa capire il Presidente della Cei, cardinal Bassetti, pretende una parola netta. Il feeling di Conte con il Vaticano passerà proprio da qui. Ma il premier sa già che con Papa Francesco non potrà fare come con Salvini.

Luigi Bisignani per Il Tempo 8 settembre 2019

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7 Commenti

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  1. Molti anni fa una cugina di mio padre morí di cancro tra dolori atroci nell’ospedale Regina Margherita a Roma quando anche i farmaci contro il dolore erano proibiti perché il soffrire era un dono di Dio. Almeno questa era la linea ufficiale che la vide soffrire fino alla morte assediata da suore che volevano assolutamente convertire la povera valdese. Adesso questa linea dura é stata abbandonata non solo nella retrograda Italia ma in tutto il mondo civile, ma il papa della chiesa cattolica non vuol capire che c’é un abisso tra il potere spirituale ed il potere temporale e che in un paese laico le religoni sono tutte rispettate ugualmente e che se non vogliamo la Sharia in Italia non vogliamo nemmeno sottoporci alle norme( troppo spesso variabili) della religione cristiana o buddusta o induista.In questo mondo ci sono troppe religioni, troppi dei, troppi libri sacri troppi capricci e fandonie . Che il Papa ricordi la grande fandonia con la quale il suo predecessore Stefano attiró in Italia i Franchi di Pipino il breve con una missiva “autografa ddell’apostolo Paolo”, e non parliamo della falsificazione della Donazione di Constantino, e allora come pretendere autoritá morali e da un gesuita al quale tutti i mezzi sono permessi.

  2. Penso che sull’eutanasia, come sugl altri temi etici, Bergoglio farà una difesa di facciata. Sia lui sia Conte sono massoni e sostanzialmente atei. A Bergoglio sta a cuore l’accoglienza agli africani islamici e su questo punto pretende obbedienza, e temo che la otterrà. Su questo punto si dovrà fare resistenza in modo serio, magari con una class action di tutti gli italiani discriminati, taglieggiati e messi in pericolo.

  3. Una riprova della duttilità dell’ “Uomo con la pochette” che ci governerà (?!) è quello che pare sia avvenuto in queste ore in una telefonata col Quirinale: richiesto da Mattarella a che punto fosse il discorso programmatico da pronunciare domani in parlamento e quali fossero i punti salienti, pare che la risposta sia stata che il discorso constava di circa due migliaia di parole da pronunciarsi in una mezz’ora. “Bene” dice Mattarella “una certa sobrietà oratoria è solo una virtù.” Ma l’uomo con la pochette dice che ha un problema. “E quale sarebbe ?” Chiede Mattarella. “Le parole le ho tutte, sono le stesse dell’altra volta, ma non so in che ordine metterle stavolta !”. Pare che Mattarella abbia riattaccato con un sospiro dei suoi, che pure quelli vanno bene per tutte le occasioni.

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