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Ius soli, l’insopportabile razzismo degli anti-razzisti - Seconda parte

Quel che ormai si ha in mente è molto semplice: la riduzione del rapporto sociale a scambio di utilità. Se si assume un prestatore d’opera, lo si mette in regola, si garantisce pensione e assistenza sanitaria a lui e alla famiglia, gli si consente, una volta trovato il lavoro, di procurarsi un tetto, un asilo e una scuola per i suoi figli, e alle stesse condizioni degli altri, palestre, giardini, parchi pubblici, spiagge etc. etc., perché al riconoscimento di questi diritti sociali non dovrebbe seguire la concessione della cittadinanza ovvero i diritti politici?

Un tempo la riposta sarebbe stata semplice: perché oltre al lavoro, alla tutela sindacale, ai contributi previdenziali c’è una realtà, l’identità nazionale, che non può esaurirsi nei rapporti di lavoro e negli obblighi che ne derivano. La ragione per cui se ne fa parte sta nella volontà di custodire, arricchire e preservare un patrimonio ideale, una tradizione spirituale, una lingua, una cultura in cui siamo stati educati e formati.

Certe cose si comprendono a partire dal quotidiano. Uno studioso torinese, autore di tanti articoli e saggi dedicati alla sua amatissima città, Pier Franco Quaglieni – cofondatore e animatore del prestigioso Centro Mario Pannunzio – sul quotidiano il Torinese del 25 luglio scorso, ha tessuto l’elogio di «un oscuro deputato barese del M5S, l’onorevole Michele Nitti», promotore di una iniziativa parlamentare intesa a istituire una giornata dantesca, nel settimo centenario della morte del Poeta (2021). Alla proposta lanciata dal Corriere della Sera hanno aderito il ministro Enzo Moavero Milanesi e il linguista Claudio Marazzini ma, scrive Quaglieni, con comprensibile amarezza; «ha taciuto finora sul “Dantedi” la storica Società Dante Alighieri, attualmente presieduta dall’ex ministro Andrea Riccardi, non certo la persona più qualificata, nel suo incontenibile multiculturalismo, per questa carica, ricoperta per tanto tempo, con esiti brillanti, dall’ambasciatore Bottai. |…| La Società, fondata da Giosuè Carducci nel 1889, entrava naturaliter nella vita di ogni italiano fin da quando era bambino, una scelta molto importante del percorso formativo. La “Dante” per il VI centenario fu protagonista nel 1921 delle celebrazioni dantesche e dell’emissione di una memorabile serie di francobolli».

Poniamo il caso che le celebrazioni di Dante, oltre al Dantedì, comprendano iniziative molto costose per lo Stato e per le regioni più direttamente interessate e che le spese previste vengano coperte dall’introduzione di nuove imposte o dalla decurtazione (relativa) dei fondi destinati a Scuola, a Sanità o ad altri compiti dello Stato: perché i nuovi italiani, ci si chiede, dovrebbero essere interessati a vedersi ridurre (sia pure minimamente) il loro portafogli e, con esso, la loro capacità di spesa? Cosa possono mai interessare Dante, la Divina Commedia, la nascita della lingua italiana a un senegalese, a un indiano, a un cinese divenuti cittadini italiani? E perché dovrebbero essere entusiasti, specie se di religione islamica, della destinazione di cospicui fondi al restauro delle Chiese storiche o dei monumenti che hanno fatto la nostra identità?

È vero che non occorre essere nati all’estero per restare indifferenti alla preservazione del nostro patrimonio storico e artistico – si pensi alla miseria delle ultime celebrazioni del Risorgimento – ma a quanti non si rassegnano alla finis Italiae bisogna riservare la gogna mediatica?

Che cosa fare dell’Italia, dello Stato nazionale, delle nostre tradizioni? Dobbiamo deciderlo soltanto noi, italiani del nostro tempo, o dobbiamo ammettere alla discussione anche quanti accogliamo nel nostro Paese perché (come ci vien detto) abbiamo bisogno di gente disposta a fare i lavori ai quali gli Italiani si sottraggono… compreso l’assolvimento al debito coniugale senza contraccettivi?

Dino Cofrancesco, Il Dubbio 31 luglio 2019

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14 Commenti

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  1. Evito di entrare nella discussione sullo JUS SOLIS perché sono abbastanza consapevole delle reazioni che provocherebbero le mie osservazioni da parte di chi la pensa altrimenti. Chi davvero desiderasse conoscere il mio parere , sul tema. può visitare la mia pagina

    http://www.liberalismowhig.com/2017/10/08/migranti-accoglienza-e-jus-solis/

    Intendo, invece, contestare il riferimento fatto alla solita cantilena sulla distruzione dell’Amazzonia, difesa come al solito, soprattutto dai militanti sinistri mancini dalle ONG che ci mangiano sopra o da chi non conosce i problemi di quella zona

    Bolsonaro, il nuovo presidente brasiliano che sta cercando di rimediare ai disastri prodotti in 30 di socialismo tropicale – uno dei pochi politici brasiliani NON coinvolto in nessuno scandalo di corruzione -, è bene che si sappia, ha tutte le ragioni di difendere il diritto brasiliano e di concedere licenze per lo sfruttamento delle rispettive ricchezze in modo sostenibile su tutto il territorio nazionale, Amazzonia compresa.

    Ciò che si nota sui giornali europei sul nuovo governo brasiliano è puro terrorismo mediatico; conseguenza delle frustrazioni generate dal declino del loro guru – LULA, attualmente in carcere – e di tutta la sinistra brasiliana corrotta fino al midollo.

    Bolsonaro, che sta cercando di introdurre riforme liberalizzanti, non sta distruggendo assolutamente niente! Non ha nemmeno nessuna intenzione di danneggiare le tribù indigene; anzi, vuole dare loro l’opportunità di integrarsi, proprio perché l’aspirazione degli indigeni non è quella di conservarsi come un museo antropologico vivo, ma desiderano poter disporre di scuole, di ospedali, di luce elettrica e di attività per prosperare.

    Le ONG, al contrario, vorrebbero che rimanessero nell’eterno stato primitivo perché è di questo che esse si sostengono, potendo continuare a ricevere finanziamenti da ogni dove…

    Ma, per fortuna, ora c’è Bolsonaro ed il loro mancino indottrinamento degli indigeni ha i giorni contati…
    http://www.liberalismowhig.com/2018/11/30/bolsonaro-2018/

  2. Egregio Dino Cofrancesco, nonostante lo strapotere, nel mondo occidentale, dei mass-media, della stampa autoreferenziale, del pensiero di una sinistra elitaria che ha dimenticato il popolo e vive solo di masturbazioni mentali e il disfacimento inarrestabile della cultura e della religione cristiana, la stragrande maggioranza dei cittadini europei e italiani in particolare, non condivide nè il politically correct, nè tanto meno baggianate come lo ius soli. Tutto ciò viene portato avanti da un Potere Globalista Mondiale che domina il Pianeta e vuole sempre più schiavi in Nazioni ormai divenute “multiculturali”. Il “multiculturalismo” non è un progresso ma un profondo regresso storico, economico, sociale e politico che, parzialmente, è risuscito per motivi molto particolari ed forse unici negli USA, Inoltre, supererei il concetto conservatorismo-progressismo. Ratzinger non era certo un conservatore, ma essere progressisti non significa snaturare la dottrina. La sinistra mondialista fa vedere sempre l’Eldorado, ma è solo un miraggio che ovviamente non si realizzerà mai. Il problema è che oggi in Occidente mancano gli Statisti con la esse maiuscola ed esistono solo dei minuscoli servi. Speriamo che la grande Oriana si sia sbagliata, ma di come vanno le cose tra vent’anni saremo un continente africano e islamizzato.

    • Sono perfettmente d’accordo con Lei. L’immigrazione non ci spaventerebbe se non fosse in larga parte di islamici. Non ci spaventa il colore della loro pelle, ma quello che c’è dentro alle loro teste: espansionismo religioso, assoluta volontà a non integrarsi con conseguente creazione di disagio sociale nostro e loro. Come si potrebbe dare lo Ius soli ad un bambino che poi a casa ha due genitori radicalizzati che lo mettono contro il paese che li sta ospitando? E qui servirebbe anche uno Stato coraggioso che imponga con tolleranza zero l’integrazione a chiunque venga qui.

  3. La foto che fa sa sfondo al titolo dell’articolo è una fake,per iniziare.
    Vedere Renzi “infilato” nello ius soli è totalmente falsare la sua battaglia che è incentrata sullo ius culturae che è riconducibile al percorso scolastico di almeno 5 anni.
    Se durante quei 5 anni nn si implementano le competenze che il Cofrancesco richiede ad un richiedente cittadinanza italiana,nn rende nemmeno ad un nato in Italia da italiani la comprensione di una “identità nazionale”.
    Credo che si dovrebbero interpellare Bussetti e il suo governo,dal momento che mi pare gli accreditiate capacità taumaturgiche in “identità nazionale”,per cercare di porre argini alla analfabetizzazione funzionale nascente già tra i banchi delle scuole primarie.
    Lo so che nn porta voti,come il Renzi sa bene,ma purtroppo le problematiche esulano da hostess obese che nn appagano l-occhio maschile a prescindere dalla prestazione professionale offerta,ma tali forvianti articoli(ben costruiti e infarciti di rimandi eruditi che cozzano con le birrette bevute al mare,sudati e orgogliosamente lodati dai propi eletti nella propia indifferenza sociale,dell’ideale elettore italiano sognato da Capezzone)restano una culla del chiagnifottismo e null’altro.

  4. In lingua inglese si direbbe che quanto scritto è “VERBOSE”. Mi ricorda quello detto da un docente Inglese, che gli Italiani scrivono un libro per spiegare una parola, mentre l’americano usa una parola per descrivere un libro!
    Dico solo, nonostante che sono apartitico, che trovo i ragionamenti fatti “non condivisibli con le mie esperienze”.

  5. Parole che condivido in toto
    Siamo colonia americana dal 1944/45 senza un disegno o progetto
    Ci siamo basati sulla voglia di fare e ingegno di una generazione nata tra le 2 guerre e oggi dopo la devoluzione o spoliazione ex Iri e manita lindas siamo stati messi in un carro bestiame diretto a Berlino…..se va bene.
    I tempi per una nuova resistenza sono maturi ma ottenebrati e senza capacità di discernere stiamo diventando preda del politicamente corretto e di una masnada di venduti a poteri più o meno forti
    Non vedo un futuro positivo x questa Italia e se penso che mio nonno optò x diventare italiano piuttosto che jugoslavo con tutto quello che seguì (in casa si parlava slavo) convinto che il Papa a Roma ci avrebbe salvaguardato, mi viene da pensare che sbagliò tutto
    Ma fino alla fine Viva l’Italia

  6. Ius soli, ovvero la gretta e disperata ricerca di ritrovare o rinnovare un bacino elettorale perduto, che è tutto il contrario di quel che dovrebbe essere una battaglia di civiltà.

  7. Forse c’è un problema che non viene approfondito abbastanza : Dobbiamo dare la cittadinanza anche ai genitori di bimbi nati in Italia ? Si fa una legge per ” legalizzare ” fatti come a Bibbiano e quindi poterli togliere ai genitori nel caso questi si venissero a trovare nelle condizioni di essere espulsi? Se i genitori tornano al Paese di origine il bambino avrà doppia nazionalità e sceglierà quando avrà 18anni quale nazionalità scegliere ? Quindi perchè dargliela adesso se in pratica ha gli stessi diritti dei bambini italiani ? E’ un argomento troppo serio e complicato per essere discusso e portato avanti da persone come quelle che fanno da cornice a questo bell’articolo . PS : condivido il pensiero della sig.ra Elvira sull’IRI , chiedere a Prodi perchè l’ha affondata.

    • Buongiorno Dr. Terramoccia.

      Il discorso e diatriba sul dare la cittadinanza come scrive Lei è complesso.
      La doppia cittadinanza sarebbe una grande opportunità economico finanziaria per i stranieri, quindi sono obbligati a sceglierne una sola. Mentre in altri paesi si ha diritto a più di una cittadinanza.
      Ad esempio in USA se un bimbo nasce da padre canadese e da madre italiana, avrà la tripla cittadinanza, canadese, italiana e USA. Vantaggio mica da poco!
      Rispondoo io per la questione IRI. Romano Prodi ha fatto quello che doveva fare, smembrare le ricchezze degli italiani ( respubblica) e ripportarle in mano ai nobili ( vedasi Agnelli con l’Alfa Romeo, pagata mille lire). Un servo di servi, come quelli a seguire compreso l’eloggiato Berlusconi, altro uomo preso nei testicoli dalla Finanza americannna (alias rotschild )

      Buona giornata
      P.S. ( mi scusi se non le riesco a rispondere a tutti i post anche su altri argomenti ma qui mi resta difficile seguire le risposte non essendoci come su FB la possibilità di notifiche.

      • Solo una rettifica , non sono Dr. anche se nel mio campo ero uno dei meglio ( me lo sono sempre dovuto dire da solo ). Buona giornata .

        • Daccordo Le darò del PAZIENTE ( grazie per la pazienza) mai più, dottore.
          Per quanto mi riguarda e non imparzialmente, valgono più i fatti che i titoli. considerando che il sistema politico economico finanziario mondiale è frutto e dominio di plurititolati ed il risultato mi pare evidente.

          Buonacenza

          • Cara Signora , un mio collega aveva come sopranome ” Il PRINCIPE di PALMANOVA ” . Solo pochi intimi ( io tra quelli ) sapevano il perchè. Glielo racconto in breve e spero non sia tra i lettori. Essendo un Marittimo ( come il sottoscritto ) era più il tempo che passava ” girovagando per il mondo ” che non quello che passava nella sua città natale ( Palmanova – UD ) . Quando dopo un imbarco di oltre un anno è tornato a casa , si è recato da un barbiere per eliminare quella peluria ( capelli ed altro ) accumulata nel tempo. Il Barbiere non lo conosceva , per cui : ” si accomodi , dottore ” e Lui : ” non sono dottore ” .” Va bene Ingengnere , come vuole il taglio ? ” e Lui : ” Non sono Ingegnere ” . ” Mi scusi , come la posso chiamare ? ” e Lui : ” Mi chiami pure Principe “. Da quel giorno è diventato per tutti il PRINCIPE DI PALMANOVA . Aveva e probabilmente ha ancora una Classe unica , una dialettica alla Walter Chiari , una cultura alla Piero Angela ed un fisico invidiabile. Aveva tutto per sembrare un Principe , ma era solo un ‘eccellenza nel suo mestiere. Un lungo discorso per dirle : io sono Com.te CSLC ( pensionato ) un po’ meglio di Schettino ( mai preso uno scoglio ) , ma qualora capitasse mi chiami pure Armando . PS: Condivido la sua opinione sui plurititolati. Un cordiale e sincero saluto.

  8. Buongiorno Dr. Cofrancesco.

    Sistema economico di matrice anglosassone e diritoo di matrice francese e lei lo chiama preservare il nazionalismo?
    Quando avremmo un diritto ed un economia ma aggiungerei sistema finanziario a matrice italiana potremmo riconoscerci in una Nazione.
    Per ora e da decenni siamo solo una colonia francese del diritto ed una anglo americana per il sistema economico finanziario.
    Chi dovrebbe preservare il senso della patria e della nazione? Quelli che tifano per i francesi ( radical chick di sinistra) o quelli che tifano per l’america ( radical chick di destra)?
    Poi ci sono i confusi e felici quelli di Milano e dintorni che vivono con lo stile radical francese e fano bussines all’americana con gli americani, posizione al quanto ambigua e di comodo.
    Buonismo o non buonismo?
    Sarebbe meglio parlare di incapaci visionari che hanno governato dalla fine della seconda guerra mondiale. Avevamo L’IRI, eravamo una potenza che faceva tremare il mondo. Quella era patria quella era nazionalismo, quella era sovranità, quella era democrazia repubblicana.
    Rivoglio Beneduce, nemmeno Enauidi ma Beneduce.

    Buona giornata
    Elisabetta Perin

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