La prima violenza sulle donne è quella islamica

boldrini velo(1)

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Chi non tiene alla emancipazione e alla liberazione della donna, un processo storico fra l’altro già in buona parte avvenuto dalle nostre parti? Chi può mai credere oggi giusto considerare la violenza nei loro confronti, fisica o anche solo psicologica, come qualcosa da rubricare a reato di serie b, quasi una giusta reazione a torti di lesa maestà maschile? Eppure si ha come l’impressione che il movimento femminile, giunto a questo momento storico, dalle nostre parti, ma non solo, prenda spesso, o quasi sempre, a pretesto il nobile obiettivo per altri e molto politici fini.

Il femminismo come una sottospecie del sinistrismo, per dirla in modo esplicito. Tanto per cominciare oggi se una battaglia dovrebbe stare a cuore alle femministe, se fossero veramente tali, è quella per la liberazione delle donne islamiche, soggiogate e ridotte in condizioni di vassallaggio, sia in famiglia sia in società, da una religione che si fa politica e commina pene e manda a morte chi osa opporsi ai suoi dettami. Eppure, oggi, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nelle piazze italiane non si è sentito alzare nemmeno un flebile grido di protesta su questa vera e propria piaga che, con l’immigrazione non controllata, rischia di diffondersi sempre più anche nelle nostre “emancipate” contrade. Lo stesso è avvenuto sui giornali, ormai quasi tutti egemonizzati dal mainstream di sinistra, e nei commenti.

Il femminismo sinistro, in tutti i sensi, non ammette il cortocircuito che si crea fra le sue richieste e quelle che, provenienti dalla “casa madre”, impongono di rispettare le altre culture in tutte le loro manifestazioni, anche le più sessiste, a prescindere. L’importante, oggi come sempre, è dar sotto all’Occidente. Con l’assurdo di arrivare a dire che il “corpo delle donne” sarebbe violato più qui da noi da presunti persuasori occulti delle nostre menti, che ci impongono un immaginario erotizzato, che non nel vicino Oriente dall’imposizione coatta del velo.

Una coltre di bigottismo pervade questo nuovo femminismo politicamente corretto, dimentico delle battaglie fatte dalle femministe storiche per liberare veramente il loro corpo e non essere automaticamente bollate come donne di malaffare se osavano scoprire qualche centimetro in più della loro pelle. Quasi a preparare il terreno all’avvento dei nuovi padroni islamici, la stessa capacità di seduzione femminile viene vista non come un gioco sottile di intelligenza, e quindi di libertà,  ma come un sottostare a un potere maschile che imporrebbe ancora oggi le proprie regole.

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18 Commenti

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  1. Un articolo stupido, scritto da chi non sa nulla sull’Islam. Un articolo fazioso, pieno di inesattezze e offensivo verso un’altra religione. Per di più scritto da un italiano, nel cui religiosissimo paese c’è un femminicidio ogni 4 giorni ed una violenza sulle donne ogni poche ore tutti i giorni dell’anno. Pensare prima di scrivere, no?

    • Chiaro, il terrorismo islamico non esiste, non è esistito lo sterminio di donne cristiane e grazie da parte DELL’ISOLA e non esiste nemmeno la e la persecuzione delle donne nel mondo islamico che possono essere condannate a morte per lapidazione in Iran ed Arabia Saudita (senza contare Asia Bibi condannata a morte per blasfemia in Pakistan) con la scusa dell’infedeltà

      • Chiaro, il terrorismo islamico non esiste, non è esistito lo sterminio di donne cristiane e yazide da parte dell’ISIS e non esiste nemmeno la persecuzione delle donne nel mondo islamico che possono essere condannate a morte per lapidazione in Iran ed Arabia Saudita (senza contare Asia Bibi condannata a morte per blasfemia nell’islamico Pakistan) con la scusa dell’infedeltà e quando va bene nella teocrazie islamiche, invece di essere condannate a morte, non hanno gli stessi diritti degli uomini

        Versione corretta 🙂

        • Il terrorismo islamico con l’ ISLAM c’entra come le crociate con il Cristianesimo.
          Se un miliardo di islamici fossero terroristi ci sarebbe la quarta guerra mondiale.
          Non diciamo scemenze.

  2. In occasione del 25 novembre, ritornano i risultati statistici sull’argomento del “femminicidio”. Nonostante ciò, vengono omessi alcuni dettagli importanti:

    1. In ltalia il vero numero annuale di vittime di omicidi passionali (i cosiddetti femminicidi) é attorno a 30-40 all’anno. Le altre vittime di genere femminile sono causate da altri movimenti, ad esempio: omicidio-suicidio, moventi economici, litigi, tossicodipendenza e altro ancora.

    2. Ogni anno i centri antiviolenza raccolgono 55 mila denunce di violenza. Oltre l’85-90% di queste denunce finisce con l’archiviazione o l’assoluzione perché si rivelano false.

    Ecco alcuni link:
    https://stalkersaraitu.com/no-alice-morotti-imbarbarita-e-folle-e-lei/
    https://stalkersaraitu.com/questa-non-e-la-polizia-di-stato/
    https://www.reportdifesa.it/violenza-sulle-donne-i-carabinieri-nei-primi-10-mesi-del-2019-hanno-proceduto-per-25-casi-di-femminicidio/
    http://www.carabinieri.it/cittadino/informazioni/comunicati-stampa/l-impegno-quotidiano-dell-arma-nel-contrasto-ai-reati-contro-le-donne

  3. Questa foto é un fotomontaggio.
    Giornalisti che diffondono fotomontaggi presi dalle fake news di facebook… Serve altro?

    • Ma dai davvero :-)? Sei un genio!
      Non si era capito che il prostrarsi supino della Boldrini alle teocrazie islamiche, coprendosi il capo, ha come conseguenza l’accettazione da parte dell’Occidente di ridurre le donne a dei sacchi di tela come le donne sullo sfondo e che quindi la foto costruita è un monito al nostro silenzio sulla repressione delle donne nelle teocrazie islamiche?

  4. Quando un ebete fa battute sulla morte dei bambini (vedi post sui seggiolini) e ha da ridire anche sulla violenza contro le donne, dovrebbe essere internato in una clinica di recupero per malati mentali.

  5. “O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere aggredite. Allah è perdonatore, misericordioso.” (Corano 33:59)

    Ecco la verità, il velo si deve indossare solo per non essere riconosciute e non essere aggredite, altro che per rispetto di un dio che si deve temere, un dio che dice che bisogna andare in tutto il mondo per islamizzare e se c’è chi non si vuole entrare nell’Islam basta fargli saltare la testa colpendolo con un coltello tra capo e collo e poi appropriarsi delle loro case e dei loro averi, in ogni caso (per cominciare a far capire che loro non scherzano) il corano dice di uccidere gli infedeli (cioè gli ebrei ed i cristiani) a prescindere, chi lo fa andrà in paradiso e troverà 72 vergini, incredibile e inverosimile.

    Ho conosciuto una marocchina che non porta il velo, le ho chiesto come mai non lo indossasse, mi ha detto che non lo indossava in Marocco e non lo indossa in Italia, mentre altre marocchine, che conosce, non lo indossavano in Marocco, ma lo indossano in Italia. Non a caso un imam di Torino ha consigliato alle donne italiane di indossare il velo per non essere violentate, ma le femministe mute, femministe che sono diverse da quelle degli anni ’60, diverse dalle loro nonne e dalle loro madri che invece lottarono per poter portare la minigonna, i pantaloncini, ma anche i bikini, così dicasi delle donne islamiche, che cinquant’anni fa andavano al mare in bikini e adesso vanno in spiaggia e in piscina con il burkini, persino per lo sport usavano le magliette e i pantaloncini, ma ora si presentano alle gare vestite da Teletubbies e male fanno gli organizzatori a non vietare la loro partecipazione, se non con un adeguato abbigliamento sportivo.

    Ma cosa sta succedendo? C’è una involuzione sociale e di conseguenza culturale per favorire la presenza sempre più numerosa degli islamici, poiché non accettare il loro modo di fare può far pensare che gli occidentali siano xenofobi, razzisti, islamofobi, allora tutti zitti, se si infibulano le bambine, tutti zitti, se si sposano le bambine, tutti zitti, se dei padri uccidono le figlie perché non indossano il velo, tutte zitte…

    Una ragazza islamica che conosco il secondo anno di liceo si presentò in classe con il velo, aveva chiesto aiuto perché non voleva indossarlo, i suoi professori non vollero intervenire per paura di essere additati come razzisti, la ragazza a fine anno aveva paura di non essere promossa anche se solo per due materie che avrebbe comunque potuto recuperare a settembre, il padre le aveva detto che se se non fosse stata promossa l’avrebbe portata nel paese d’origine per farla sposare, ma i docenti, sempre per lo stesso motivo, sprofondarono nell’indifferenza. La storia si concluse male, la ragazzina di quindici anni dovette sposare un uomo di trentacinque anni.

    • @Artemide, ringrazio per il suo commento che rispecchia una grande frangia di Mussulmani.

      Ho vissuto 10 anni (1980 – 1990) fra Kuwait e Arabia Saudita, e lì ho conosciuto anche la fascia moderata. Persone stupende. Quasi tutte con studi in Università occidentali.

      Il problema, sia con le religioni e anche con le ideologie estreme, deriva da gruppi intolleranti che vogliono domare le idee di tutto il popolo, nella loro immagine.

      Potrei raccontare tante altre verità, ma abbiamo troppi che “Non vedono, non sentono, ecc.” E i loro commenti, di vitriolo, preferisco farli evitare a persone intelligenti, come LEI!

      • Caro Gianfranco, sono anni che assistiamo nelle scuole, attraverso progetti, a testimonianze di persone musulmane che portano il loro contributo personale agli studenti per superare stereotipi e pregiudizi.
        Questa è l’unica via per far capire ad intere generazioni cos’è un’altra religione, che l’integralismo intollerante rappresenta solo una minoranza e che il dialogo e la conoscenza rappresentano l’unica via per una convivenza civile: sono ragazzi e ragazze che parlano dei loro valori perfettamente compatibili con i nostri. Ma purtroppo la precisa volontà di criminalizzare tutto ciò che è diverso da noi è dura a morire.

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