in

La profezia di Vico si è avverata

giambattista vico
giambattista vico

Dimensioni testo

Costanzo Preve, un eccentrico e isolato pensatore marxista torinese, morto da qualche anno, diceva che questa è la prima epoca della storia in cui gli uomini che passano per colti sono più ignoranti degli uomini qualunque, cioè delle persone semplici. Non so sinceramente se avesse ragione, ma leggendo di notizie che quotidianamente arrivano dal mondo intellettuale, editoriale, universitario, l’impressione è che tutti i torti in fondo Preve non avesse. Per non parlare dell’uso che persone da cui non te lo aspetteresti fanno di quelle parole-civetta, da “resilienza” a “sostenibilità”, che servono a coprire, con un’aria modaiola, il vuoto di pensiero che spesso c’è dietro.

Pure il recente dibattito sui meccanismi di valutazione in ambito universitario sembra girare a vuoto, con la pretesa di aggiungere criteri qualitativi ad altri solo quantitativi senza che nessuno si accorga del fatto che, con questo conato misuratorio e iper-razionalistico, anche la qualità viene quantizzata e quindi diventa altro da sé. Ma non è poi una forma estrema di razionalismo, che proprio per questo perde la sua base reale e si converte nel suo contrario, tutto l’universo che definiamo del “politicamente corretto”, di cui tanti intellettuali si fanno corifei? Con i suoi assurdi e spesso illiberali divieti, esso vorrebbe mettere le “brache al mondo” per renderlo, vasto programma, migliore e appunto più “sostenibile”!

Proprio in questi giorni è arrivata la notizia dall’Olanda che una rinomata scrittrice a cui era stata affidata la traduzione delle poesie di Amanda Gorma, la poetessa star della cerimonia di insediamento di Biden, ha dovuto rinunciare perché la casa editrice ha ceduto alle pressioni degli intellettuali che la considerano “troppo bianca” per tradurre un’autrice “nera”!

In ogni caso, è un po’ strano che quasi nessuno si sia accorto che la vicenda della correctness, legandosi in modo indissolubile al declino della civiltà occidentale, sia stata prevista con precisione anamnestica ben tre secoli fa da Giambattista Vico. Già nella seconda edizione del 1730 del suo capolavoro, la Scienza Nuova, il grande filosofo napoletano, critico del razionalismo cartesiano in nome di una ragione più concreta e impregnata, potremmo dire, di buon senso, parlava della “barbarie ritornata” che si ripresenta al culmine del processo di civilizzazione facendo decadere e morire una civiltà fino a quel momento fiorente. La nuova barbarie, l’”ultimo malore”, consiste, per Vico, nella perdita della misura, da una parte; e nel fatto che le questioni etiche e giuridiche prendono il sopravvento fra gli intellettuali su tutte le altre. Gli uomini, scrive Vico, “quando son guasti e corrotti, non parlano d’altro che d’onestà e giustizia”; e come non pensare all’attuale proliferare di commissioni e statuti etici, di etiche applicate, di corti internazionali di giustizia e “diritti umani” tanto predicati quanto poco praticati. Ma la cosa impressionante è che per Vico questa “barbarie” non era un semplice riproporsi della prima, quella delle epoche primitive: era diversa, e in un certo senso persino peggiore.

Il fatto era che si trattava, è questo il termine vichiano, della “barbarie della riflessione”; e a farsene promotrice era, in prima istanza, la “boria dei dotti”, cioè l’arroganza saccente degli intellò potremmo dire noi. In quest’ultima fase, gli uomini prendono congedo non solo dalla dimensione morale, ma anche da quella sensibile legata alla fantasia (che in Vico ha una importante funzione conoscitiva) e alla corporeità. E a questo punto viene quasi naturale pensare alla troppo osannata “transizione digitale” dei nostri giorni?

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Avatar
guest
43 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
A.L.
A.L.
15 Marzo 2021 20:15

Articolo estremamente interessante.

Candido
Candido
12 Marzo 2021 9:45

Rimango perplesso che una persona critichi l’uso di parole comunque sensate quali resilienza e sostenibilità, di cui si può criticare l’uso inappropriato o eccessivo ma non l’attualità del loro valore semantico, in un articolo che sa molto di “radical chic”.
Mi fa strano, in un articolo simile, il citare improbabili “eccentrici e isolati” autori torinesi che certamente nessuno conosce, affiancandoli a termini come coriféo laddove il termine “portavoce” sarebbe probabilmente bastato, o usare frasi sinceramente ridondanti come “con questo conato misuratorio e iper-razionalistico, anche la qualità viene quantizzata e quindi diventa altro da sé” , per finire con un sincero dubbio semantico : ma cosa significa che questa supposta profezia di un nuovo Vico-Nostradamus finora mai colto, sia stata prevista con precisione anamnestica?

Valerio Bloch
Valerio Bloch
11 Marzo 2021 17:49

Non è possibile mortificare l’intelligenza con l’estremismo del “presunto” politicamente corretto : dico presunto perché ciò che sembra avvenire soprattutto oltreoceano ( la proibizione di alcuni classici di animazione Disney , perché sembrano offensivi di alcune realtà , o la necessità di doppiatori della stessa etnia ( si può dire ?) per i personaggi cui prestano la voce ) non aiuta una sacrosanta riflessione sul rispetto delle sensibilità , ma crea una cappa soffocante sul piano artistico . Al tempo stesso sbagliano , o forse sono complici in incognito , chissà , coloro che realizzano encomi di opere o sketches di pessimo gusto , per quanto a mio parere la censura non sia la soluzione ; l’unico atteggiamento sarebbe quello di stigmatizzare non le opere in sé , quanto coloro che pretendono di dare a queste stesse opere un valore propagandistico , spesso di segno opposto rispetto alle intenzioni degli autori

Clara Pedrelli
Clara Pedrelli
11 Marzo 2021 16:20

È talmente alto questo pensiero che mi inchino e ringrazio perché la penso esattamente uguale!

Marco
Marco
11 Marzo 2021 14:36

Buongiorno @ Corrado Ocone Mi scuserà per la mia ignoranza, ma purtroppo non conosco Costanzo Preve. Mi limiterò a commentare sulla frase detta da questo eccentrico e isolato pensatore. “Gli uomini che passano per colti sono i più ignoranti” Parlo per esperienza personale e non per partito preso. E’ una frase che sintetizza in maniera perfetta, i tempi che viviamo. E’ sempre più raro, trovare una persona colta e per colta, intendo una persona che sappia dialogare su ogni argomento trattato. Esistono personaggi che si credono tali, ma alla fine dimostrano realmente quello che valgono. Totali ignoranti. Con questo non voglio affermare che l’ignoranza sia il male peggiore. Dall’ignoranza si può tranquillamente guarire. Purtroppo oggi, viviamo in un mondo di cartone, privo di fondamenta, dove tutto può essere distrutto con una solo pensiero. Ma oggi più che mai, l’ignoranza regna sovrana. Tutti sanno tutto, ma i problemi rimangono e in certi casi, aumentano a dismisura. I colti dell’ultima ora, quelli che amano mostrarsi sui giornali, in tv, etc, etc, finiscono inevitabilmente per essere presi in giro da tutti. I veri personaggi intelligenti, lavorano nel più riservato anonimato e sono quelli che non si riempono la bocca con parole inutili, ma con fatti concreti. Gli stessi personaggi, che non vedremo mai sui giornali o in tv. La citazione di Preve è… Leggi il resto »

labustocca
labustocca
11 Marzo 2021 14:15

Ho letto, poco fa, che si vuol togliere la dicitura “normale” dai flaconi di shampoo, come non si possono più usare termini che riportino alla differenza bianco e nero. Proseguendo su questa strada, ci faranno cancellare i cognomi che hanno come base il colore bianco: Bianchi, bianchetti, Bianchini, Bianconi ecc. ecc.Sì vuol persino eliminare la dicitura “sbiancante” da tutto ciò che la riporta. Andando avanti di questo passo, seguendo il sinistro pensiero, ” l’uomo bianco” dovrà nipingersi di nero o auto-eliminarsi! Siamo OLTRE la follia…!

framagus
framagus
11 Marzo 2021 13:52

Grande e attuale Vico! Civiltà occidentale col virus ideologico di stampo comunista che trasforma in pensiero dominante un nuovismo sterile trasposto, dalla sinistra politically correct, in progressismo e modernismo altrettanto vuoti e sterili di visione umanistica.

Paolo
Paolo
11 Marzo 2021 13:48

Alcune parole si propagano come un vero e proprio virus linguistico e sono insopportabili, qualche genio le inventa e tutti, giornalisti in primis, le ripetono a pappagallo! Andrebbero fatte delle petizioni per abolirle! Esempi eccelsi in proposito sono le citate “resilienza” e “sostenibilità”, usate ormai davvero come un intercalare, tanto stanno bene con tutto! La resilienza è una proprietà meccanica e ci sono delle norme per eseguire le prove sperimentali, come per la resistenza meccanica e per tanto tempo ho sentito queste parole solo in ambito tecnico, fino a quando qualche genio non ha pensato bene di farle diventare parole simbolo dell’essere moderno! Altre parole insopportabili sono “cane molecolare”, davvero l’invenzione linguistica più stupida che sia mai stata ideata e “esponenziale” che ormai non significa più che l’andamento è quello di una ben determinata funzione matematica, ma ormai è sinonimo di una cosa che cresce tanto! Mi chiedo se tutti i giornalisti e i medici che in TV la dicono di continuo, sappiano che è una specifica funzione matematica e che non è l’unica che aumenta molto! Quando sento che la dicono mi verrebbe da chiedere, ma la crescita la vedete più vicina a e^x, l’esponenziale appunto, o è più x^n? Perché sembra di no, ma c’è differenza fra l’andamento delle due funzioni. Se l’andamento fosse davvero esponenziale, visto che… Leggi il resto »