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La rottura coi grillini? Era inevitabile

È possibile – facile dirlo ex post – che la Lega abbia sbagliato la tattica e la tempistica della crisi, facendola deflagrare l’8 agosto. Forse (ma chi può esserne certo?), se l’avesse decisa il 27 maggio, un minuto dopo le elezioni europee, dall’altro di un trionfo indiscutibile, avrebbe potuto ottenere di più: imporre elezioni politiche, o almeno pretendere un nuovo cronoprogramma dettagliato e tempificato. Ha rinunciato a farlo, confidando nella ragionevolezza dei suoi interlocutori. Che invece – passo dopo passo – si sono messi di traverso su tutto.

Ecco perché – a ben vedere – la rottura con i grillini era comunque inevitabile. Sulle tasse, sull’immigrazione, sulla giustizia, sulle grandi opere, perfino sulla collocazione internazionale dell’Italia, per non dire della subalternità all’Ue.

Si dirà che la scelta tattica leghista ha resuscitato i morti: Renzi di nuovo protagonista, Pd al centro dei giochi, grillini rivitalizzati, mainstream media eccitati. Tutto purtroppo vero. Ma resta il punto di fondo: in tutto il mondo (l’Italia non fa eccezione) gli elettori si sono svegliati, non accettano più i vecchi merletti, e sapranno giudicare con severità ogni tentativo dilatorio, ogni ritorno dei morti viventi, ogni governo similtecnico, ogni feticismo della patrimoniale, e così via.

Tra tante distrazioni, la bussola è una: capire gli elettori, interpretarli. È fatale che qualcuno – tra Trump, Johnson, Bolsonaro, più la galassia sovranista in Europa – riuscirà e qualcun altro fallirà. Le istituzioni anglosassoni, per evidenti ragioni, facilitano il compito: bipolarizzano, rendono chiaro e non frastagliato il confine tra maggioranza e opposizione, diversamente dal caos bizantino europeo. Ma gli elettori restano: e si tratta, in tutto l’Occidente, di una maggioranza di votanti che – pur tra mille diversità – chiedono meno tasse, più controllo dell’immigrazione illegale, meno parrucconi del vecchio establishment (politico e mediatico) a fare da arbitri della moralità pubblica.

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