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La rottura coi grillini? Era inevitabile - Seconda parte

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Ecco perché il centrodestra (vecchio e nuovo), i non comunisti, gli outsider rispetto ai mandarini delle istituzioni e dei mainstream media (tutti anti-Trump, anti-Brexit, pro-Ue, pro-zero virgola, ecc), devono essere consapevoli del compito a cui sono chiamati: è assai difficile che ci siano spazi di compromesso. Occorre invece prepararsi a una battaglia non breve, sia alle elezioni (quando ci saranno), sia tra un’elezione e l’altra, sia, come nel caso italiano, nei periodi di attesa che i soliti noti cercheranno di frapporre prima della riapertura delle urne. Va mantenuto il rapporto con il Paese, e soprattutto occorrono idee (possibilmente liberali). Non superflue, queste ultime.

Daniele Capezzone, 19 agosto 2019