La scuola pubblica? È occupata da insegnanti di sinistra

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La nostra rubrichetta sull’egemonia culturale della sinistra continua. Dopo la lettera sull’indottrinamento della sinistra nella scuola pubblica ecco che ricevo e pubblico volentieri questa nuova lettera sempre legata al mondo dell’istruzione. Si tratta di un vero e proprio sfogo di una docente che racconta quanto sia alto il livello di politicizzazione dei suoi colleghi seduti in cattedra, ovviamente di sinistra…

Qui di seguito trovate tutte le altre lettere su questa egemonia culturale, immeritata, della sinistra nel nostro Paese:

  1. Cosa vuol dire essere di destra oggi
  2. Ogni giorno noi italiani subiamo la dittatura culturale della sinistra
  3. Giornalista di sinistra? Allora sei bravo a prescindere
  4. Quando l’indottrinamento della sinistra passa dalla scuola

 

Salve Nicola,

sono una docente di Lettere di scuola secondaria superiore. Anch’io desidero intervenire in relazione all’egemonia culturale della sinistra all’interno delle aule scolastiche. Ricordo ancora con rammarico e raccapriccio quella Commissione di colleghi che durante l’Esame di Stato 2018 ha indossato le “magliette rosse”: cosa avranno provato gli studenti al momento dell’orale? Si saranno potuti esprimere liberamente? (La domanda è ovviamente retorica). Personalmente non faccio politica a scuola: reputo che il mio ruolo consista nell’aiutare i ragazzi a sviluppare un pensiero critico personale, pertanto mi limito a coordinare il dibattito e ovviamente rispetto i punti di vista di tutti, anche le prese di posizione assai distanti o opposte al mio sentire (purché ovviamente si rimanga all’interno dei limiti stabiliti dalla legge). Mi sembra che quando si parla di scuola come “palestra democratica” si debba intendere proprio questo.

Purtroppo negli ultimi anni alcuni argomenti sono diventati dei tabù; o meglio, sono diventati dei tabù per me, ma non per molti miei colleghi. Mi spiego meglio. Quando si affrontano temi relativi ad immigrazione, accoglienza, pubblica sicurezza, diritti umani, Islam, ambiente, i colleghi di sinistra possono permettersi di pontificare in classe sui porti aperti, sul “restiamo umani”, possono santificare la “capitana Carola” o Greta Thunberg e proporre tali nuove eroine come modello a cui ispirarsi, possono permettersi anche pesanti critiche di “razzismo, fascismo e omofobia” rivolte all’indirizzo dell’attuale esecutivo. Ma se, come nel mio caso, il docente ritiene corretta una gestione dei flussi migratori che passi attraverso la legalità, apprezza i provvedimenti adottati dall’attuale Governo, trova quantomeno sospetto che lo “sciopero per il clima” di maggio si sia tenuto due giorni prima delle elezioni europee (chi è molto giovane è facilmente condizionabile), reputa che le forze dell’ordine dovrebbero godere di maggior supporto per garantire la sicurezza di tutti… Beh, in tal caso la mia bocca deve restare cucita e non posso permettermi di far trapelare nulla.

I miei colleghi possono parlare, pontificare, orientare la mente dei più giovani… Io no.
E questo avviene perché i colleghi si trovano “dal lato giusto della storia”, sono superiori culturalmente, sono gli unici depositari dei “valori umani”, mentre se dovessi esprimere io le mie convinzioni personali, probabilmente verrei criticata, arriverebbero le proteste di alcuni studenti e genitori, ne nascerebbe un caso, probabilmente verrei convocata dal Dirigente e rischierei anche il posto di lavoro.

Pensi che quando in classe affronto l’argomento “La nascita dell’Islam, Maometto”, ho grosse difficoltà a parlare del profeta come personaggio storico, poiché quanto io affermerei in semplice prospettiva storica potrebbe essere letto come “blasfemia” da parte di un appartenente a tale cultura. E non voglio nemmeno immaginare cosa ne potrebbe seguire. E quindi tutto deve essere edulcorato e riportato a semplici favolette per bambini, in modo da non scontentare nessuno. Ma così facendo si perde anche la capacità di analizzare in profondità il divenire storico e viene a mancare la possibilità di comprendere a pieno ed interpretate il presente nelle sue molteplici sfaccettature.

La differenza fra docenti “culturalmente superiori” e docenti “ridotti al silenzio” si vede anche sui social, dove noi professori veniamo letti, oltre che da utenti comuni, anche da alunni e colleghi.
I docenti di sinistra possono condividere di tutto, anche insulti rivolti al Governo, e va tutto bene, nulla da eccepire; gli appartenenti allo schieramento opposto invece hanno le mani legate e la bocca cucita, in pratica hanno perso la libertà di parola e di espressione. Quello che pensiamo non possiamo esprimerlo; in pratica dobbiamo tenercelo per noi. I miei post sui social sono in maniera molto attenta “neutri”. Certo, in tal modo mi contraddistinguo per il bon ton… Ma mi sento in gabbia.

Non capisco perché l’ideologia di sinistra debba essere accolta con tanto compiacimento all’interno del mondo della scuola, mentre chi ha un orientamento diverso debba stare attento alle singole parole che pronuncia. Ad esempio sappiamo tutti come sia “vietato” da parte di un pubblico ufficiale quale è il docente in servizio utilizzare la parola “clandestini”, e come invece in classe sia in pratica obbligatorio ricorrere al termine molto più neutro di “migrante”. Nomen omen, dicevano i latini… Sembra proprio che il “politicamente corretto” non permetta più di citare un fenomeno con i termini che gli sono propri e che lo descrivono in maniera appropriata, anche a norma di legge.


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12 Commenti

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  1. Egregio Dr. PORRO,
    per brevità tralascio di farLe i complimenti per come tratta i vari argomenti . Se permette vengo subito al “dunque”.Sono un ex dipendente di una ULSS del Veneto .In qualità di responsabile dell’Ufficio Tecnico del citato Ente ,ho inoltrato alla Procura di Verona , ben tredici denunce per fatti avvenuti nell’ambito delle competenze del mio Ufficio. Un esempio per tutti:lavori edili che da 970 milioni di Lire lievitavano del 300 % (fine lavori da 2,5 miliardi) ,fatture milionarie pagate DUE VOLTE,ecc.ecc. -Sono stato fatto oggetto ,dai vertici ULSS , di ” attenzioni e cure” per ben 10 anni !! in altre parole ,ferocemente perseguitato per avere fatto ne più ne meno che il mio lavoro . La mia prima denuncia riguarda la sparizione dal mio Ufficio di un progetto da me redatto per un importo di oltre un miliardo di Lire (siamo negli anni 90). Dalla ULSS sono stato denunciato per ben SEI volte in sede penale con SEI processi ,..risultando-sempre assolto ! Le mie 13 denunce citate ,una ad una ,sono state TUTTE achiviate con motivazioni ridicole come” mancanza dell’Organico” !!.quando si è trattato di me, la Procura l’organico c’era. Morale :in Italia la maggioranza dei Magistrati rappresenta il CANCRO e deve farsi un esame(se l’hanno) di coscenza !! povera ITALIA !!!

  2. Caro “Porro” mo te ne accorgi ?
    Andavo ancora a scuola io,
    Ho dovuto (all’epoca) sostenere delle battaglie epiche con i professori delle superiori perchè potessi liberamente professarmi Credente ed esporre la mia idea, da allora sono passati 30 anni e nessuno ha fatto nulla per togliergliela di mano quindi immaginate le conseguenze !

  3. Una lettera patetica e piagnucolosa. Non si capisce di quale complotto generalizzato si parli da parte della docenza di sinistra che negherebbe dignità di espressione agli altri docenti.
    Creati un tuo spazio cara e cerca di affascinare gli studenti con le tue idee se ci riesci ovviamente, così magari diventano tutti di destra come piacerebbe a te.

  4. Io per non essere un docente di sinistra (ma neppure di destra, solo un docente LIBERO e INDIPENDENTE), anzi per averne denunciato malaffare e corruzione, sono da 15 anni il DOCENTE PIÙ PERSEGUITATO D’ITALIA, definito”IL CASO PIÙ GRAVE E NOTO DI PERSECUZIONE DELLA NOSTRA P.A./SCUOLA”, FINO AD AVER SUBITO (31-10-2016), MOTIVATO E BASATO SOLO E SOLTANTO SULLE MIE PUBBLICHE PROTESTE ED ESTERNAZIONI, IL LICENZIAMENTO IN TRONCO definito “IL PIÙ ASSURDO DELLA STORIA DELLA NOSTRA SCUOLA REPUBBLICANA”, tanto abnorme che appena giorni fa (15-7-2019) e’ stato annullato dallo stesso Giudice del Lavoro di Siena che per 14 anni aveva sempre respinto tutti i miei a protezione dei miei persecutori così di fatto incoraggiati a continuare per tanti anni la loro persecuzione.

    Tutto ciò nonostante io sia sempre stato considerato un “OTTIMO” docente, amatissimo Maestro “adorato” da intere generazioni di alunni e loro famiglie che mi hanno sempre difeso in modo massiccio ma del tutto inutilmente in ogni modo (Appelli, Manifestazioni, “Scioperi delle aule vuote” Delegazioni all’USP/USR,….) in ogni scuola dove, sempre sotto la stessa identica superiore regia USP/USR, si è svolta la mia odissea. Inutilmente difeso come “OTTIMO” docente pure da Dirigenti Scolastici, intere Segreterie e Dirigenze e perfino “Provveditori agli Studi” e Ispettori Scolastici, talvolta proprio per questo cacciati, delegittimati, minacciati di sanzioni,…

    Caro Porro, dammi spazio nelle tue rubriche televisive e ti racconterò nei dettagli perché la persecuzione SCOLASTICA e GIUDIZIARIA che subisco dal 2004/05 è anche e soprattutto POLITICA da parte del PD (= Partito Dominante qui da sempre, dal 1944), talvolta perfino dimostrabile con documenti scritti, ed il ruolo determinante di regia avuto in essa da 3 DIRIGENTI/ALTI-FUNZIONARI SCOLASTICI che erano al contempo ALTI DIRIGENTI E AMMINISTRATORI LOCALI della Sinistra (Sindaci, Consiglieri Comunali, Fondazione MPS).

    M.o Adriano Fontani (Siena)
    347-4978783
    327-1676671

    PS
    Digita ADRIANO FONTANI su Google e YouTube per sapere molto di più sulla mia odissea e vedere alcune delle mie oltre 110 interviste solo alla Rai sul Degrado Feudale della Scuola Pubblica.

  5. Non sono docente ma sono stato come tanti, alunno. Devo dire che ho ricordi di professori politicizzati che non si facevano scrupolo di professare la loro fede politica. Alcuni di questi erano, devo dire, buoni professori, altri meno. Una cosa però, quante ore d’insegnamento sono state dirottate a favore della propaganda politica? Molte, Tolte alle materie a cui avrebbero dovuto dedicare il loro esiguo tempo. Io non so se ora le cose siano “peggiorate” in questo senso ma una cosa in cui credo, e che chi svolge un ruolo così importante, dovrebbe astenersi da entrare in certi argomenti, si dovrebbe poter monitorare il loro operato e anche, andando contro corrente, pagarli meglio e con più tutele, proprio per l’importanza del ruolo.

  6. Tante. In primis, un reclutamento rigoroso basato solo su concorsi a cattedra ordinari nazionali a cadenza triennale, con divieto assoluto di scorciatoie e infornate varie. Poi, un meccanismo premiante legato all’effettiva presenza sul posto di lavoro e alla valutazione, per le singole scuole, dei risultati in uscita degli studenti in termini di successo scolastico e lavorativo degli stessi verificato in termini ragionevoli. Poi ancora agevolare la libera energia e creatività dei docenti.
    Potrei continuare per ore.

    • Tengo buono questo tuo passaggio

      “In primis, un reclutamento rigoroso basato solo su concorsi a cattedra ordinari nazionali a cadenza triennale, con divieto assoluto di scorciatoie e infornate varie’.

      Posso obiettarti che se manco avere nel preside il referente,unico e finale,di uno sviluppo didattico pensare di rendere autonomi più insegnanti è come mettere più di un gallo in un pollaio.
      Le assunzioni “di massa” fatte dal govermo Renzi hanno azzerato le graduatorie,cosa che si pensava impossibile.
      A mio parere stai spingendo le tue tesi verso traguardi giusti ma utopistici per darti un tono.

  7. Non mi risulta che per fare l’insegnante ci sia bisogno di raccomandazioni. Ci vuole più che altro pazienza visto la lunghezza del periodo medio per avere una stabilizzazione e umiltà per accontentarsi di un salario ridicolo rispetto ai compiti e responsabilita di questo difficilissimo mestiere.
    La domanda da porsi è semmai la seguente: perchè, in un paese come l’Italia da sempre a maggioranza conservatrice, le persone con una mentalità conservatrice preferiscono non svolgere questo mestiere?

  8. Bellissima la lettera, perchè chiara e vera.
    Io non sono una docente, ma ho 2 figli adolescenti che frequentano entrambi scuole pubbliche.
    Purtroppo, non solo il corpo insegnanti è palesemente verso sinistra ( quindi la storia e gli avvenimenti di attualità vengono spiegati secondo il loro orientamento ), ma anche i libri di testo !
    Questi infatti o sono di una superficialità estrema nel presentare i fatti, oppure riflettono completamente ideologia ” di supremazia e dittatoriale di sinistra”. E’ piuttosto difficile quindi farli crescere con uno spirito critico neutro, ma la zuppa di Porro aiuta!!!

  9. Oggi sicuramente non viene premiato il merito ma ancora viene, in qualche modo, permesso ai buoni docenti di effettuare un insegnamento di qualità, sia pur in un contesto molto sfavorevole. Con la scuola renziana, a parte l’enorme infornata di docenti che si è avuta, sarebbe stato premiato oltremodo il demerito potenziando l’approccio clientelare. Per non parlare poi della scuola privata che, a parte qualche eccezione, è molto più scadente di quella pubblica.

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